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Jacques-Louis David (1748-1825) David dopo una giovanile esperienza rococò esercitata su temi mitologici modifica la propria pittura in seguito a un lungo soggiorno a Roma durante il quale entrò in contatto diretto con l’arte italiana e quella antica e proprio qui verrà anche a conoscenza delle idee estetiche di Winckelmann e Mengs ,che apprenderà e che le porteranno verso una pittura di maggiore impegno sul piano morale. Su questa via,in maniera ancora più decisa si pone Il “Giuramento degli Orazi” ,sebbene commissionato per il re Luigi XVI con il fine di celebrare l’unità della nazione e le virtù patriottiche in un momento storico drammatico ,con l’avvento della rivoluzione fu interpretato come un appello alle virtù e ai sentimenti repubblicani. Il quadro racconta il momento solenne nel quale i tre fratelli Orazi decidono di sacrificare la propria vita per la patria ,davanti al padre che consegna loro le armi. Il dipinto è caratterizzato da una prospettiva centrale , all’interno di esso è inserita una triplice divisione delle arcate che vanno a definire ,su linee verticali , i tre gruppi di figure disposti su piani orizzontali : i figli , il padre e le donne piangenti ,disperate. Il punto focale del dipinto sono le mani dei figli protese verso quelle del padre ,enfatizzate dal vuoto buio dell’arcata di mezzo. Non vi sono sfumature ,la scena è illuminata da una forte luce laterale ,ed i colori utilizzati sono brillanti e stesi in modo compatto procedendo per contrasti (il bianco col rosso , i colori caldi con quelli freddi, i vuoti si alternano ai pieni).Lo stesso clima lo ritroviamo nell’opera “I littori portano a bruto le salme dei figli”(1789) ,dipinto nel pieno della rivoluzione. Anche in questo quadro viene celebrato il senso del dovere civico nella sua forma più severa,in contrasto col mondo familiare in quanto a Bruto vengono riportati i corpi dei suoi giovani figli che lui stesso aveva condannato a morte in quanto avevano cospirato contro la patria.David sarà un uomo attivo politacamente durante il suo periodo storico ;è per questo che arte e impegno politico si intreccieranno fortemente nella sua attività in quanto egli era convinto che anche l’arte dovesse essere di sostegno alla Repubblica. Collaborò poi alla creazione di una poetica della Rivoluzione ,che si occupa di esaltare valori quali la libertà ,l’uguaglianza ecc. In quegli anni il pittore si impegnò a realizzare dipinti di soggetti storici contemporanei e non esempi di virtù antiche. Tra essi ritroviamo ad esempio “La morte di Marat” (1793) che rappresenta proprio il momento successivo alla morte di Marat,considerato una specie di ‘santo’ dai Giacobini in quanto si era totalmente dedicato alla causa della Rivoluzione senza cedere a compromessi o comunque senza tener conto dei propri interessi personali. Nel dipinto la luce proviene dall’alto a sinistra creando armonia e contrasti tra i colori caldi dando evidenza alla realtà delle cose. Il fondo oscuro e vuoto del quadro fa sembrare il corpo di Marat abbandonato nel nulla. Molti saranno gli oggetti dal valore simbolico all’interno della rappresentazione come ad esempio il corpo raffigurato in una nudità eroica ,la mano da cui sta per essere abbandonata la penna,simbolo della sua attività da giornalista,le tracce di violnza sono scomparse come vediamo ,infatti la ferita è stata ripulita e il sangue rimasto basta a macchiare il lenzuolo e a colorare l’acqua. Pochi sono comunque gli elementi presenti nella scena ,questo per simboleggiare la dimensione morale di marat: la povertà dell’uomo incorrotto,la sua generosità,la sua dedizione alla politica (cassetta di legno,assegno per orfani,calamaio). E’ stato anche osservato che tali oggetti che circondano il corpo di Marat vadano a richiamare le reliquie di Cristo che avevano il compito di testimoniare le passioni di Cristo e anche le sofferenze da lui patite.Negli anni successivi David sarà arrestato in quanto amico e sostenitore di Robespierre. Nei mesi passati in carcere sottopose a dura critica quelli che erano le sue posizioni politiche e fu così che cominciò ad elaborarne di nuove. Sarà proprio in questo periodo che nascerà “L’ intervento delle sabine” , una tela in cui David smetterà di elogiare l’estremo sacrificio dell’individuo eroico per esaltare invece le ragioni della vita e della pace; è per questo che al centro della figura sono poste delle donne che tentano di far deporre le armi ai loro uomini e ai romani mostrando i figli. Si tratta quindi di un invito alla riconciliazione della nazione ,una spinta ad abbandonare l’odio e fermare lo spargimento di sangue. Ma parliamo anche di una svolta stilistica in quanto svaniscono i contrasti di luce e ombra o ancora le forti contrapposizioni cromatiche in favore di un’unità cromatica che l’artista ottiene dall’accordo delle tinte e da un chiaro scuro decisamente più controllato. La scelta di rappresentare i guerrieri nudi non sarà casuale ma bensì il risultato di uno stile orientato verso il recupero della purezza dello stile greco ,del bello ideale e dell’armonia,come aveva teorizzato Winckelmann.Una volta conclusasi la parabola della Rivoluzione David, come molti, vide in Napoleone l’uomo capace di realizzare un nuovo progetto politico ,è per questo che il pittore realizzò una serie di qopere nelle quali si celebrava la figura eroica inizialmente del primo console e poi dell’imperatore. L’opera più impegnativa fu l’ Incoronazione di Napoleone(1805-7) che ricorda il momento culminante della cerimonia di consacrazione di Napoleone a imperatore. Siamo di fronte ad un’altra fase dell’opera di David nella quale si passa dall’idea di arte come come forma educativa a una concezione dell’arte come propaganda. All’interno del dipinto assistiamo ad un rapporto ben bilanciato tra la scena principale e lo sfondo ,ad una cura estrema dei particolari per accrescere la verosomiglianza, l’inserimento di figure col compito di rendere possibile una sorta di identificazione con gli spettatori ecc. David abbandonerà l’ideale di bellezza greco ,semplice e puro ,per passare alla ricchezza ,alla solennità che richiama gli splendori della Roma imperiale.

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