Il manierismo in architettura: l’opera di G. Romano e di Michelangelo.

Romano è un importante architetto di ville e palazzi, il suo mecenate principale fu Federico II Gonzaga, secondo duca di Mantova, che lo invitò alla sua corte essendo il principale assistente di Raffaello. Gli chiese di ricostruire un’antica villa suburbana, come residenza per gli svaghi e i ricevimenti, il Palazzo Te, formato da 4 basse pareti che circoscrivono un cortile quadrato, al cui interno le facciate presentano dissonanze, asimmetrie, ci sono triglifi che sembrano cadere plasticamente, ironizza il classicismo, esso c’è ma viene distorto. La stessa abilità artistica domina l’interno decorato a affreschi, come la sala principale, la sala dei Giganti, una camera scura con gli angoli smussati che fa da fondale per una rivolta trompe l’oeil nella quale i giganti che si ribellano a Giove, sono schiacciati dal crollo di colonne, pietre.. libertà di questo tipo fanno parte dello stile oggi noto come Manierismo, reperibile nelle opere di Michelangelo, Vasari, Romano. Il complesso plasticismo delle superfici, i ritmi ambigui e la deformazione dei motivi classici spesso vengono interpretati come inquietudine interiore.

Michelangelo si formò come pittore a Firenze, il suo talento venne individuato da Lorenzo il Magnifico. Il suo primo incarico era un enorme sepolcro con 40 statue di marmo per Giulio II, ma quando l’interesse del papa si rivolse a S. Pietro di Bramante, Michelangelo fu obbligato a dipingere le volte della Cappella Sistina. Michelangelo lavorò per la famiglia dei Medici a Firenze, ad esempio la Sacrestia Nuova, destinata ad accogliere le tombe dei Medici. Per la Biblioteca Mediceo-Laurenziana del 1524, il vestibolo di ingresso ha questo grande scalone che riempie metà della superficie utile, in cui il visitatore si sente rimpicciolire di fronte a queste enorme dimensioni e finestre cieche, lo scalone non sembra un invito a salire ma sembra bloccare il visitatore, scorre verso il basso come una montagna di lava solidificata. Le pareti circostanti sono interrotte da grandi mensole ornamentali, che non svolgono funzione portante. Trascorse gli ultimi 30 anni della sua vita a Roma, dove le sue opere più importanti furono la piazza del Campidoglio e i Palazzi Capitolini, la Porta Pia, Chiesa di S. Maria degli Angeli e la continuazione di S. Pietro. Piazza del Campidoglio commissionata da Paolo III, ha 5 ingressi e tre palazzi, come Palazzo Senatorio sul lato est, e il Palazzo dei Conservatori verso sud, che non erano posti ad angolo retto, ma secondo un’angolazione di 80°, configurando una piazza trapezoidale con al centro un motivo ovale con decorazione stellare, al centro del quale si erge la statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio. Uno dei suoi ultimi incarichi fu la trasformazione del tepidarium delle terme di Diocleziano, nella chiesa di S. Maria degli Angeli, nel 1561, in cui le terme vennero trasformate in un’austera chiesa con semplici pareti bianche. Bisogna ricordare che c’è oltre mezzo secolo tra la realizzazione della chiesa per Giulio II e la trasformazione per Pio IV, mezzo secolo in cui la Chiesa si trovò di fronte alle minacce della Riforma, quando Lutero nel 1517 affisse le sue 95 proposizioni riguardanti le indulgenze alla porta della cattedrale di Wittenberg, e inoltre ci fu il Sacco di Roma 10 anni più tardi da parte delle truppe mercenarie dell’imperatore Carlo V. Lo splendore dell’Umanesimo viene distrutto, e c’è una riaffermazione del cattolicesimo attraverso la fondazione dell’Ordine dei Gesuiti nel 1540 da parte di Ignazio di Loyola. Dopo il sacco di Roma le commesse architettoniche nell’Italia centrale erano molto ridotte, ma Venezia si mantenne sempre potente, vale la pena ricordare lo scultore Sansovino e Sanmicheli. Di Sanmicheli ricordiamo le sue porte della città di Verona, Porta Nuova e Porta Palio, edifici militari in cui l’ordine dorico è stato usato simbolicamente per conferire un’impressione di forza. La committenza privata era più importante di quella ecclesiastica, quindi troviamo opere quali palazzi ed edifici pubblici. Di Sansovino ricordiano la Libreria Marciana a Venezia, dall’impianto a L, completata da Scamozzi.

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