Kandinskij

(Mosca, 4 dicembre 1866(16 dicembre del calendario gregoriano) – Neuilly-sur-Seine, 13 dicembre 1944), è stato un pittore russo, creatore della pittura astratta.
Si laurea in Giurisprudenza nel 1892, gli viene offerta una cattedra all’università che rifiuterà poiché vuole dedicarsi alla pittura, di cui si innamora fin dal 1885 quando visita un’esposizione degli Impressionisti.
Sposa sua cugina, Anja Cimiakin.
1896 – Monaco, città di pittori, poeti ed artisti. Fonda la Neue Kunstlervereinigung Munchen e Der Blaue Reiter.
1901 – Incontra Gabriele Munter, sua futura compagna di vita. Qui vuole introdurre le avanguardie francesi nel contesto di Monaco, temi fantastici che derivano dalle leggende del medioevo tedesco. Sperimentazione tecnica, tempera su carta scura.
1903-1904 Visita Italia, Paesi Bassi, Africa e Russia.

1908 – Compra casa a Murnau con Gabriele, “Russenhaus, casa dei russi”, inizia ad astrarre dal reale.
Ora fonda il NKVM, 1909. Distrugge ogni illusione di profondità.
Serie di quadri di fantini, l’orizzonte va gradualmente sradicando.
1911 – IV Composizione, astrattismo, impossibile comprendere l’argomento senza riferirsi a quadri precedenti.

Tre gruppi di opere: Impressioni, l’impressione diretta della natura esteriori.
Improvvisazioni, comparse inconsciamente dall’intimo.
Composizioni, alla cui composizione partecipa il cosciente, definiti attraverso una serie di studi.

Torna in patria allo scoppio della I Guerra Mondiale. Partecipa alla ricostruzione della società dopo la Rivoluzione d’Ottobre, riorganizza i musei, crea l’Istituto per la cultura pittorica (1918) e fonda l’Accademia di Scienze Artistiche (1920).
Ruolo di grande importanza, ottiene permesso di recarsi in Germania 1921, per 6 mesi, non tornerà mai più in patria.
1922 – Professore alla Bauhaus, libera scuola d’are e mestieri, chiuso nel 1933 dal regime nazista. Accusato di bolscevismo, è costretto ad andare in Francia.
1937 – Mostra sull’arte degenerata, Adolph Hitler condanna le avanguardie artistiche, 50 opere di Kandinskij, comprate a basso costo.
Muore nella residenza di Neuilly-sur-Seine il 13 dicembre 1944.

Il cavaliere azzurro - 1903
Influenzato dallo Jugendstil (art nouveau a Monaco), fascino decorativo. Prima solo “Il cavaliere”, azzurro viene aggiunto nel 1912 dopo la pubblicazione dell’annuario.
Il cavaliere su un bianco destriero galoppa su di una collina verde-dorata, disegnata da una delicata linea curva. Alberi autunnali, grumo bluastro della foresta, celeste del cielo. Soggetto molto amato dall’artista, legato alle storie e tradizioni popolari del Medioevo russo.

Coppia a cavallo – 1906-1907
Alla stregua di una decorazione, principi dell’art nouveau, tecnica simile a quella divisionista  colori dati per accostamento di punti e linguette di tinte accese e vivaci contro un fondo scuro (“brillano”). Composizione semplice e fiabesca.
Una coppia in abiti tradizionali russi abbracciata, monta un cavallo ammantato da una gualdrappa (monumento equestre). Foglie giallo-oro su alberi dall’esile fusto eretto o flesso  separano gli innamorati da un fiume di diverse tonalità d’azzurro, al di là una città di tante cupole multicolore. Atmosfera d’incanto.

Murnau. Cortile del castello – 1908
Ispirandosi ai Fauves francesi, Kandinskij opera un vero cambiamento di stile, avvicinandosi alle avanguardie artistiche. Cittadina di Murnau am Staffelsee, sulle alpi bavaresi, lo colpisce. E dove Gabriele Munter comprerà una casa (la casa dei russi) dove Kandinskij avrebbe soggiornato a lungo.
Chiazze violentemente colorate -> forte potere di suggestione.
Metà superiore: tre primari e verde, nella metà inferiore si uniscono, fondendosi, o si sovrappongono altri colori. La massa gialla è la facciata del castello, posto principale della composizione. Ombre blu come pretesto per il colore più che per creare profondità.

La spiritualità nell’arte
Espone l’uso del colore, nesso strettissimo tra opera d’arte e dimensione spirituale. Il colore può avere un effetto fisico, su sensazioni momentanee, e un effetto psichico, dovuto alla vibrazione spirituale attraverso cui il colore raggiunge l’anima. Il colore ha qualità sensibili, odore, sapore, suono. L’anima è come un piano forte di cui i colori sono i tasti. Il colore può essere chiaro, scuro, caldo, freddo, possono essere combinati tra loro.

