Concetti Chiave
- Giuseppe Terragni, architetto italiano nato nel 1904, è noto per il suo contributo all'architettura razionale e per capolavori come la Casa del Fascio a Como.
- Le sue opere combinano dinamismo e uso innovativo di materiali, riflettendo le influenze del neoplasticismo e del costruttivismo.
- Terragni ha ispirato una nuova scuola di architettura moderna in Italia, mantenendo viva la tradizione anche sotto il regime fascista.
- Tra le sue opere significative si trovano il Novocomum, la Casa Rustici e la Villa Bianca, che mostrano un equilibrio classico e innovativo.
- Il progetto del Danteum, dedicato alla Divina Commedia, non fu realizzato a causa della sconfitta di Mussolini, ma rappresentava un'importante visione architettonica simbolica.
Giuseppe Terragni
Giuseppe Terragni fu architetto italiano nato a Meda nel 1904 e morì a Como nel 1943. Si laureò presso il Politecnico di Milano, il 1926 fu tra i fondatori del gruppo sette. Nel 1928 e nel 1931 partecipò alla prima e alla seconda mostra di architettura razionale e aderì al MIAR, Movimento Italiano per l’Architettura Razionale.I suoi primi lavori notevoli furono un progetto di officina per la produzione del gas nel 1927 e l’edificio ad appartamenti “Novocomum” a Como (1927- 1928), aperti alle influenze della cultura europea, con risultati in cui il dinamismo e l’interesse per i nuovi materiali del neoplasticismo e del costruttivismo si univano a regime e alla purezza del razionalismo, preminenti nella Casa del Fascio di Como 1932- 1936, forse il suo capolavoro.
Altre opere di Giuseppe Terragni più rilevanti furono: la Casa Rustici a Milano 1933 1935; in collaborazione con Lingeri, L’asilo Sant’Elia a Como (1936-1937), la Villa Bianca a Seveso (1936-1937) e la Casa Giuliani Frigerio a Como (1939-1940).
Fu anche pittore di questo novecentista, ma con le sue opere architettoniche contribuì sostanzialmente agli sviluppi delle ricerche non figurative condotte negli anni 30 degli artisti M.
Radice, M.Rho e R. Galli.L’architettura moderna nel 1900
L’architettura moderna, ripresa in Germania, sopravvive nei Paesi dell’Europa del Nord dove la tradizione olandese ha radicato profondamente lo stile moderno e dove è stata coltivata l’esperienza neoplatonica. Amsterdam, Rotterdam, Stoccolma, e Copenhagen sono i luoghi di applicazione dei principi dell’architettura contemporanea ai piani di edilizia economiche popolari e le amministrazioni locali. Si riprende la sperimentazione sulle case alte in linea o a schiera che danno vita a varianti nazionali.Il tema dell’armonia è intenzionalmente al centro della ricerca italiana che, anche sotto regime fascista, mantiene vive le forme dell’architettura moderna. La rivista internazionale di architettura, Casabella, e la triennale di Milano divengono mezzi e luoghi di diffusione in Italia, così da formare una vera e propria scuola italiana di architettura moderna.
Giuseppe Terragni se ne fa interprete attraverso una ricerca di perfezione nella forma che ricompose le decomposizioni cubiste e neoplastiche senza tradire l’idea moderna, la preminenza del valore d’uso degli oggetti.
La perfezione del volume chiuso evita la gravità statica della forma finita introducendo la leggerezza dei contrasti dinamici.
L’arco di tempo fra le due guerre è stato qualificato dal rifiuto degli stili a vantaggio della ricerca dell’espressione del tempo nuovo. Si può riprendere il tema in modo più propriamente architettonico, secondo il senso più intrinseco, di espressione d’autore conforme ai comportamenti di una società che è un tempo e un luogo di cultura. Si tratta di opere la cui eccellenza è universalmente riconosciuta, insieme all’identità della cultura che le ha prodotte. La radicalità dello scostamento dal passato consiste nel fatto che al posto dei templi, compaiono case; essi si costruiscono quali paradigmi di esistenza e definizione nell’opera di rapporti con la natura e con la cultura.
I modelli di Terragni
Uno dei primi ad interessare Giuseppe Terragni, quando ancora era studente di architettura, è Michelangelo perché siamo in un periodo di ricerca dei valori plastici e Michelangelo in questo era un ricercatore degno di ascolto.Meno comprensibile è il fatto che tra gli ispiratori di Terragni ci fosse anche Francesco Borromini che gli diventò caro probabilmente solo dopo aver letto il libro di Eberard Hempel, uscito nel 1924, dedicato all’architetto ticinese. L’aspetto in cui più direttamente emerge il lascito borrominiana nell’esedra in cui le colonne alveolari sono disegnate non alla maniera di Michelangelo ma alla maniera di Borromini che pure seguiva in questo l’esempio di Michelangelo.
