IL '500
Durante il cinquecento il Rinascimento raggiunge l'apice attraverso autori come Leonardo, Michelangelo e Raffaello. Questi ultimi possiedono già delle idee innovative che portano anche al superamento della corrente rinascimentale e si avvicinano maggiormente al manierismo.
Durante il Rinascimento la città principale era Firenze, mentre a Venezia si sviluppò il colorismo veneziano.

Leonardo da Vinci
Nasce a Vinci nel 1452, fu apprendista nella bottega di Andrea del Verrocchio, a vent'anni divento un libero professionista e, incoraggiato da Lorenzo de' medici, si spostò a Milano alla corte di Ludovico Sforza. Si sposta poi nella città di Firenze per ritornare poco dopo a Milano e stabilirsi a Roma; il nuovo centro italiano per quanto riguardava le maggiori commissioni. La città di Roma era già influenzata dal personaggio di Raffaello e di conseguenza Leonardo non ottenne il successo sperato. Morì in Francia. Leonardo è circondato da una fama quasi mitica, veniva considerato come un uomo “senza lettere” ma di vasta cultura. Che definiamo oltre che come artista anche come disegnatore: era esperto negli studi preparatori come “l'uomo vitruviano”, i disegni scientifici, le illustrazioni di paesaggio. Nella sua carriera egli inizia a scardinare alcune consuetudini come il fatto di realizzare la scena dell'adorazione dei Magi all'aperto.

Quest'opera è colma di motivi simbolici discussi tuttora e di cui ancora oggi non si comprende appieno il significato. Nella scena sono presenti circa 60 figure:
i magi si trovano in basso a sinistra, abbiamo poi due gruppi di pastori e degli angeli che assistono alla scena da dietro le rocce; a sinistra l'edificio in rovina/incompiuto dovrebbe fare riferimento all'incompiutezza del messaggio biblico che si completa con la nascita di Gesù. Al centro troviamo due alberi uno di alloro simboleggiante la vittoria ed una palma simboleggiante il martirio. In alto a destra si distingue una scena tumultuosa di lotta tra alcuni cavalieri con delle donne che assistono: si pensa questa scena rappresenti la confusione del mondo pagano.
Tutti personaggi possiedono espressioni realistiche e tutte diverse tra loro; particolarità derivante dal Rinascimento e dall'influenza di Donatello.
Altra innovazione Che Leonardi introdurrà è sicuramente l' utilizzo della prospettiva aerea; questa tecnica si può notare molto bene nella vergine delle rocce presente in due diverse versioni (al Louvre e alla National Gallery). Questo dipinto viene definito rivoluzionario, ambientato in un paesaggio roccioso alquanto insolito per l'epoca. Grazie all'utilizzo della prospettiva aerea gli oggetti più distanti appaiono all'osservatore non solo più piccoli ma anche più sfocati: ottiene questo effetto grazie alla sovrapposizione di diverse velature di colori trasparenti e semitrasparenti. Introdusse delle novità anche dal punto di vista compositivo: schema piramidale che gli dà la possibilità di evidenziare le figure; queste ultime non possiedono le linee di contorno. La vergine con una mano benedice la testa del figlio, l'altra mano abbraccia San Giovanni ritratto da giovane; l'angelo instaura un contatto con l'osservatore indicando San Giovanni.
Durante la sua carriera a Leonardo viene richiesto di svolgere degli affreschi, egli non è un amante di questa tecnica e decide di creare degli esperimenti che gli consentano di lavorare più lentamente agli affreschi stessi. Questi esperimenti non vanno a buon fine, infatti portano ad un veloce deterioramento delle sue opere come successe all'affresco del “cenacolo”. Quest'ultimo essendo un dipinto molto fragile viene restaurato per circa vent'anni; prevedeva Cristo al centro e Giuda in disparte, lontano, Leonardo cambia questa prospettiva e decide di non isolare più Giuda.
La scena rappresenta il momento in cui Cristo dice “uno di voi mi tradirà”: tutti gli apostoli appaiono agitati e si spostano lasciando Cristo al centro del dipinto, Egli si trova inoltre al centro di una delle finestre poste sullo sfondo e non possiede l'aureola; ha un aspetto mite e sereno contrastante con il sentimento degli altri personaggi.
Gli apostoli si uniscono a gruppi di tre per dare ritmo e dinamismo alla composizione.
La Gioconda o Monnalisa e uno dei dipinti più studiati al mondo, Leonardo la amò molto, infatti la portava sempre con se e non è un quadro che andò al committente.
