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L’Italia è un paese di confine nella Guerra Fredda, e grazie agli americani, che intervengono con il piano Marshall e la Dottrina Truman, comincia la ricostruzione dell'Italia: si ha una riforma agraria (poco efficace); si istituisce la cassa del Mezzogiorno, attiva per finanziare il Sud; si attua un piano di edilizia popolare; si fa una vasta opera di investimenti nelle opere pubbliche e si reintroduce l’imposta progressiva sul reddito; si fonda l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) e viene mantenuto e ampliato l’IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale).
Come Ministro degli Interni c’è Scelba, democristiano ostile al socialismo, sotto il quale viene proposto un sistema elettorale maggioritario con una legge elettorale del 1953, chiamata Legge Truffa dall’opposizione perché si credeva che il premio di maggioranza fosse iniquo e avrebbe favorito il partito più forte, DC, perché un partito con più del 50% dei voti avrebbe ottenuto ancora più seggi.

Nella metà degli anni 50 la Democrazia Cristiana sta cominciando a cambiare politica: inizialmente centrista, anticomunista(/antisinistra) di forte legame con la chiesa, si sta formando con la nuova dirigenza (dal 1955-56) di Aldo Moro, la sinistra democristiana.
Dal 1955 al 1965 si ha il boom economico, un vero e proprio miracolo dell’economia mondiale:
vi sono grandi investimenti continui, tutta l’economia mondiale capitalistica è fluida, c’è una buona congiuntura.
In Italia vi è un grandissimo fenomeno di migrazione interna per via del grande serbatoio di lavoratori del Sud, che vanno al Nord per lavorare nel triangolo industriale GE-MI-TO (Genova, Milano e Torino).
Aumento di produzione ed esportazione; le materie prime a livello internazionale sono poco costose e i tassi d’interesse minimi, generando molte più possibilità di investimento.
In Italia ci si basa molto sugli investimenti: i lavoratori che posseggono un lavoro fisso possono permettersi di fare pagamenti a rate e di ricostruire il mercato interno ed esterno creando competitività.
Viene inoltre introdotta una buona tecnologia di produzione, interessi molto bassi e costruite centrali termoelettriche e metanodotti.
Anche in Italia si formano degli oligopoli, centri che polarizzano la produzione.
L’Italia, che alla fine della Seconda Guerra Mondiale era un paese a maggioranza contadina, subito dopo il boom diventa a prevalenza secondaria e terziaria: si forma quindi l’Italia degli impiegati di massa, i colletti bianchi.
Altro servizio di primaria importanza è l’istruzione, che diviene pubblica, statale, obbligatoria e di massa.

Il grande boom economico italiano presenta però una serie di problemi, fra cui le gravi contraddizioni come l’immigrazione dal sud, e la nascita e l’aumento vertiginoso delle masse operaie (Fiat, Italsider), che fanno riferimento alla sinistra ma guidate da governi di centro come la Democrazia Cristiana.
Nel giugno del 1960 il governo conservatore di Tambroni, concede al Movimento Sociale Italiano un congresso nazionale a Genova, città simbolo della Resistenza.
Gran parte della popolazione però è antifascista e scatena una manifestazione il 3 giugno 1960 formata da operai e portuali che blocca la città. Il governo però non vuole cedere, fino a quando il 2 luglio a causa delle continue manifestazioni la polizia si ritira e il governo toglie la possibilità di fare il congresso.
Il governo Tambroni a questo punto cade e da questo momento nasce il centrosinistra, dove avranno molta importanza i democristiani di sinistra come Aldo Moro.
Nel 1962 la Democrazia Cristiana inizia ad avere l’appoggio del Partito Socialista Italiano, senza l’entrata al governo, e nel 1963 si forma un centrosinistra organico, con Presidente del Consiglio Aldo Modo: con i democristiani e i socialisti al potere, si ha il primo governo di centrosinistra.
Non tutti i socialisti però sono d’accordo e una parte di loro si stacca e forma il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Come Presidente della Repubblica salirà ne 1964 Giuseppe Saragat, socialdemocratico leader del Partito Socialista Italiano, andando a sostituire Segni.
Sempre nel 1964 muore Togliatti, e prima di morire scrive Memoriale di Yalta, in cui dice che l’Italia debba arrivare al comunismo senza seguire modelli come l’URSS, ma elaborandone uno autonomo.
Gli succede Luigi Longo, e nel 1966 c’è un tentativo di unione tra socialisti e socialdemocratici, il Partito Socialista Unitario, perché pensano che unendosi avrebbero ottenuto più voti. Nel 1968 si dividono nuovamente.

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