Mongo95 di Mongo95
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La Costituzione di Bayonne è quindi un testo “straniero”, di matrice napoleonica, ma vi hanno collaborato anche dei personaggi spagnoli, per volere di Napoleone stesso, che intendeva dare la parvenza di collaborazione. Si tratta dei “afrancesados”, non proprio dei traditori, ma sono riusciti a spaccare il fronte patriotico. Studiosi come Sarasola affermano che questa Carta, se fosse stata applicata, probabilmente avrebbe consentito un passaggio più dolce dall’antico regime ad un sistema in cui la borghesia sarebbe stata protagonista al posto dei vecchi ceti.
La Costituzione viene varata nel periodo in cui la popolazione spagnola comincia ad organizzarsi. Il primo obiettivo era capire come fronteggiare l’invasione francese, quindi la Giunta centrale assume il potere esecutivo. Ci si stabilisce a Siviglia, decidendo che si lavorerà per Commissioni, ciascuna con una propria Giunta ausiliaria. Tra queste spicca la Commissione delle Cortes, che appunto lavorerà sulle Cortes stesse. Si ha la Giunta speciale di costituzione e legislazione, che è la sua ausiliaria, insediatasi nel settembre 1809.

La Giunta centrale si preoccupa di acquistare legittimità rispetto al fatto di esse un organismo straordinario e illegale per gli occupanti francesi. Ciò è risolto convocando la rappresentnaza del popolo, di cui appunti si occupa la Giunta di legislazione, composta da personaggi illuministi di vecchio regime, ex membri della giunta di Bayonne, liberali. Tra questi ultimi per esempio Romanillos, afrancesado della Costituzione di Bayonne e poi Consigliere di Stato. Si ha anche Arguelles, che sarà uno dei protagonisti della costituente gaditana, vero patriota e liberale, scriverà il prologo della prossima costituzione.
I vari Consigli vengono soppressi, semplificando il tutto nel Consiglio reunido di Spagna e delle Indie.

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