Si pensa che l'identità della giovane corrisponda a Lisa del Giocondo ma sono tantissime le ipotesi al riguardo. La tela rappresenta una donna appoggiata su una loggia, in una prospettiva di tre quarti che compie un piccolo sorriso. Il volto non ha alcuna linea di contorno, bensì è sfumato e possiede un leggero velo che le incornicia i capelli. Il paesaggio circostante è formato da due laghi ed un ponte interpretato come un simbolo dal significato poco chiaro.

Raffaello
Egli è più giovane di Leonardo, nasce infatti a Urbino nel 1483, in questa città ebbe la possibilità di venire a contatto con la corte dei Montefeltro. Egli è prevalentemente un pittore e si forma all'interno della bottega del padre Giovanni Santi. Si ispira al Perugino. Raffaello nel 1504 si reca a Firenze per ammirare l'opera di Michelangelo e Leonardo, si sposterà poi a Roma dove rimarrà fino alla morte nel 1520. La morte di Raffaello sconvolse la gente del tempo. Raffaello diventò presto autonomo dal pittore Perugino; la critica insistette sul rapporto tra i due autori per l'opera “sposalizio della vergine” infatti le loro opere risultano simili sotto molti aspetti:
il soggetto, l'ambientazione, la composizione dei personaggi divisi in maschi e femmine, la porta dell'edificio aperta sul paesaggio. Ciò nonostante il dipinto di Raffaello risulta meno affollato, i personaggi sono disposti in modo curvo con uno spazio davanti al sacerdote, gli uomini sono più movimentati mentre le donne mantengono una posizione statica. Sempre nel dipinto di Raffaello il sacerdote si sbilancia leggermente verso destra inclinando la testa; la linea dell'orizzonte appare più alta in questo modo viene meno parte della rigidità del dipinto. La grandezza dell'edificio sullo sfondo risulta maggiormente proporzionata all'interno del quadro di Raffaello, viene inoltre reso reale dalla presenza di alcuni personaggi che camminano nel colonnato e dall'effetto cilindrico che dona un senso di rotazione.

Nell'opera del Perugino invece l'edificio non sembra vero in quanto mancano strutture e dettagli; le proporzioni non sono adeguate e la linea dell'orizzonte troppo bassa fa risultare i personaggi schiacciati dall'edificio stesso, i personaggi inoltre sono maggiormente statici e disposti in modo lineare.
Raffaello dipinse anche diverse madonne come quella del prato ragionando sempre sullo schema piramidale. Intorno al 1504 gli viene commissionato dalla nobildonna Atlanta Baglioni una pala per ricordare il figlio ucciso; essa sarà la prima pala narrativa di Raffaello. Inizialmente doveva essere un compianto sul Cristo morto poi diventata una deposizione più dinamica. Michelangelo era considerato il maestro della tecnica della torsione e Raffaello cerca di imitarlo proprio all'interno della “pala Baglioni”. Il giovane Grifonetto Baglioni è raffigurato da Nicodeno, un giovane molto bello; a destra c'è invece la vergine che sviene per il dolore sorretta da due donne. Il centro del dipinto viene fatto corrispondere alla mano di Cristo creando una composizione diagonale che porta l'occhio dell'osservatore verso lo sfondo.
I colori originali erano molto accesi e vibranti.
Il primo impiego di Raffaello a Roma è quello svolto nelle stanze del Vaticano per papa Giulio II, da questo momento Raffaello può creare la propria bottega e diventerà ò'artista privilegiato dal papato.
1- Stanza della segnatura: in essa si riuniva il tribunale della curia; presentava un programma iconografico basato sul bello, il bene ed il vero, attraverso i temi della teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza. L'affresco più importante che troviamo al suo interno è “la scuola di Atene” (8 m); la scena è inserita in un enorme edificio che richiama lo spazio delle terme romane ma anche il progetto per la cattedrale di San Pietro di Bramante. Le volte a botte sono una chiara citazione della basilica di Massenzio. Raffaello conosceva molto bene l'antica architettura romana ed era interessato anche a questo ambito. I personaggi sono disposti sulla scala e circondano Platone (a sinistra) e Aristotele (a destra). Platone indica il cielo perché la sua filosofia sosteneva che la realtà fosse unicamente una copia del mondo ultra-terreno. Aristotele al contrario indica la terra perché crede sia l'unica realtà possibile. Entrambi tengono in mano le loro opere più importanti. Tra questi due personaggi principali viene inserita la linea di fuga prospettica. Gli altri filosofi presenti sulla scena sono caratterizzati da alcuni dei volti degli artisti maggiori del Rinascimento: Platone si ispira probabilmente a Leonardo, Eraclito a Michelangelo, Euclide a Bramante e anche Raffaello realizza un autoritratto.
