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Neoclassicismo

1. Nella seconda metà del Settecento, domina in europa il Neoclassicismo, in opposizione alle stravaganze del Rococò.

2. La predilezione e il rinnovato interesse per l’arte classica, non solo romana e greca, ma anche etrusca ed egizia, furono favorite dalla scoperta di Ercolano e Pompei nel 38 e 48.

3. Massimo teorico del movimento fu Winckelmann: egli pubblicò a Dresda Pensieri sull’imitazione dell’arte greca e poi presso Alessandro Albani Storia dell’arte nell’antichità. W non vide mai un originale greco, egli basò le proprie ricerche su copie del tardo ellenismo romano come l’Antinoo e l’Apollo del Belvedere: quando Lord Elgin portò a Londra i marmi del Partenone furono reputati copie romane non attribuibili a Fidia e quando emerso i frontoni del Tempio di Zeus li si screditò come espressioni di un’arte provinciale.

4. Le opere dovevano essere caratterizzate da ‘nobile semplicità e quieta grandezza’: l’arte non deve esprimere le passioni umana nel loro svolgersi, ma rappresentare i momenti precedenti o successivi all’ardente turbamento emotivo.

5. Il Principio di imitazione afferma che gli artisti non devono copiare in modo pedissequo, ma ispirarsi ai modelli antichi per creare opere originali, in sintonia con lo spirito del tempo

6. Il termine ‘Neoclassicismo’ nasce un secolo dopo, sul finire dell’Ottocento: la critica romantica coniò l’espressione in termini dispregiativi, simbolo di un’arte fredda e accademica. La corrente neoclassica fu rivalutata dal 1972, con un’esposizione a Londra, incentrata su Canova, chiamata ‘L’età del Neoclassicismo’.


Jacques-Louis David

1. Nel 1775 vinse l’ambitissimo Prix de Rome e seguì studi pagati a Roma: qui entrò in contatto con Raffaello, Michelangelo e Caravaggio.

2. Entra anche in contatto con i teorici del Neoclassicismo, Winkelmann e Francesco Milizia

3. Partecipò alla rivoluzione francese, divenendo amico di Marat e Robespierre.

4. In seguito divenne il primo pittore dell’Imperatore Napoleone

Il testamento degli orazi

1. L’opera, commissionata a Parigi dal re ma eseguita a Roma, raffigura un episodio della Roma prerepubblicana: i fratelli Orazi sono inviati a combattere i Curiazi per risolvere il contenzioso tra l’Urbe e Albalonga. L’unico Orazio superstite ucciderà la sorella, sposata con un avversario.

2. David aderisce alla virtù civile dei tre uomini: costoro sono esempio di coraggio rivoluzionario.

3. La scena si svolge nell’atrium di una domus romana inondata di luce proveniente da sinistra; l’attenzione è calamitata dal padre che, nell’atto di consegnare le spade ai tre uomini, grida: ‘O Roma, o morte!’. L’impianto prospettico è sottolineato dalle fasce marmoree che racchiudono riquadri in laterizi disposti a lisca di pesce.

4. I gruppi di figure sono collocati agli estremi del dipinto: a sinistra gli uomini, il cui abbraccio evidenzia l’unità di intenti e i colori vivaci la forza, e a destra la sorella Sabina e la moglie di uno Camilla, meste e mute nei loro colori pastello a simboleggiare la rassegnazione e la disperazione.

5. La madre, vestita di nero come a presagire il lutto incombente, consola i due figli più piccoli.

La morte di Marat

1. Nel 1793 il medico rivoluzionario Marat fu assassinato dalla rivale Marie-Charlotte de Corday: David fu così incaricato di dipingere un quadro che rendesse onore al martire della rivoluzione.

2. David decide così di spogliare la stanza della tappezzeria, delle mensole e delle cartine: l’essenzialità del locale e il fondo scuro monocromo testimoniano la virtuosa povertà di Marat, in linea con i dettami della rivoluzione.

3. La cassetta di cui Marat si serviva per scrivere diventa la lapide funeraria di un uomo eccezionale: la morte è rappresentata nel momento successivo all’azione omicida.

4. Dell’assassina rimane solamente il coltello insanguinato e il biglietto con cui era stata ricevuta: Marat era costretto ad accogliere gli ospiti nella vasca da bagno, affetto come era dalla psoriasi.

5. David costruisce l’immagine desumendo il dettaglio del braccio abbandonato alla Pietà di Michelangelo, alla Pala Baglioni di Raffaello e al Trasporto al Sepolcro di Caravaggio.

Architettura neoclassica

Parigi: Archi di Trionfo, Chiesa della Maddalaine, Pantheon e Colonna della Grande Armata

Roma: Santa Maria del Priorato, Sistemazione di piazza del popolo, Casina Valadier

Napoli: Chiesa di San Francesco di Paola

Milano: Palazzo reale, Teatro alla Scala, Villa reale, Palazzo Belgioioso

Monza: Villa reale

Faenza: Palazzo Laderchi e Palazzo Milzetti Teatro Masini

Germania: Walalla dei tedeschi, Porta di Brandeburgo

Russia: Quadrenghi e Rossi, Accademia delle scienze, Istituto smolni, Arco della Pace

Londra: Crescents and Quadrants, British Museum, Tate modern, National Gallery

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