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Renè Magritte


Renè Magritte è stato un pittore belga, uno dei massimi esponenti del surrealismo europeo.Il suo stile presenta influenze da vari correnti artistiche, come il cubismo ed il futurismo, ma si distingue per la sua particolare tecnica del trompe l’oeil, che consiste che creare espedienti che creino l’illusione della tridimensionalità su un supporto bidimensionale. Le sue opere impressionano per l’aria di mistero che ispirano, l’inquietante e l’indefinito, contrapposto al verosimile di alcuni soggetti particolarmente dettagliati. La ricerca dell’artista, verte principalmente sul non senso delle cose, rapporti tra visione e linguaggio, sulla creazione di situazioni inaspettate o impossibili, valorizzando gli oggetti decontestualizzati e particolari.

La riproduzione vietata


Il dipinto fu realizzato nel 1937, decisamente molto suggestivo e discusso.Il soggetto si speccia ma non vede il proprio volto ma le sue spalle, rimandando alla concezione di Magritte del rifiuto verso un’identificazione singolare dell’individuo. Magritte vede la personalità del singolo come la molteplicità di sfaccettature che l’essere liberi permette di manifestare. Il dipinto mostra come intende negare al soggetto la possibilità di identificarsi in una sola immagine, quella riflessa, senza spaziare nella pluralità delle sembianze che gli stati d’animo gli permettono di assumere. La concezione della staticità della personalità umana, viene rifiutata da Magritte che considera l’uomo una creatura nata per mettersi in discussione, cambiare e plasmarsi nel tempo. La peculiarità che risalta è la contrapposizione con il libro posato sul tavolo, che si riflette in modo statico, perfetto.



Il tempo trafitto


Il dipinto offre una visione surreale di una locomotiva che attraversa un camino sottostante ad un orologio, il tutto collocato del salone di una casa borghese. Entrambi gli elementi, l’orologio e la locomotiva furono decisivi per lo sviluppo e la modernizzazione. La locomotiva rappresenta il progresso tecnologico che raggiunge tutte le parti del mondo, il che ha reso indispensabile stabilire un’unità di misura universale del tempo. Il tempo dipende dunque da noi, dall’uso che ne facciamo, dalla nostra percezione ed i nostri stati d’animo.Il tempo attraversa e ci accompagna durante la vita, ci rende frenetici ed inquieti, ma nonostante questo , è una realtà imprescindibile.

Le vacanze di Hegel


Come Salvador Dalì e generalmente i pittori surrealisti, Magritte si ispira alle varie filosofie contemporanee, medita e le trasforma in arte figurativa. Il nome è piuttosto bizzarro, ma in una sua lettera a Maurice Rapin, l’artista trova che la contrapposizione tra due oggetti che svolgono due funzioni opposte (raccogliere e respingere l’acqua) sarebbe potuta piacere al filosofo. Lo avrebbe addirittura trovato divertente, spensierato, come durante una vacanza. Magritte non desidera rappresentare il bello, l’accattivante, ma nella semplicità dei soggetti, ricercare l’interesse per una visione più interiore, meditativa che ci porta a conoscere la vera bellezza che è nell’intelletto.

La condizione umana


Il dipinto è stato eseguito nel 1933 e in questo Magritte fonde i suoi ideali destando stupore e ponendo problemi. Il tema è tipico dell’artista, “il dipinto nel dipinto” e rappresenta una quadro appoggiato ad un cavalletto davanti ad una finestra, dal quale di può vedere un meraviglioso paesaggio. Stupisce la perfetta compatibilità e continuità tra il quadro che rappresenta il paesaggio ed il paesaggio stesso. Magritte pone un problema all’osservatore, ovvero quello di interrogarsi e riflettere sul fatto che non esiste alcun paesaggio e se grattiamo via il colore dalla tela, sia essa quella rappresentante il paesaggio o il quadro in sé, oltre non vi è assolutamente nulla. Risulta quindi un’ambiguità nell osservare la natura e la sua rappresentazione, perché la precisione fotografica induce in errore l’osservatore, nonché lo diverte e gli suscita interesse.

A cura di Veronica.
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