Concetti Chiave
- Il partito nazionale fascista (PNF) nacque nel novembre 1921, con un focus sulla violenza organizzata contro il movimento operaio.
- Mussolini ricevette supporto dalle forze liberali, che lo aiutarono a entrare in parlamento nel 1921 per contrastare l'avanzata socialista.
- La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 portò Mussolini al potere, dopo che il re rifiutò di proclamare lo stato d'assedio contro i fascisti.
- Il potere fascista si consolidò attraverso la repressione politica, scioglimento di partiti e sindacati e limitazione della libertà di stampa.
- Mussolini implementò riforme economiche e sociali, come la rivalutazione della lira e iniziative di controllo culturale, tra cui la censura e la statalizzazione delle comunicazioni di massa.
Indice
La nascita del partito fascista
Dal novembre 1921 il movimento dei fasci venne trasformato nel partito nazionale fascista (PNF). La chiave di volta del progetto di Mussolini era la violenza organizzata contro il movimento operaio: spedizioni punitive contro sedi di partito e sindacali, giornali.
L'ascesa politica di Mussolini
Ci fu l'aiuto dalle forze liberali che, pur non condividendo le azioni dei fascisti, cercarono di servirsene contro il movimento bracciantile e operaio. Alle elezioni del 1921 Giolitti favorì l’apparentamento elettorale del fascismo con il partito liberale con l’obiettivo di contrastare l’avanzata dei socialisti. Attraverso questa alleanza Mussolini e 32 deputati fascisti entrarono in parlamento. L’ascesa del fascismo fu inoltre favorita
dalle divisioni interne al movimento operaio. Al congresso del partito socialista che si tenne a Livorno nel 1921 la corrente guidata da Gramsci decise di distaccarsi e fondare il partito comunista italiano (legato alla terza internazionale= organizzazione partiti comunisti URSS).
La marcia su Roma
Nel 28 ottobre del 1922 migliaia di fascisti in armi avviarono la marcia su Roma al comando dei massimi esponenti del PnF, mentre Mussolini attendeva a Milano. La proposta del primo ministro Facta di decretare
lo stato d’assedio che avrebbe bloccato le squadre fasciste, fu respinta dal re Vittorio Emanuele III che anzi chiamo Mussolini e gli affido l’incarico di formare un nuovo governo (29 ottobre).
Il consolidamento del potere fascista
In Italia si afferma o un partito politico dotato di un proprio apparato militare che si avvaleva dell’uso legittimo della forza per il mantenimento dell’ordine pubblico.
Le riforme di Mussolini
Nel suo primo governo Mussolini:
Rafforza l’esecutivo togliendo potere al Parlamento e crea nel 1922 un nuovo organismo di direzione politica: il Gran Consiglio del Fascismo.
Trasforma le squadre d’assalto nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale
Promulga una nuova legge elettorale maggioritaria (chi otteneva la maggioranza relativa aveva quella assoluta dei seggi) assicurandosi così una maggioranza fascista con il cosiddetto listone (forze liberali, nazionaliste e popolari)
La crisi Matteotti e la svolta autoritaria
Alle elezioni del 24 i fascisti ottengono il 65% dei voti. Ma il deputato socialista Matteotti denuncia brogli elettorali. Lo stesso giorno, 10 giugno 1924, Matteotti venne rapito e ucciso da un gruppo di squadristi. L’evento scatena una crisi di governo. L’opposizione non riesce però a organizzarsi, anzi nel giugno del 24 abbandona per protesta il parlamento, la cosiddetta “Secessione dell’Aventino" in ricordo della secessione dei plebei nell’antica Roma su colle omonimo.Il 3 gennaio del 1925 con uno storico discorso al Parlamento Mussolini chiude la crisi assumendosi la responsabilità politica e morale dell’omicidio Matteotti. E colse occasione per accelerare la definita svolta autoritaria:
-Sciolse i partiti e i sindacati
-Arrestò e condusse all’esilio i capi dei movimenti antifascisti
-Fuori legge partiti e sindacati ostili
-Eliminata la libertà di stampa ed espressione
-Tribunale speciale per la sicurezza dello stato (1926) per condannare gli -antifascisti
-Un testo unico nelle scuole 1929
-Cittadinanza tolta a chi turba l’ordine pubblico
-Giuramento al fascismo per gli insegnanti tra 1200 solo 13 si rifiutarono perdendo il posto 1931 RIFORMA GENTILE
-Pena di morte per chi compie attentati contro il re e i capi del governo
Crea la Confederazione dei sindacati fascisti e venne istituita la magistratura del lavoro incaricata di dirimere le controversie di lavoro.
1926 nascita del ministero delle Corporazioni
1927 promulgazione della Carta del Lavoro
1929 Patti Lateranensi
Le politiche economiche e sociali
Mussolini rafforza l’economia tramite la quota 90 (rivalutazione della lira: 1 sterlina=90 lire) ottenibile solo attraverso una rigida politica deflazionistica (riduzione circolazione monetaria e accesso al credito di aziende, abbassare i prezzi).
Istituzione di opera nazionale Balilla/Piccole italiane
figli della lupa
Gioventù italiana del Vittorio/giovani italiane
Gruppi universitari fascisti
Espansione e controllo culturale
Controllo comunicazioni di massa:
legge sulla censura
Censura sul cinema
Statalizzazione istituzione luce
Cinecittà a roma
Istituzione ministero della cultura
1926 Battaglia del grano: accrescimento produzione cerealicola investendo nella meccanizzazione delle campagne
1928 Bonifica integrale: programma di espansione delle aree coltivabili.
Puntò a riconquistare la Libia e ad estendere l’influenza italiana nei Balcani, regione anticomunista.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la chiave di volta del progetto di Mussolini con la nascita del PNF?
- Come ha contribuito Giolitti all'ascesa politica di Mussolini?
- Qual è stato l'evento cruciale della marcia su Roma?
- Quali misure autoritarie ha adottato Mussolini dopo l'omicidio di Matteotti?
- Quali politiche economiche ha implementato Mussolini per rafforzare l'economia italiana?
La chiave di volta del progetto di Mussolini con la nascita del Partito Nazionale Fascista (PNF) nel novembre 1921 era la violenza organizzata contro il movimento operaio, attraverso spedizioni punitive contro sedi di partito e sindacali.
Giolitti ha favorito l'apparentamento elettorale del fascismo con il partito liberale alle elezioni del 1921, per contrastare l'avanzata dei socialisti, permettendo così a Mussolini e a 32 deputati fascisti di entrare in parlamento.
L'evento cruciale della marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, è stato il rifiuto del re Vittorio Emanuele III di decretare lo stato d'assedio, che ha portato all'affidamento dell'incarico di formare un nuovo governo a Mussolini.
Dopo l'omicidio di Matteotti, Mussolini ha sciolto i partiti e i sindacati, arrestato i capi dei movimenti antifascisti, eliminato la libertà di stampa, e istituito un tribunale speciale per la sicurezza dello stato, accelerando così la svolta autoritaria.
Mussolini ha implementato la quota 90 per la rivalutazione della lira attraverso una rigida politica deflazionistica, e ha avviato programmi come la Battaglia del grano e la Bonifica integrale per aumentare la produzione agricola e le aree coltivabili.