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La Consegna delle chiavi a San Pietro è un affresco realizzato da Perugino tra il 1481 e il 1483 e di dimensioni pari a 340x550cm. L'opera è stata commissionata da Sisto IV della Rovere e, attualmente, si trova nella Cappella Sistina, nella Città del Vaticano. La scena è organizzata su due fasce orizzontali: una con le figure in primo piano e una con lo sfondo architettonico, popolato da alcune figure molto più piccole. In primo piano è raffigurata la trasmissione del potere da Cristo a Pietro, e, secondariamente, da questi ai papi suoi successori. La chiave d'oro, tenuta contemporaneamente da Gesù e da San Pietro, allude al potere spirituale, mentre quella di bronzo al potere temporale dei papi. I lineamenti sono dolci e i gesti dei personaggi delicati. Per quanto riguarda i colori, si può notare la presenza di una caratteristica ricorrente di Perugino, ossia quello di dipingere un cielo quasi completamente bianco in basso che sfuma man mano in un azzurro vivace. I personaggi sfoggiano abiti dai colori vivaci; l’articolarsi ondulato dei corpi e la loro gravitazione su una sola gamba, altra tecnica spesso usata dall’artista, contribuiscono infine a fornire, alla solennità del momento, una serenità di fondo. Dal punto della realizzazione, l’affresco è stato eseguito in cinquantuno giornate, mostra in alcuni tratti le linee incise del riporto diretto (tramite cui il disegno preparatorio veniva riportato direttamente dal cartone sulla parete seguendo i contorni con una lama o una punta) e in altri la puntinatura dello spolvero. L'opera è inoltre caratterizzata, sempre sul piano tecnico, da una forte prospettiva, che si può ritrovare ad esempio nella stessa pavimentazione. Il punto di fuga si trova nel portale del tempio a pianta ottagonale, il quale si trova a sua volta sull'asse di simmetria del dipinto. Il tempio, peraltro, allude alla nuova chiesa fondata da Cristo e rimanda al tempio di Gerusalemme. La linea dell'orizzonte segna una netta separazione tra la piazza e il paesaggio, divisione sottolineata anche dal già citato colore del cielo. Sempre in ambito tecnico, l'opera fa ricorso a rapporti numerici ben definiti: la larghezza del tempio centrale è pari alla somma dei due archi di trionfo gemelli (i quali, a loro volta, rimandano all'Arco di Costantino) e forniscono un senso di equilibrio. In conclusione, Perugino si colloca pienamente nel contesto fiorentino del Quattrocento, condividendo molti dei suoi caratteri artistici con autori quali Leonardo e Raffaello.

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