Gli studiosi credevano che rapporto fra Raffaello e Michelangelo fosse di rivalità ma in realtà i due artisti si rispettavano e ammiravano a vicenda, nonostante la competizione. Raffaello infatti dopo aver osservato la Cappella Sistina cambia il suo modo di rappresentare l'uomo avvicinandosi al modello di Michelangelo; maggiormente tridimensionale e con anatomia e posizioni del corpo più naturali.
2- Stanza di Eliodoro: rappresenta episodi storici che evidenziano la protezione di Dio verso la Chiesa.
3- Stanza dell'incendio di borgo: il Papa è cambiato e aveva preso il posto di Giulio II Leone X dei medici, proprio per questo motivo in essa sono presenti gli episodi di vita dei papi chiamati Leone.
4- Stanza di Costantino: rimasta incompiuta alla morte di Raffaello: vi sono presenti episodi della vita dell'imperatore, che ha donato lo Stato della Chiesa al Papa.
Raffaello fu anche un abile ritrattista, le sue opere sono semplici e tradizionali ma riesce a cogliere in modo innovativo la personalità del soggetto rappresentato.
Un esempio è il ritratto che viene fatto a Leone X, figlio di Lorenzo il magnifico. Alle sue spalle si trovano i due cugini cardinali; l'architettura sullo sfondo è posta in ombra, serve a sottolineare l'andamento prospettico dell'opera. La linea di fuga si trova a destra, fuori dallo spazio del dipinto, per conferire dinamismo.
La personalità del Papa che emerge dall'opera è quella di un uomo di cultura (la sua espressione ed il suo sguardo lo sottolineano, si trova inoltre davanti uno scrittoio) Non è sicuramente un uomo d'azione. Il dipinto è dominato dal colore rosso di varie tonalità e di vari tessuti (velluto...). Sul pomolo della sedia (In quale richiama lo stemma dei medici) si vede il riflesso della finestra.
In generale nei suoi dipinti Raffaello utilizza molto la tecnica della SATURAZIONE.

Michelangelo
Nasce nel 1475 a Caprese; Buonarroti visse a Firenze e, contro il volere della famiglia, studiò alla bottega di Domenico Ghirlandaio. Si formò come artista copiando le opere dei grandi del passato (Giotto, Masaccio...) e attraverso l'osservazione di sculture antiche. Viene inoltre a contatto con le opere di Donatello.
Le sue prime opere sono sculture (si considerò scultore per tutta la vita, ma in quel periodo gli artisti erano ancora di tipo “totale”). Opera tra Firenze Roma ma si trasferì definitivamente in quest'ultima. Ebbe una vita molto lunga e proprio per questo motivo possiamo distinguere le varie fasi del suo sviluppo artistico.
Desiderava osservare ed imitare la natura per raggiungere la bellezza assoluta attraverso un'idea creata nella propria mente; quest'idea doveva cogliere gli aspetti migliori della natura stessa. Crede che il corpo umano sia la cosa più bella che la natura abbia creato. Invecchiando diventa maggiormente religioso, ciò gli fa pensare che la bellezza fisica sia unicamente un mezzo per arrivare a quella spirituale.
Negli ultimi anni della sua vita diventa un uomo tormentato che finisce per pensare alla bellezza fisica unicamente come un ostacolo per trovare quella spirituale. Michelangelo nelle sue opere preferisce utilizzare pietra e marmo: era convinto del fatto che nel blocco esistesse già la figura completa ed il suo compito fosse unicamente quello di liberarla; scolpendo il blocco in punti diversi ed in maniera libera. Introduce la tecnica del NON FINITO: Lascia alcune parti non elaborate finemente per ragioni di espressività → utilizzato per la prima volta nel “monumento funebre di Giulio II” per le figure dei Prigioni: schiavi che dovevano trovarsi nella parte bassa dell'opera e simboleggiavano il tema dell'anima prigioniera nel corpo. Purtroppo il monumento funebre fu una delusione per Michelangelo e nonostante l'entusiasmo iniziale non venne mai completato.