Opere di Giuseppe Terragni
Edifici progettati da Giuseppe Terragni aspirano a possedere un equilibrio classico che si confronta con il significato delle immagini viste nel quotidiano, immagini che l’edificio stesso contiene in quanto costruzione. L’astrazione è totale e il mito che l’edificio deve trasmettere (la forza raccolta in Mussolini, la trasparenza di quella fascista, l’ordine ricostruito dal fascismo) esiste in quanto artificio parla di valori reali: linee di forza isostatiche, pareti trasparenti, rettangoli aurei, sono artifici che assumono quei valori nel momento in cui comunicano i miti.La Casa del Fascio: è un’opera spaziata, un’opera che ignora totalmente l’ambiente tende a porsi come oggetto in contrasto con l’ambiente. Ideata da Giuseppe Terragni nel 1923 al 1936 e situata a Como. E’ stata la sede del partito Nazionale Fascista e istanza del governo locale di Como utilizzato fino al 1945, quando la città fu liberata dal regime fascista; tuttora è occupato dalla Guardia di Finanza: l’edificio è a forma quadrata di 33 m circa ed erge il suo volume alto 16,50 m circa, i suoi lati sono i rapporti esatto secondo i metri musicali del tono 1:1:½; infatti le misure sono in rapporto di grandezze seriali ed armoniche che ne fanno un canone del disegno moderno nella definizione del tipo architettonico entro le misure della forma urbana.
Novocomum: è un edificio a Como composto da più piani ad appartamenti. Fu costruito dal 1928 al 1929 e prende il nome dalla società di immobili “Novocomum” organizzatrice dell’opera. Terragni, all’ira ventitreenne, si ispirò al razionalismo e all’espressionismo sovietici e tedeschi.
Casa Rustici: è un edificio progettato ad appartamenti ed è situato nella città di Milano, a Corso Sempione; inizialmente progettata per essere la villa di Vittorio Rustici ma per problemi economici egli si riservò soltanto il piano attico del palazzo. La progettazione fu elaborata da Pietro Lingeri e da Giuseppe Terragni che in quel periodo lavoravano insieme. La costruzione della casa durò tre anni (dal 1933 al 1935). L’edificio è strutturato in due corpi, uno a pianta “T” ed uno a pianta rettangolare, collegati da una serie di balconate sospese.
Villa Bianca: era destinata al cugino di Giuseppe Terragni, Angelo Terragni. Questa Villa è un grande esempio del razionalismo italiano adottato da Terragni. E’ composta da due piani e da un seminterrato a Milano, circondata da un giardino. Le fondamenta della villa sono ancora al terreno mentre la parte superiore sembra sospesa. La struttura dell’edificio si basa su pareti portanti adattate alle fessure delle finestre e vetrate. I pilastri che reggono la struttura sono sottili e superano le pareti con lo scopo si sostenere le piastre orizzontali.
Danteum (1938/ 1940): questo progetto non fu mai realizzato a causa della sconfitta di Mussolini. Era ideato per essere eretto a Roma lungo la Via dei Fori Imperiali.
Questo monumento fu pensato come una celebrazione della Divina Commedia di Dante Alighieri; in cui il progetto doveva descrivere con i materiali e l’architettura il significato della Commedia di Dante; infatti assumeva una funzione di esposizioni e biblioteca.
Il Danteum, ideato da Giuseppe Terragni e Pietro Lingeri, aveva lo scopo di rappresentare un viaggio, in cui il progetto studiato prevedeva degli ambienti situati lungo un percorso elicoidale ascendente, caratterizzato da luci anch‘esse ascendenti (dall’ombra alla luce). Il tutto infatti andava a riprendere il percorso di Dante dall’ombra dell’Inferno fino alla luce del Paradiso.
Progetto Alternanza Scuola Lavoro.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Giuseppe Terragni all'architettura moderna?
- Quali sono alcune delle opere più importanti di Giuseppe Terragni?
- Come si è sviluppata l'architettura moderna in Italia durante il regime fascista?
- Quali influenze artistiche hanno ispirato Giuseppe Terragni?
- Qual era il progetto del Danteum e perché non fu realizzato?
Giuseppe Terragni ha contribuito significativamente all'architettura moderna attraverso opere che uniscono il razionalismo e il neoplasticismo, come evidenziato nella Casa del Fascio di Como, considerata il suo capolavoro.
Tra le opere più rilevanti di Terragni ci sono il Novocomum, la Casa Rustici, l'asilo Sant'Elia, la Villa Bianca e la Casa Giuliani Frigerio, tutte caratterizzate da un equilibrio classico e innovativo.
Nonostante il regime fascista, l'architettura moderna in Italia ha mantenuto vive le sue forme, con riviste come Casabella e la triennale di Milano che hanno diffuso i principi dell'architettura contemporanea.
Terragni è stato influenzato da artisti come Michelangelo e Francesco Borromini, integrando elementi plastici e architettonici nelle sue opere, come dimostrato nell'esedra della Casa del Fascio.
Il Danteum, progettato da Terragni e Lingeri, era un monumento dedicato alla Divina Commedia di Dante Alighieri, concepito come un percorso ascendente di luce. Tuttavia, non fu mai realizzato a causa della sconfitta di Mussolini.