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La Firenze rinascimentale


Firenze è sicuramente la culla del Rinascimento. Quali sono i motivi principali dell’avvento di questa nuova corrente artistica, letteraria e filosofica?
Alla base di questa diffusione culturale c’è una salda stabilità economica: le città sono molto ricche; basta spostarsi a Firenze per cominciare a vedere la ricchezza delle città: i fiorentini sono , non a caso, i banchieri d’Europa e il fiorino la moneta più importante. I Medici detengono il potere , dovuto al prestigio politico e ad un immenso impero finanziario: è questo aspetto ad essere messo in risalto tanto dal soggetto quanto dal fastoso stile decorativo degli affreschi visibili nella cappella di famiglia nel Palazzo Medici (vedi Gozzoli, ‘Corteo dei Magi’). Dunque, tanta ricchezza significa tanta arte (d’altronde sono i ricchi che commissionano e comprano arte): i figli dei ricchi signori non sono obbligati a lavorare e possono permettersi di studiare, con le loro immense ville, i grandi signori, hanno anche la possibilità di ospitare matematici, filosofi e letterati. Sorge il fenomeno del mecenatismo: nel Rinascimento italiano colleghiamo questo fenomeno a quello della magnificenza. Tra gli esempi più noti di mecenatismo vi è ovviamente quello di Firenze, dove i Medici sostennero e patrocinarono numerosi artisti al fin di dare lustro alla propria casata: Cosimo il Vecchio e suo nipote Lorenzo il Magnifico, radunarono a corte i migliori artisti, letterati , umanisti e filosofi del tempo come Angelo Poliziano e Sandro Botticelli.
Un altro evento che permette la diffusione della cultura è sicuramente il Simposio organizzato dal Lorenzo de Medici a Firenze, tra cattolici e ortodossi.
La chiesa ortodossa era in possesso delle opere dei greci e latini e, al contrario della chiesa cattolica, mai ne aveva proibito l’uso e la diffusione. Lorenzo il Magnifico invita gli intellettuali e i prelati greci con la richiesta di portare con sé dei testi classici. Grazie a questo simposio che in Italia arrivano e si scoprono i classici. Anche però carta e stampa non sono da sottovalutare nell’esplosione culturale quattrocentesca. La produzione della prima carta (al posto della pergamena) e della stampa a caratteri mobili avvengono in concomitanza rendendo più veloce ed economica la diffusione dei testi. Velocità ed economia significano più produzione di libri ma a minor costo e di conseguenza più accessibili a tutti.
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