L'impero delle luci

Magritte è un altro surrealista. È belga ed è molto realistico e bravo a descrivere gli oggetti. Ciò che rappresenta sembra una fotografia a livello percettivo. Gioca sull’illusione ottica della nostra percezione. La vista inganna alcune volte e non ci fa vedere le cose come sono. Magritte gioca molto sulla percezione dell’uomo, che pensa di sapere tutto ed è superficiale.
L’opera è costruita in due parti: sotto dove c’è la casa e lo specchio d’acqua, con la luce. Sopra c’è il cielo con la luce del giorno. C’è quindi il contrasto tra la luce del giorno e quella artificiale.
Il dipinto ha tante chiavi di lettura: giorno e notte coesistono e possono rappresentare il subconscio, che è misterioso che si contrappone alla razionalità. C’è un senso di mistero. L’altra questione è anche che ciò si applica anche in maniera più universale: in una circostanza in cui sembra tutto chiaro, c’è qualcosa di misterioso; al contrario davanti ad una situazione misteriosa e spaventosa può esserci una luce di speranza. Il titolo significa che ci sono diversi tipi di luce che in qualche modo regnano nel nostro io.

La riproduzione vietata

La tecnica di Magritte è sempre quella della vero-somiglianza: il dipinto sembra un po’ una fotografia. Come Anche qui c’è qualcosa di strano: c’è un uomo che si specchia; in primo piano c’è un libro, anch’esso riflesso. L’unica cosa che non si riesce a riflettere è l’uomo stesso perché l’uomo riflesso è il poeta Edward James. James è un poeta inglese che fa parte ad un certo punto del gruppo dei surrealisti; Magritte farà anche un altro suo ritratto. James si occuperà per 35 anni di costruire un giardino surrealista: il giardino dell’Eden. James è un artista a tutto tondo. Egli rimarca soprattutto sulla tematica dell’alienazione dell’uomo moderno: l’essere un po’ tutti uguali. L’unica cosa che non si specchia è l’uomo stesso perché è come se non si riconoscesse più nella modernità, sta perdendo il suo volto. James in particolare si lega ai surrealisti per il potere che ha il sogno e la psicanalisi. La sua vita si baserà sulla ricerca del figurativo del mondo dei sogni, che può ridare all’uomo un’identità.

L'uso della parola

Magritte fa un dipinto di una pipa con sotto la scritta “questa non è una pipa”. Questo si avvicina al dadaismo, al nonsense; anche se in realtà si può riferire al fatto che pipa è un nome dato ad un certo oggetto, che si può dire in un altro modo; dice di andare oltre all’apparenza e con le parole si può negare l’evidenza. È una provocazione.
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