Il colore ha movimento orizzontale (blu, concentrico-centripeto, indietreggia, si avvolge su se stesso, attira lo spettatore, e radiante (giallo, avanza verso lo spettatore, movimento eccentrico-centrifugo, verso l’esterno, respinge).
Colori descritti in base alle sensazioni.
• Giallo: follia vitale, irrazionalità cieca, una tromba.
• Azzurro: indifferente, distante, flauto. Il blu scuro, organo, colore profondo, intenso è quiete, con nero è drammatico.
• Rosso: caldo, vivace, energia consapevole che può essere canalizzata. Tuba
• Arancione: Energia, movimento che se si avvicina al giallo acquista superficialità, campana.
• Verde: quiete, opulento, compiacimento. Verso il giallo è giocoso, verso il blu pensieroso. Violino.
• Viola: instabile, simile al fagotto.
• Marrone: nero che sorveglia l’energia del rosso, ottuso, duro.
• Grigio: pigro, statico , quiete, mancanza di movimento.
• Bianco: somma di tutti i colori, ma un muro di silenzio assoluto, non-suono. Silenzio di nascita, ricco di potenzialità, pausa tra una battuta e l’altra che prelude altri suoni.
• Nero: Mancanza di luce, silenzio di morte, pausa finale. Fa risaltare qualsiasi colore.
Importanza dell’accostamento forma-colore (giallo-triangolo, blu-cerchio, rosso-quadrato)

Astrattismo
Cambio di stile dovuto a riflessioni sui rapporti tra pittura e musica quella deve essere sempre più simile alla musica, i colori assimilarsi il più possibile ai suoni.

Musica: Pura espressione di interiorità, non imita la natura, astratta per definizione, la pittura deve abbandonare la mimesis e diventare astratta.
Le forme non attingono a nulla di conoscibile, la pittura è liberata dalla dipendenza con l’oggetto fisico, vita alla spiritualità. Essa deve prescindere dal mondo sensibile  aneddoto del tramonto in atelier.
La bellezza e la rappresentazione del mondo interiore vengono raggiunte solo con i colori.

Primo acquerello astratto (1910)
Chiazze colorate e segni a matita e penna, ciò che unifica è il vuoto.
Come in musica  toni dominanti e ricorrenti: grigio-azzurro e giallo aranciato, come tema musicale con continue variazioni.

Composizione IV – 1913
Deriva da un precedente dipinto su vetro “Diluvio universale”, ma qui si libera dalla schiavitù della natura e delle forme, tramite la potenza del colore, la sua visione è del tutto emotiva e spirituale.
- Gruppi di tratti divergenti da punti distinti, fasci di linee curve parallele che si allontanano dal blu-notte (origine di un’esplosione). Sostengono la composizione dando delle direzioni ed una sorta di gravitazione alle chiazze.
- Colori accessi: fine del mondo e forza naturale, distruggono, creano e quello che appare come un “immane disastro” è in realtà un inno di lode alla nuova creazione.

Punto, linea nel piano
• Punto, primo nucleo, nasce quando il pittore tocca la tela, statico.
• Linea: traccia lasciata da un punto in movimento, dinamica. Più varia più cambiano le tensioni spirituali che suscista( spezzata-drammatica, curva-lirica)
• Superficie: supporto materiale, l’opera risulta quindi limitata. L’autore può accentuare le forme girando la tela e sfruttando piani diversi, ma non può farlo a posteriori.

Alcuni cerchi – 1926
Durante il suo lavoro presso il Bauhaus, l’astrazione si fa geometria e non colore in forma geometrica.
In un campo scuro (universo) si muovono cerchi colorati, alcuni in agglomerazione, attratti dal grande cerchio azzurro circondato da un’aurora biancastra (pianeti e sole?). Il movimento segue le diagonali (forte gravitazione) e le mediane (debole).
I colori sembrano quasi trasparenti, disposti facendo attenzione al mutamento della tonalità, le forme circolari vanno considerate solo dal punto di vista geometrico-astratto.

Blu Cielo (Bleu de ciel) – 1940
Olio su tela, dominato dall’azzurro, eseguito in Francia, fluttuano forme primordiali “amebiche”. Un microcosmo che può esistere in perfetta solitudine, in sé compiuto. Linee, reticoli, scacchiere, convessità e concavità. Colori smaglianti. Decorazioni in forme che non comunicano tra loro. Il blu è la profondità, più è scuro più intenso e intimo.
L’arte deve essere astratta e quindi libera dalle tradizioni pittoriche nazionali, l’Astrattismo è infatti un’arte cosmopolita, internazionale, universale.

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