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Jacques-Louis David


Jacques-Louis David (1748 Parigi-1825 Bruxelles):
artefice di una radicale riforma dell’arte basata su un rigoroso recupero dell’antico, inteso come modello di bellezza assoluta, sia come esempio di virtù morali e civiche.
Nel 1774 compie un viaggio di studio in Italia dove conobbe le riflessioni di Winckelmann e vide i capolavori dell’arte classica (classicismo di Raffaello e di Poussin, realismo di Caravaggio)
-Morte di Marat 1793, olio su tela, Bruxelles Musees royaux des Beaux-Arts:
Lo dipinse su invito della Convenzione in seguito all’assassinio (13 luglio 1793) di Jean-Paul Marat, leader della rivoluzione.
L’artista impostò l’opera ispirandosi al modello iconografico del Cristo morto: analogia formale con la Deposizione di Caravaggio (1602-04). Infatti doveva divenire una “santificazione laica” di un martire per la causa rivoluzionaria. Il braccio ‘abbandonato’ è riconducibile anche alla Pietà di Michelangelo e alla Pala Baglioni di Raffaello
Il mondo antico e la ragione erano il principio cardine dell’Illuminismo, David si rifà nelle sue opere all’antico eliminando, però, gli ornamenti del Rococò. Con il romanticismo si ribaltano le idee illuministiche: l’uomo è al centro del suo orizzonte.
L’Opera: il dipinto vede la figura di Marat emergere dall’oscurità della stanza spoglia,
la luce fredda e buia ricorda quella di Caravaggio,il lenzuolo bianco nel quale è avvolto il corpo lo assimila a Cristo(mistificazione= un sanguinario dipinto come un martire) e in generale l’ambiente povero e quasi monacale suggerisce l’immagine di un politico austero e unicamente votato agli ideali in cui crede.
Marat divenne grazie a David l’icona dell’eroe del rivoluzionario moderno.

-Bonaparte valica il Gran San Bernardo 1800, olio su tela, Rueil-Malmaison, musee national du chateau:
David fu prima coinvolto in politica come giacobino, poi a favore della rivoluzione, e dopo gli anni del terrore appoggia l’affermarsi di Napoleone.
Il pitture contribuisce all’immagine eroica del futuro imperatore con dei dipinti celebrativi.
Il linguaggio in questo dipinto è simbolico: per esaltare il generale lo ritrae ‘bloccato’ in un gesto di valorosa fierezza: la sua grandezza è evocata dal confronto con i condottieri antichi (Annibale, Carlo Magno= nomi incisi nella pietra). (tradizione ritratto equestre)

-Ritratto di madame Rècamier 1800, olio su tela, Musee du Louvre:
David realizzò anche ritratti ispirati all’arte classica e alla storia contemporanea. Abile ritrattista che in questa opera è riuscito a mettere in luce la visione introspettiva del personaggio e un’attenzione realistica. All’antica (come voleva lo Stile impero)= abito, pettinatura, divano tripode in bronzo. L’ambientazione è essenziale (toni chiari)

-il giuramento degli Orazi 1784-85, olio su tela, Parigi Musee du Louvre:
Nella metà del 700 si privilegiavano i temi caratterizzati da fini educativi e da una moralità austera e stoica, stile di radicale rigore e semplicità. Questo dipinto rappresenta l’esito stilisticamente più alto della pittura di soggetto storico di età neoclassica.
Commissionato dalla corona francese, eseguito nel corso del secondo soggiorno a Roma,(influenza delle idee di Winckelmann= mondo greco come unico modello) presentato al salon parigino del 1785.
È il manifesto della pittura neoclassica.
Per il soggetto si ispirò alle vicende degli Orazi narrate da Tito Livio, e anche all’Horace di Pierre Corneille. Nel corso della guerra tra Roma e Alba Longa (VII sec a.C.) le due fazioni opposte decisero per uno scontro diretto tra 3 fratelli albani, i Curazi, e 3 romani, gli Orazi. Dopo la vittoria l’unico superstite, un Orazio, uccide la sorella che piangeva la morte di un Curazio con cui era fidanzata.
Prima fece un disegno preliminare sulle basi della versione di Livio, poi optò per una scena assente nelle fonti: il giuramenti dei tre fratelli di fronte al padre. Sono presenti delle scene analoghe per celebrare il convinto idealismo di un momento solenne.
Il punto focale è nella mano del padre che solleva le spade, i fratelli prestano giuramento (2 con la mano sinistra =insolito), l’uniformità del loro gesto ne unisce simbolicamente le volontà. Al coraggio degli uomini, con i loro muscoli tesi, i contorni netti e le linee rette; viene contrapposto lo stile morbido con un linearismo fluente e uno sviluppo circolare della composizione che caratterizza le donne.
L’impostazione stilistica e il messaggio morale sono rafforzati da: le rigide diagonali del pavimento e le massicce colonne e i tre archi nello sfondo, che ricordano gli studi prospettici del 400. Le tre arcate a tutto sesto accolgono: fratelli, padre e donne.

I gesti scultorei dei personaggi di sinistra e il ritmo creatosi dalle loro posizione uguali rievocano i bassorilievi bidimensionali. La luce fredda e limpida definisce i corpi , l’architettura essenziale del portico e l’uniformità cromatica delle pareti sottolineano la solennità dell’avvenimento.

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