Concetti Chiave
- Michelangelo approfondisce la conoscenza dell'anatomia umana visitando obitori e assistendo a interventi chirurgici, per rappresentare personaggi muscolosi e possenti.
- Leonardo da Vinci, artista poliedrico, si dedica alla conoscenza scientifica dell'anatomia umana, sviluppando tecniche come la prospettiva aerea e lo sfumato.
- Raffaello, influenzato da Leonardo e Michelangelo, evolve il suo stile durante il soggiorno a Firenze, superando la tradizione peruginesca e arricchendo il suo linguaggio figurativo.
- La tecnica del non finito di Michelangelo rappresenta la lotta dell'uomo contro il peccato, con opere che mostrano figure in movimento e dinamismo.
- Leonardo utilizza due fonti di luce nei suoi dipinti per creare profondità e dinamismo, evidenziando un approccio innovativo alla rappresentazione artistica.
Indice
Michelangelo e l'anatomia umana
Michelangelo: si forma nel giardino di S.Marco (scuola istituita dai Medici che misero a disposizione dei giovani artisti numerose opere classiche che potevano essere studiate e ricopiate) ma non si limita a questo, visita infatti gli obitori e assiste ad interventi chirurgici per conoscere maggiormente l'anatomia umana. Per lui è fondamentale conoscere cosa si trova sotto la superficie dell'essere umano poichè i suoi personaggi saranno sempre forzuti, muscolosi e possenti. Questo perché secondo lui(diversamente dalla concezione fiorentina del tempo che poneva l'uomo al centro dell'universo, quasi come una creatura divina ed equilibrata) secondo Michelangelo l'uomo è imperfetto, continuamente tormentato, in perenne lotta contro il peccato e per questo deve essere dotato di grande forza e prestanza fisica in modo da poter essere all'altezza di questa sfida. Nelle sue opere utilizza colori molto vivaci, accesissimi che anticipano il movimento manierista. Utilizza l'impianto piramidale, le figure non sono mai statiche ma in perenne movimento e dinamismo proprio per via della difficile condizione umana tormentata. Altra espressone di questo suo pensiero è il non finito, opere non concluse, non rifinite, ovvero una tecnica scultorea da lui inventata nella quale afferma che si deve smettere di scolpire quando l'anima del personaggio raffigurato esce fuori es. Prigione. qui l'uomo cerca di divincolarsi e di uscire dalla pietra che rappresenta il peccato.
Leonardo e la conoscenza scientifica
Leonardo: artista a tutto tondo, è architetto, ingegnere, pittore, inventore, scienziato ecc. E' allievo di Verrocchio (dal quale riprenderà il taglio del ritratto e l'espressività delle mani da "la dama del mazzolino" del maestro e questo si vede ne "la dama dall'ermellino" e ne "la gioconda"). Anche Leonardo si reca a visitare obitori ma, diversamente da Michelangelo, i suoi fini sono ben diversi: egli infatti è interessato alla conoscenza scientifica dell'anatomia umana e non solo. Vista la sua sete di conoscenza si può dire che fu un grande autodidatta, si informava e studiava per conto proprio, per piacere personale e per curiosità tutto quello che lo circondava. Inventa la prospettiva aerea ovvero un rapporto inversamente proporzionale: "più aere c'è meno cose vediamo, meno aere c'è più cose vediamo" (con aere si intende l'aria) in pratica quello che sta più in lontananza sarà avvolto da una grande quantità di aera che renderà l'oggetto molto più sfumato e meno nitido. Inoltre Leonardo afferma che in natura non esiste la linea di contorno poiché essa è assorbita dalla luce, nella rappresentazioni utilizza una linea tratteggiata e la tecnica dello sfumato. Nei suoi dipinti è frequente l'uso di due fonti luminose (una dalla parte dell'osservatore 'altra alle spalle del soggetto) la prospettiva aerea e lineare, la presenza di acqua e di impianto piramidale dinamico (soggetti in movimento, si rincorrono con movimenti avvolgenti, partecipano al fluire dell’ universo, il circolo della vita e i movimenti terrestri, lo stesso l'acqua).
