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Il Neoclassicismo e David

Cronologicamente possiamo collocare questo movimento nel periodo che va dalla seconda metà del 700 fino ai primi anni dell’800. La fine del Neoclassicismo e l’inizio del Romanticismo infatti si sovrappongono, ma il loro sviluppo avviene in aree geografiche diverse: il Neoclassicismo si sviluppa maggiormente in Italia e Francia, mentre il Romanticismo nasce in Germania e attecchisce anche in paesi anglosassoni come l'Inghilterra, dove non vi era una tradizione classica.
In questo periodo nasce la figura del teorico che si occupa di estetica: egli è un letterato che scrive sull’arte senza essere però un artista vero e proprio; detta le regole che gli artisti devono seguire e ha un gran ascendente sull'opinione pubblica (è l'antenato del moderno critico d’arte). Il più importante del neoclassicismo è il prussiano Winkelmann, perché ha dato l’impronta all’arte di questo periodo. Egli era una persona molto colta che aveva un sapere universale e venne a lavorare come bibliotecario a Roma presso la villa Albani, dove animava la vita culturale di Roma e dove sistematizzava le idee altrui. Scrisse anche libri e delle regole di estetica.

Ad ogni in questo periodo ci sono numerosi scavi archeologici come quello di Ercolano e Pompei che fanno trovare più testimonianze dell’Antichità. Infatti le regole di estetica di questo periodo artistico sono incentrate sull’arte classica greca: Winkelmann, il quale conosceva le opere greche indirettamente, afferma che l’ideale di bellezza assoluta è già stato scoperto dai greci e che l’uomo contemporaneo non lo può superare; quindi l’artista moderno deve imitare l'arte greca, dove per imitare non si intende copiare, bensì cogliere l’essenza del classicismo e reinterpretarlo con idee contemporanee, attualizzare l’arte classica [N.B. l’arte greca era divisa in arcaica, classica ed ellenistica. La prima più rigida, l’ultima più espressiva. Qui parliamo della parte classica dell'arte greca].
Il bello è la fedeltà al vero: l’arte deve infatti educare l’uomo con l’armonia.
Winckelman scrive “Pensieri sull’arte Greca” dove parla di una nobile semplicità e quieta grandezza: nobile in quanto le opere devono avere un senso di grande moralità, nobiltà d’animo; semplicità in quanto si tratta di un arte semplice, nonostante sia molto studiata; quieta in quanto l'opera non deve mai mostrare l'istante dell'esplosione dell'emozione (l'osservatore deve intuire le passioni che essi non mostrano, l'opera dev’essere pacata, distaccata nonostante sia comunque mossa da passioni), ma bisogna dunque rappresentare l'azione drammatica un momento prima o un momento dopo, mai nella sua parte più esplosiva; grandezza in quanto appunto i temi rappresentati sono nobili, alti e importanti.

Tutto ciò comporta che:
1) L’arte principale è la scultura, perché la fonte d’ispirazione è appunto l’arte classica;
2) Il marmo è il materiale più importante (i bronzi non erano stati pervenuti);
3) Importante anche l’architettura, mentre la pittura è in secondo piano (l'unico pittore è David);
4) Il viaggio a Roma è un’iniziazione intellettuale

I soggetti preferiti dall’arte neoclassica sono le tombe (si collegano con la tradizione e con Foscolo) e riprende la tradizione del rito funebre per creare monumenti funebri (collegamento tra vivi e morti), le opere mitologiche, i ritratti, che non vengono rappresentati perfetti, ma comunque, nonostante siano idealizzati e migliorati, rimane un po’ di verosimiglianza.


Jacques-Louis David (1748-1825)

È uno dei pochi pittori del neoclassicismo, è francese e in Francia c’è una tradizione pittorica molto importante. David esordisce come pittore Rococò, ma se ne distacca molto velocemente, quando compie un viaggio in Italia che lo fa convertire al Neoclassicismo. Fin da bambino studia presso un rigido collegio e frequenta un percorso accademico, che consiste nel studiare tutte le tecniche pittoriche tradizionali – ideale massimo di tecnica pittorica perfetta-. Vince il ‘Prix de Rome’ a 26 anni, al quarto tentativo: questo consiste in un soggiorno in Italia (il viaggio in Italia era una vera e propria moda all'epoca) per 4 anni a spese del governo francese. Visita tutte le città principali e resta a Roma, dove prolunga il suo soggiorno e quando torna a Parigi aderisce agli ideali della rivoluzione, diventando Giacobino ed è amico di Robespierre. Sarà uno di coloro che firmeranno per la decapitazione di Luigi XIV, andrà in prigione e sarà rivalutato da Napoleone. Diviene successivamente pittore di corte di Napoleone stesso, infatti, ma quando questo viene deposto, David va in esilio a Bruxelles.

Si autoritrae (vedi autoritratto) con un viso molto serio che delinea il suo spessore morale (ha l’aria di un condottiero, viso da battaglia) e con in mano la tavolozza.

