La trattatistica: L. B. Alberti e Filarete.

Leon Battista Alberti, benchè non avesse formazione come architetto, rappresenta il nuovo tipo di intellettuale, cercò di reperire i principi della progettazione architettonica, e raccolse le sue conclusioni nel primo dei molti trattati di architettura del Rinascimento, il “De re aedificatoria”, del 1443, di 10 libri proprio come il trattato di Vitruvio. Considera l’architettura come una disciplina intellettuale, una scienza per la quale sono indispensabili la pittura e la matematica. Come Vitruvio, afferma che l’architettura consiste in Utilitas, Firmitas e Venustas, ma aggiunge anche che la bellezza di un edificio dipende da tre fattori: Numerus, Finitio e Collocatio (il numero, la proporzione e la collocazione); dall’unione di questi nasce la Concinnitas (un insieme armonico ben strutturato). La bellezza ha bisogno dell’ornamento, e l’ornamento per eccellenza è costituito dalle colonne, così inizia con lo spiegare i 5 ordini architettonici nel dettaglio. Divide gli edifici urbani in sacri (tribunale, cioè la basilica, dato che la giustizia emana da Dio) e civili. L’edificio più importante per Alberti era la chiesa. Le sue opere importanti sono poche, abbiamo ad esempio la facciata per il palazzo di Giovanni Rucellai, in cui applica per la prima volta all’architettura civile il sistema a pilastri degli edifici pubblici romani come il Colosseo. Trasformò la chiesa di S. Francesco in tempio classico in onore di Sigismondo, è il primo caso in cui viene applicato alla facciata d’ingresso di una chiesa cristiana l’arco trionfale classico ispirato all’arco di Augusto, e a quello di Costantino. La Chiesa di S. Sebastiano è la prima di una serie di chiese a cupola con pianta a croce greca, ma la più importante è S. Andrea dove le tradizionali navatelle delle chiese furono sostituite da una serie di cappelle laterali per permettere ai fedeli che si radunavano in chiesa una vista ininterrotta della tribuna a cupola. Inoltre in tutta la facciata si fondono riferimenti sia all’arco trionfale che al fronte d’ingresso di un tempio, in quanto ci sono 4 pilastri sormontati da un timpano.

Anche Filarete si dedicò alla stesura di un trattato, il “Trattato di Architettura”, dedicato a Francesco Sforza, è composto come fosse un dialogo tra l’architetto stesso e il duca. Importante di questo trattato è la pianificazione di una città ideale, Sforzinda, che si sviluppa su una pianta a otto punte, inscrivibile in un cerchio, una città che non esiste ma che trova collegamenti con edifici realmente esistenti.

La città ideale e le realizzazioni a Pienza, Urbino e Ferrara.

L’influenza di Alberti è riconoscibile a Pienza, prima realizzazione di città ideale del Rinascimento, incentrata su una piazza che racchiude la cattedrale, il palazzo vescovile, palazzo Piccolomini e il palazzo comunale, costruiti tutti da Rossellino. Palazzo Piccolomini si ispira alle forme del palazzo Rucellai di Alberti. Pienza è richiamata da un dipinto architettonico raffigurante la piazza di una città ideale, attribuito alla scuola di Piero della Francesca, conservato nella Galleria Nazionale di Urbino e forse eseguito per il duca di Urbino, Federico di Montefeltro, che si concentra sulla creazione del Palazzo ducale del 1455, che rivela una propensione per la composizione spaziale, progettato dall’architetto Laurana. Dal cortile uno scalone monumentale conduce alle stanze dell’appartamento. Nella piccola Cappella del Perdono, con volta a botte, abside e decorazioni, il duca celebrava la sua duplice venerazione per la religione cristiana e pagana. Al primo piano si trova il suo Studiolo, da cui si passa nella loggia all’aperto. Uno dei tentativi più ampi per sviluppare una nuova città pianificata fu quello attuato dal 1492 a Ferrara per il duca Ercole I d’Este, secondo i progetti di Rossetto: noto come Addizione Erculea, questo ampliamento occupava una superficie doppia di quella della città medievale, circondato da mura, comprendeva 4 chiese e 8 palazzi, tra i quali il palazzo dei Diamanti, dal caratteristico bugnato.
Pienza: Palazzo Piccolomini
Urbino: Palazzo ducale
Ferrara: Addizione Erculea

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