Altro esempio di non finito lo troviamo ne “Il giorno”, il viso in quest'opera risulta non finito, si accentua il chiaroscuro per donare espressività.
“La Pietà” è la sua prima commissione importante; essa è collocata nella basilica di San Pietro ed è realizzata interamente in marmo. Si tratta di una riduzione del compianto sul Cristo morto a due uniche figure: Gesù e la vergine Maria.
L'opera ha una costruzione piramidale impostata per una visione frontale. Maria ha le sembianze di una donna giovane (dettaglio irrealistico ma che simboleggia la purezza), ed invita lo spettatore a guardare il corpo di Cristo attraverso un gesto del braccio sinistro (coinvolgente). Il ricco panneggio della veste crea contrasto con il corpo nudo e liscio di Gesù. Quest'ultimo è appoggiato sulle gambe di Maria con la testa girata. La perfezione della statua è intesa come una ripresa della perfezione di Dio; il naturalismo dell'opera non si era mai visto prima e le due bellezze sono idealizzate (Vasari definisce le opere di Michelangelo come un miracolo).
Il tema della pietà viene ripreso più volte da Michelangelo, es. → “Pietà Bandini”, inserisce altre due figure: Nicodemo e Maddalena, il corpo di Cristo è quasi verticale mentre le persone attorno tentano di sostenerlo; l'anatomia dei corpi è corretta ma non ha più quei caratteri di perfezione della pietà vaticana → Michelangelo tenta di concentrarsi maggiormente sull'emozione dell'inquietudine (non trasmette un senso di serenità come la prima pietà). Queste differenze tra le due opere sono una conseguenza del suo cambiamento psicologico e di pensiero riguardo la religiosità.
Altra interpretazione del tema della pietà lo troviamo nella “Pietà Rondanini”, rimasta incompiuta per la morte di Michelangelo → nonostante ciò il non finito sarebbe stato comunque realizzato dall'autore per via del clima repressivo del tempo la sua religiosità era infatti diventata maggiormente angosciata. Le figure sono stranamente svuotate della loro massa, perdono la fisicità e non rispettano le proporzioni → decide di rinunciare alla forma per esprimere il suo messaggio religioso.
Michelangelo come artista fu anche pittore e architetto (dove vengono esaltati i suoi principi stilistici di monumentalità e dinamismo), es: Biblioteca Laurenziana (fa parte del complesso di San Lorenzo), essa è composta da due ambienti: l'ingresso o vestibolo e l'aula di lettura. Il vestibolo è di forma quadrata con pareti in pietra serena tripartite, decorate con intonaco bianco, le colonne decorative binate danno monumentalità e creano una sorta di “quinta” da palcoscenico per lo scalone centrale. Quest'ultimo è stato progettato in legno di noce ma venne realizzato in pietra; la rampa centrale ha degli scalini di forma curva che vanno ingrandendosi creando dinamismo (sembrano scorrere). Le gradinate laterali sono semplici e non possiedono un profilo curvo, servono unicamente a “contenere” quella centrale. La balaustra laterale è composta dai gradini stessi → elementi tradizionali rielaborati.
Michelangelo pittore → L'unica sua tavola finita è il “Tondo Doni”, Una rappresentazione circolare della sacra famiglia. Venne commissionata Da Agnolo Doni e Maddalena Strozzi per il loro matrimonio (ricche famiglie fiorentine).
Il diametro è di 120 cm, il tema iconografico tradizionale e la scena dinamica.
San Giuseppe porge il bambino alla donna davanti a lui, Michelangelo decide di cogliere la fase centrale del movimento unendo i personaggi in un unico blocco.
Sullo sfondo vi sono altre figure come San Giovanni (rappresentato con un bambino) ed un paesaggio marginale. Lo schema piramidale garantisce senso di profondità e di stabilità, mentre i panneggi della veste di Maria creano un movimento “a spirale”.
Il corpo della Madonna è impostato come un contrappunto (le braccia sono spostate da una parte mentre le gambe dall'altra, creando anche in questo caso dinamismo).
Le ginocchia della madonna coincidono con il punto di vista e disegnano un semicerchio opposto al semicerchio degli ignudi → crea una sfericità e una profondità spaziale. La sacra famiglia rappresenta la cristianità mentre San Giovanni è la mediazione tra il mondo classico e quello cristiano, i nudi rappresentano invece il mondo pagano. Stilisticamente le figure sembrano scolpite per la loro plasticità, la linea di contorno è molto marcata così come chiaroscuro. I colori sono vivaci e cangianti (mutevoli in quanto i tessuti variano il loro colore a seconda della luce che li investe → es: giallo diventa rosso → CANGIANTISMO).
