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La Spagna e lo Statuto di Bayonne


Sotto il governo di Giuseppe, al Paese viene data una Costituzione, come in tutti gli altri regni sotto controllo napoleonico. È l’Estatuto de Baiona, più napoleonica che rivoluzionaria, nulla ha a che fare con la Carta del Direttorio del 1799. È del 6 luglio, precedente al formarsi della Giunta centrale, che quindi è una reazione a questa ottriazione. Lo Statuto è tutt’altro che una costituzione rappresentativa moderna, anche se prevedeva della Cortes, suddivise però in tre ceti, “estamentos”. Riprende le vecchie istituzioni, che, lungi dall’essere moderne assemblee, discutono in seduta segreta e non hanno i poteri delle assemblee rappresentative francesi. È previsto anche un Senato, così come un Consiglio di Stato. Tuttavia, data la situazione rivoluzionaria, di questi tre organismi viene istituito concretamente soltanto l’ultimo. Le Cortes avrebbero dovuto avere il potere legislativo, ma senza diritto di iniziativa legislativa, che apparteneva invece al Consiglio di Stato, che poteva legiferare anche quando le Cortes erano chiuse, partecipando anche del potere esecutivo. La Costituzione di Bayonne si distingue proprio perché prevede organi in cui poteri diversi vengono esercitati dalla stessa entità, mentre altri vengono privati di qualsiasi potere. Lo Statuto costituzionale, apparentemente scritto da un’assemblea di notabili convocata da Napoleone, è in realtà farina del suo sacco, e non verrà mai attuato interamente. Quindi formalmente la prima costituzione spagnola, ma mai attuata. Concentra tutti i poteri nelle mani di Giuseppe, il cui potere è appunto assicurato dalla commistione tra esecutivo e legislativo.
Il 25 settembre 1808 si riunisce la Giunta centrale, con l’incarico di dare un governo unitario alla Spagna e assumere la guida della guerra di indipendenza. Cioè convocare la “Nazione a Cortes”. Il tutto è previsto a breve, ma ci si rende conto che è alquanto difficile da attuare, aspettando il 24 settembre 1810. La Giunta è presieduta da un illuminista, il Conte di Floridablanca, a garanzia della continuità, e ciò segnala che non c’è alcuna rivoluzione in atto, ma un ritorno all’epoca precedente al dominio napoleonico, il periodo riformista. A redigere il regolamento della Giunta è Jovellanos, intellettuale che era stato al servizio di Carlo IV, uno dei maggiori esperti di diritto patrio, nonché Ministro della Giustizia per Godoy.
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