Patroclo

Questo nudo maschile rappresenta Patroclo, virile, semidisteso e nudo, e ci permette di capire quanto sia ampia la conoscenza di David dell’anatomia (questo aspetto fa parte dello stile accademico): sono infatti ben definiti tutti i muscoli della schiena. Questo è uno studio dal vero, dove gli artisti si trovano di fronte al modello e lo rappresentano. Si nota la grandissima conoscenza tecnica, l'ombreggiatura, il forte chiaro-scuro, il grande studio della posizione (poco spontanea, innaturale, tutto frutto di calcolo).

Marte disarmato da Venere e dalle Grazie

Fa parte dell'ultimo periodo di David e vi è un ritorno alla mitologia. Non ci sono valori morali, solo esteriorità. È plasticoso, irreale, erotico (uccello gli copre l’intimità). Cupido sta togliendo i sandali a Marte. Tutto il quadro è un'allegoria dell’amore. I colori sono eterei e smaltati.

Giuramento degli Orazi

È l’opera più famosa. Qui notiamo la sua predilezione per soggetti storici, a volte contemporanei (aspetto tipico neoclassico), dove si evince il grande spessore morale dei personaggi. I tre archi incapsulano i tre gruppi di personaggi: i 3 fratelli Orazi che fanno il giuramento al padre che da loro le spade e sulla destra ci sono le 3 donne. Di queste a destra troviamo la madre che con il manto copre i fratelli piccoli (il colore blu indica presagio di morte); quella con il velo bianco è la moglie di uno dei tre e ha il corpo abbandonato; la ragazza con il copricapo blu è la sorella dei tre, fidanzata però con uno dei Curiazi con cui i tre stanno andando a combattere. Vediamo dunque il dolore contenuto, non straziante. Emerge lo spessore morale della scena. La posizione è poco spontanea, poco naturale, è molto esagerata e artificiale, i visi poco espressivi tipici dell'arte greca. Il nucleo dell’opera sono le spade con le mani, lo sfondo è essenziale, sobrio, semplice. Le pose sono studiate, enfatiche, teatrali.

Le donne hanno le tipiche espressioni del dolore inespresso, soltanto suggerito.

La morte di Marat

È un tributo a Marat che era un rivoluzionario dottore al servizio del popolo che passava la maggior parte del tempo nella vasca da bagno perché aveva una malattia della pelle. Viene ucciso a tradimento da una nobile girondina che gli manda questa lettera facendo appello alla sua benevolenza, lui la fa entrare e lei lo pugnala perché era un avversario politico. È appena successo l’omicidio (i Neoclassici ritraggono appunto l’attimo dopo o prima di un avvenimento tragico). L’ambiente è povero ed essenziale per rispecchiare realmente l’ambientazione in cui viveva Marat; è scuro con un pulviscolo dorato. Il riferimento è Caravaggio è evidente: la posizione del braccio presa da Caravaggio nella Deposizione di cristo che a sua volta l’aveva ripreso dalla Pietà di Michelangelo). Anche la luce è molto caravaggesca. Marat rappresenta Cristo, infatti, egli è come un martire.

In primo piano c’è la sua epigrafe.

Belisario mendicante

Descrive la vicenda del generale Belisario caduto in disgrazia, vecchio, cieco e riconosciuto solo da un soldato che aveva militato ai suoi ordini. Egli chiede aiuto a una donna e a un bambino, che gli fanno le elemosina. Vediamo il gesto enfatico del soldato che lo riconosce. Il messaggio morale dell'opera è la caducità della gloria. I gesti di stupore vengono enfatizzati in senso teatrale, ma l’espressione è molto distaccata. La teatralità si vede molto anche nello sfondo, essenziale, appena accennato. In questo periodo infatti si sviluppava la musica lirica e questi sono gesti tipici della lirica teatrale, molto calcati. Le colonne sono in stile classico, ma abbiamo un elemento Rococò: mischiare pezzi di diverse città.
Questa scena deve suscitare senso di pietà nell’osservatore. L’elmo rovesciato è al centro e ha grande valore simbolico, fa vedere come il generale sia caduto in basso, perché l’elmo è simbolo del guerriero e il fatto che lo utilizzi per l’elemosina è molto straziante.

Le Sabine

Ci sono due condottieri, c’è Romolo, che si riconosce dalla lupa dipinta sullo scudo, e Tazio (condottiero esercito nemico); la donna che si mette in mezzo con questo gesto teatrale è una delle sabine che ha un marito romano, ma ha parenti sabini e non vuole che avvenga il combattimento (i Romani avevano rapito le donne sabine). È un episodio mitologico, perché è inverosimile che gli eroi combattessero nudi (l'eroe nudo è rivestito simbolicamente solo della sua virtù), i bambini a terra sono i figli che contribuiscono a rendere irreale l’episodio e a dare un senso di orrore, che è la mediazione di un phatos. Lo sfondo è teatrale, molto irreale e finto (quasi una quinta di teatro). Massimo dell’enfasi.

Napoleone al passo del San Bernardo

Riprende la statua equestre di Marco Aurelio, Napoleone voleva emulare il Sacro Romano Impero. Luci ombre e chiaro scuro perfetti, neoclassici. Sotto vi è la scritta “Carlus Magnus”, in riferimento appunto ai Romani. Megalomania esagerata, trionfalismo.

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