Nel 1508 viene commissionata Michelangelo la decorazione della Cappella Sistina, essa aveva già ricevuto alcune decorazioni tra cui un cielo stellato e degli episodi del mondo ebraico antico e cristiano (antico e nuovo testamento). Michelangelo lavorò da solo fino al 1512 → artisti come Raffaello eseguivano tanti lavori, possedevano dei dipendenti e avevano una propria bottega, Michelangelo può essere considerato un artista solitario. Anche lui realizza una certa continuità tra il mondo ebraico e quello cristiano. L'impresa della decorazione era particolarmente difficile per la volta ribassata della cappella che deformava le figure. Per risolvere il problema Michelangelo organizza delle finte partiture architettoniche dipinte creando un illusione ottica. La cornice è sorretta da dei pilastrini (entrambi sembrano sporgere) che formano i fianchi dei troni dei profeti e delle sibille. Questi ultimi (12 in totale) sono personaggi di transizione che hanno annunciato la venuta di Cristo e vengono posti tra le vele. Nelle vele e nelle lunette si trovano le 40 generazioni di antenati di Cristo. Nei pennacchi angolari ci sono quattro eventi miracolosi di storia ebraica (rappresentano sempre episodi di transizione) riguardanti la salvezza di Israele → “Davide Golia”, “Il serpente di bronzo”, “La punizione di Aman”, “Giuditta e Oloferne”. Gli arconi dividono la volta in 9 riquadri, 4 sono più piccoli perché parte di essi è occupata da degli ignudi che sorreggono un medaglione di bronzo rappresentante scene del libro dei re. Gli ignudi non sono schiavi ma molto probabilmente degli angeli apteri (senza ali). Il restauro che durò 10 anni, attuato negli anni 80, è stato oggetto di critiche. Esso ha messo in evidenza una gamma cromatica brillante: i critici che si ritengono troppo simile ai colori dei cartoni animati (“disneyani”), in realtà i colori sono corretti in quanto Michelangelo utilizzava il cangiantismo. Sono stati inoltre rimossi quasi tutti i “braghettoni” messi ai nudi nei secoli precedenti. La scena più famosa è “la creazione dell'uomo” → A destra Dio è sorretto dagli angeli ed incorniciato da un mantello rosso, l'altro personaggio principale è Adamo: appoggiato ad una roccia mentre allunga la mano sinistra verso la destra del padre. Le mani non si toccano ma si percepisce il passaggio di energia. Adamo è in una posizione statica rispetta le figure di destra ed il suo corpo evidenzia la bellezza assoluta.
In generale le pose dei personaggi della Cappella Sistina sono estremamente diverse tra loro, alcune anche esagerate → influenzeranno i pittori manieristi.
La posa più complessa e quella della sibilla libica. Michelangelo completa la sua opera intorno al 1512 la ritorna tra il 1536 ed il 1541 per dipingere la parete di fondo (già decorata) con “Il giudizio universale”. Quest'opera conclude la cappella anche dal punto di vista iconografico: i tempi cambiano, avviene sacco di Roma e la Chiesa deve difendersi dei protestanti, Michelangelo è più religioso e questo clima di crisi si riflette anche sulle sue opere. Il giudizio universale si può dividere in quattro zone:
1- Angeli 2- Cristo (più grande degli altri personaggi), la vergine, santi e sante.
3- Angeli con tomba del giudizio, a sinistra sezione dei beati, a destra la caduta dei dannati.
4- A sinistra la risurrezione, a destra la condanna dei dannati.
Il cielo è di azzurro intenso, quasi astratto, le figure sono quasi tutte nude (dettaglio criticato nei secoli precedenti) ed in pose esasperate e contorte (anche i beati, i santi e gli angeli). Altre critiche derivano dalla giovane età di Cristo, dal fatto che egli sia senza barba e dal fatto che gli angeli non presentino ali.
Stilisticamente, rispetto alla volta, le figure sono più piccole ed indistinte (non le classica “statue”), i colori sono più cupi e dei corpi meno belli ed imponenti.
Il dipinto nel complesso risulta cupo ed angosciante, dove nessuno ha un'espressione serena. L'opera è strutturata secondo un lento movimento rotatorio antiorario (scende a sinistra e sale a destra).

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