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LA SITUAZIONE ITALIANA DOPO IL CONGRESSO DI VIENNA

Durante il congresso di Vienna, la situazione italiana era stata del tutto accantonata dalle delegazioni giunte a Vienna anche se la sua condizione particolare era sotto gli occhi di tutti insieme a quella tedesca. Delle due macro questioni che erano state lasciate in sospeso (la questione politica e nazionale) pur essendoci un problema per quel che riguarda il governo della futura nazione italiana, era maggiormente impellente il problema dell’unità nazionale in quanto in queste due nazioni non si era ancora raggiunta e vi erano molte difficoltà, soprattutto nella penisola, per un raggiungimento. In Italia vi erano già stati nel corso degli anni 20 e 30 dei moti insurrezionali motivati non solo in Italia ma anche negli altri Paesi, da una insofferenza all’ancien regime, che in alcune Nazioni era ancora un problema attuale.
La questione più urgente, l’unificazione, si intrecciava con la questione politica, tant’è che molte delle correnti spontanee che nacquero in Italia per un’unificazione e dei teorici dell’epoca, proposero delle forme di governo completamente diverse, anche se ciò non era una condizione che pregiudica il fine ultimo. Gli ostacoli principali cui dovettero far fronte coloro che volevano un’unificazione erano dettati non solo dalla divisione della penisola in moltissimi stati, come lo Stato della Chiesa, il Granducato di Toscana, il regno di Sardegna, ma anche perché una tale suddivisione avrebbe potuto pregiudicare la buona riuscita di tutto il progetto: essendoci in Italia un gran numero di sovrani, vi era la necessità che la quasi totalità di loro rinunciasse al proprio potere per instaurare uno stato avente un solo sovrano nel caso della nascita di una monarchia oppure un solo primo ministro nel caso di un repubblica. Questo era il primo grande problema che ostacolava il progetto di unificazione ma a ciò si doveva aggiungere anche che vi erano zone della penisola che non si trovavano sotto le dipendenze di un sovrano italiano ma erano controllate da altre nazioni europee, come il Lombardo - Veneto, che apparteneva al regno austro ungarico, e non vi era certezza che l’Austria avrebbe ceduto tali zone ed era più probabile che l’unica possibilità per conquistare tali territori fosse una guerra, con la forza.

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