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Il novecento

Dal Novecento a oggi il mondo ha conosciuto due tendenze economiche e politiche opposte: la divisione e l’integrazione. Nella prima metà del secolo la competizione tra le principali nazioni per stabilire la propria supremazia ha prodotto due guerre mondiali, con milioni di morti e immani distruzioni. In seguito vi è stato un trentennio di “guerra fredda” tra il blocco dei Paesi democratici guidati dagli Stati Uniti (USA) e quello dei Paesi comunisti attorno all'Unione Sovietica (URSS). Alla fine degli anni Ottanta il blocco comunista si è disgregato e si è avuta una crescente integrazione tra i Paesi: questa tendenza, chiamata globalizzazione, ha riguardato soprattutto l’economia per costituire un mercato mondiale in cui produzioni e consumi non sono limitati ai confini nazionali. Ciò ha generato un enorme aumento del commercio internazionale. Dal 1990 a oggi, il valore del commercio internazionale di merci e servizi è più che triplicato, raggiungendo nel 2011 la cifra di oltre 22 000 miliardi di dollari. Fino agli anni Ottanta del Novecento gran parte degli scambi internazionali riguardava USA, Europa occidentale e Giappone; in seguito, sono cresciuti soprattutto Cina, India e Brasile, Paesi nei quali si è ridotto il numero di persone che soffrono la fame. Tuttavia, nonostante questo positivo sviluppo, nel mondo le persone denutrite sono ancora 870 milioni.

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