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Congresso di Vienna

Quando ormai Napoleone fu sconfitto a Waterloo, a Vienna, nel settembre 1815, si apre un congresso, dove si riuniscono le potenze vincitrici di Napoleone (Inghilterra, Austria, Russia e Prussia) per ridisegnare l’Europa e tracciare i suoi nuovi confini con lo scopo non di penalizzare la Francia, ma di riportare in Europa una pace durevole dopo anni di guerra. La Francia, che ha perso la guerra, partecipa comunque ai lavori. I protagonisti del congresso sono il ministro degli esteri austriaco Metternich ed il ministro degli esteri francese Talleyrand. I lavori durano molti mesi ed alla fine viene restaurata la monarchia assoluta in tutte le nazioni, Francia compresa (Luigi XVIII, Borbone), politica che Napoleone aveva cercato di cancellare dall’Europa, e vengono riportati sul trono tutti quei sovrani che Napoleone aveva spodestato à principio di legittimismo dinastico (=portare sul trono i legittimi sovrani). Come conseguenza anche tutti i privilegi dei nobili vennero restaurati.

L’Italia è sempre stata frammentata in tante zone. Nel 1815, il Regno di Sardegna era quello più importante, governato da Vittorio Emanuele I (nord-ovest Italia + Sardegna), poi vi erano il Lombardo-veneto, che era in realtà dipendente dall’Austria, i ducati minori (con sovrani tutti imparentati con gli Asburgo; Parma, Modena, Lucca, principato di Massa Carrara), il granducato di Toscana, lo Stato della Chiesa ed il Regno delle due Sicilie, formato dal Regno di Napoli e quello di Sicilia (Ferdinando I di Borbone). Queste divisioni sono state operate per creare dei confini che garantissero la pace. Per mantenere i confini venne creata la Santa Alleanza, tra Russia, Prussia ed Austria, promossa da Alessandro I di Russia; un’Alleanza cristiana e non cattolica, ispirata dallo Spirito Santo: chi intende violare l’ordine (modificare i confini, l’ordine o la monarchia) intende imporsi contro Dio e deve essere punito militarmente: venne infatti creato un esercito apposta. Ad essa non aderì l’Inghilterra, perché legandosi alla Santa Alleanza si accettava anche una limitazione della sovranità (principio di intervento). Nel 1820-21 nascono i primi moti rivoluzionari. I “ribelli”, per organizzarsi contro il governo, si organizzarono in sette, la cui più importante era la Massoneria (nata in Inghilterra nel ‘700 con lo scopo di difendere ideali illuministi). In Italia quella più importante era la Carboneria (da carbone; nasce in Francia e si diffonde soprattutto in Italia meridionale).
Nei primi anni successivi al Congresso di Vienna nacquero in Francia, Spagna, Polonia ed Italia delle società segrete che si ispiravano agli ideali illuministi. Ogni società aveva i propri simboli ed il proprio linguaggio. Le principali erano la Società Patriottica (Polonia), i Comuneros (Spagna) e gli Adelfi, i Philadelphi e i Carbonari (Italia). La carboneria nasce inizialmente in Francia, solo dopo si estende al meridione italiano. Tra di loro i carbonari si chiamavano cugini e si ritrovavano in baracche. Vi erano ufficiali che come obiettivo politico volevano ottenere la monarchia costituzionale.
In quel periodo, si professavano sia idee liberali che democratiche. I liberali avevano Locke come riferimento e volevano la monarchia e maggiori libertà, sia di quelle fondamentali (espressione, associazione, stampa, opinione) che di quelle individuali. I democratici avevano come riferimento il contratto sociale di Rousseau; volevano quindi una sovranità popolare e si battevano per la repubblica: volevano che il popolo fosse in grado di darsi le leggi, renderle esecutive e rispettarle. Si battevano inoltre per il suffragio universale maschile e femminile, perché tutti dovevano avere la possibilità di votare i propri rappresentanti. Tra i più importanti liberali vi è Camillo Benso, mentre il più importante democratico era Mazzini.

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