Raffaello e l'evoluzione stilistica
Raffaello: Raffaello Sanzio (1483-1520),nasce ad Urbino, soggiorna a Firenze tra il 1504-1508, ebbe la straordinaria occasione di vedere Leonardo e Michelangelo, impegnati nella decorazione della sala del Maggior Consiglio.
Raffaello che in ambiente umbro era già un pittore affermato, dedica questi anni alla propria crescita culturale.
Egli si applica assiduamente allo studio della tradizione figurativa fiorentina, manifestando la stessa capacità di assimilazione e la stessa sicurezza di orientamento critico dimostrate nella cultura d'origine, durante la sua prima formazione.
Figlio del pittore Giovanni Santi, Raffaello si formò in un primo tempo ad Urbino nella bottega paterna, dove ebbe occasione di entrare in contatto con il vivace ambiente della corte dei Montefeltro.
Raffaello si avvicinò con maggiore decisione al Perugino, che rappresentò un fondamentale punto di riferimento, ne ereditò la visione ideale e armonica, ne studiò i processi di organizzazione dell'immagine, i tipi e le attitudini delle figure, fino ad assimilare completamente il linguaggio figurativo.
Ben presto però il talento e la sensibilità del giovane pittore lo indussero ad uno sforzo di superamento della stessa maniera peruginesca, interpretata criticamente grazie agli apporti di altre tendenze artistiche.
Nel vasto e vivace orizzonte culturale della Firenze dei primi anni del Cinquecento, Raffaello indirizzò la propria attenzione critica e ricettiva soprattutto alle opere di Leonardo e Michelangelo, che sollecitarono in lui una straordinaria evoluzione intellettuale e stilistica.
Pur aspirando a commissioni pubbliche, Raffaello lavorò soprattutto per le famiglie dell'aristocrazia mercantile fiorentina, per le quali eseguì alcuni ritratti. La raffigurazione del gruppo sacro arricchito da altre figure, è in questi anni il principale
terreno di prova del giovane pittore che vi concentra una straordinaria ricchezza di ricerche formali ed espressive., in un rapidissimo processo di trasformazione del proprio linguaggio figurativo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'approccio di Michelangelo all'anatomia umana?
- In che modo Leonardo da Vinci si distingue nel suo studio dell'anatomia?
- Qual è il contributo di Raffaello alla tradizione artistica fiorentina?
- Come si manifesta il concetto di "non finito" nelle opere di Michelangelo?
- Quali sono le caratteristiche stilistiche delle opere di Leonardo?
Michelangelo si forma studiando opere classiche e visitando obitori per comprendere l'anatomia umana, ritenendo fondamentale conoscere ciò che si trova sotto la superficie, poiché i suoi personaggi devono esprimere forza e potenza in una lotta contro il peccato.
Leonardo, a differenza di Michelangelo, si interessa alla conoscenza scientifica dell'anatomia umana e ad altri aspetti della natura, diventando un grande autodidatta e sviluppando tecniche come la prospettiva aerea e lo sfumato.
Raffaello, dopo aver assimilato la tradizione figurativa umbra e l'influenza del Perugino, si evolve artisticamente a Firenze, integrando le innovazioni di Leonardo e Michelangelo nel suo linguaggio figurativo.
Michelangelo utilizza la tecnica del "non finito" per esprimere l'anima dei personaggi, come nel caso della scultura "Prigione", dove l'uomo sembra lottare per liberarsi dalla pietra, simbolo del peccato.
Le opere di Leonardo si caratterizzano per l'uso di due fonti luminose, la prospettiva aerea e lineare, e un impianto piramidale dinamico, con soggetti in movimento che partecipano al fluire dell'universo e alla circolarità della vita.