Ominide 4103 punti

Il Congresso di Vienna e il nuovo assetto europeo

Apertosi ufficialmente il 1° Novembre 1814 e conclusosi con la firma dell’atto finale il 9 Giugno 1815 (pochi giorni prima della battaglia di Waterloo), il Congresso di Vienna fu il più importante e affollato consesso di sovrani e governanti che mai si fosse visto in Europa.
Al Congresso intervennero più di 200 delegazioni, in rappresentanza di tutti gli stati e staterelli d’Europa.

I protagonisti del Congresso

Ma le decisioni più importanti vennero prese all’interno di un gruppo ristretto, di cui facevano parte i delegati delle quattro maggiori potenze vincitrici, fra i quali il ministro degli esteri austriaco Metternich, svolse il ruolo di autentico regista. In questo gruppo riuscì ad inserirsi anche il rappresentante della Francia sconfitta, l’anziano e abilissimo Talleyrand.

Talleyrand e il principio di legittimità

Uomo di grande esperienza politica e di eccezionale opportunismo (era stato vescovo sotto l’ancien regime, deputato nelle assemblee rivoluzionarie, stretto collaboratore di Napoleone, artefice del passaggio dei poteri dall’imperatore a Luigi XVIII). Talleyrand riuscì addirittura a diventare uno dei protagonisti del Congresso sfruttando i contrasti tra i vincitori e facendo valere a vantaggio del suo paese il principio di legittimità: il principio, cioè, in base al quale dovevano essere innanzitutto restaurati i diritti “legittimi” violati dalla rivoluzione, e dunque anche quelli dei Borbone di Francia.

Il nuovo equilibrio europeo

Il nuovo equilibrio fu realizzato in base a criteri tipicamente settecenteschi. Intere regioni passarono da uno stato all’altro –spesso come “compensi” per altri territori ceduti- senza alcun riguardo per i principi di nazionalità o per la volontà delle popolazioni interessate. Ma questi spostamenti comportarono ugualmente una certa razionalizzazione della geografia politica europea.
Scomparvero molti residui del passato (primo fra tutti il Sacro Romano Impero che, dissolto nel 1806, non fu più ricostituito). Gli Stati si ridussero notevolmente di numero. E i maggiori fra essi si vennero avvicinando al modello dello Stato moderno, caratterizzato, se non dalla compattezza etnica, almeno dalla continuità territoriale e dall’uniformità degli ordinamenti.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email