sc1512 di sc1512
Ominide 5764 punti

-La Zattera della Medusa-

La Zattera della Medusa è un dipinto ad olio su tela (5x7m) di Théodore Gériacault, realizzato nel 1818 ed attualmente conservato al Louvre.
Il dipinto fa riferimento ad un fatto realmente accaduto, ma simbolicamente la zattera che naufraga indica lo stato di sconforto e delusione della società francese, segnata dalla Rivoluzione e dall’Impero Napoleonico.
Il dipinto, dunque, trae ispirazione da un tragico fatto: il naufragio, avvenuto il 2 luglio 1816, della fregata ‘Méduse’ sulla costa del Senegal, dove la nave si arenò sulla sabbia, a differenza di altre quattro vascelli, che lasciarono indenni il territorio africano.
Il capitano della Méduse la abbandonò dopo alcuni vani tentativi di disincagliarla; le persone più importanti vennero fatte salire sulle scialuppe, i restanti, con l’aiuto dell’ingegnere Corréard, realizzarono una zattera molto piccola (20x7m) per imbarcare 150 uomini ed una donna.

La zattera viene trainata da una scialuppa, finché dalla scialuppa non vengono tagliati i cavi e la zattera viene abbandonata: 75 uomini cadono in mare.
I restanti soffrono le condizioni climatiche, avvistando anche una nave salvatrice, che però non si ferma, però, infine, una nave della spedizione ritrova e salva i 15 uomini restanti.
Gériacault dedicò molto tempo alla realizzazione del dipinto: raccolse innanzitutto tutta la documentazione possibile sul fatto, si fece costruire un modellino della zattera, osservò i movimenti del cielo e del mare in tempesta, frequentò un ospedale per studiare dal vivo la sofferenza, l’agonia e la morte, osservando anche membra tagliate.
Realizzò diversi disegni e schizzi preparatori, i quali mostrano anche l’incertezza dell’artista su quale momento illustrare, se il salvataggio finale, se gli episodi di cannibalismo o dell’ammutinamento, optando infine per una situazione tra speranza e disperazione: il primo avvistamento di una nave che potrebbe salvarli, ma che non si ferma e prosegue nel suo navigare.
La scena è costruita su un sistema di diagonali che convergono verso due punti: uno è l’albero della zattera, l’altro la camicia agitata da un naufrago (duplice composizione piramidale).
Nel quadro è evidente la spinta da sinistra verso destra dei corpi, con il vento che muove la zattera, soffiando da destra verso sinistra.
Il cielo è ricco di nuvole nere ed è carico di tensione, la zattera pare essere inclinata sull’acqua, respinta indietro dalle onde.
La zattera è popolata da quindici superstiti, che trasmettono un forte senso di dolore e disperazione, tra chi si rassegna per la ormai imminente morte o chi, temendo comunque la morte, spera nella salvezza.
Per quanto riguarda la tecnica, l’artista disegna l’insieme a grandi linee, poi mette il colore delle carni, dei tessuto, del cielo e delle onde nei vuoti.
Utilizzò piccoli pennelli ed un’ampia serie di tonalità di colore differenti.
In se, il dipinto rappresenta la scena apocalittica di un gruppo di naufraghi su di una rudimentale zattera, in balia della natura, fra la disperazione e la speranza, fra la vita e la morte.
In primo piano si scorge un vecchio che regge il corpo morto del figlio, il quale è l’unico personaggio rivolto verso l’osservatore e dunque anche l’unico a dare le spalle ai compagni sulla zattera.
L’opera ha un grande significato politico: quest’uomo, che sfoggia una croce della Legione d’Onore (1804), rappresenta l’Impero Francese, visto che un Impero cannibale, che divora i suoi figli, ossia la popolazione francese; egli, a differenza degli altri naufraghi, è l’unico ad avere sul braccio sinistro una fasciatura macchiata di sangue.
Ma il protagonista dell’opera è situato sulla sommità di un grappolo di persone (simbolo di speranza), che si oppone al gruppo del padre e del figlio morto; in cima questa piramide umana vi è un nero; in una società razzista, Gériacault vuole dare un messaggio forte contro il razzismo, vista la ripresa dello schiavismo e della tratta degli schiavi.
Il vecchio che volta le spalle alla piramide di uomini, simbolo di speranza, rappresenta il passato, mentre i naufraghi dai corpi atletici simboleggiano il presente e la rigenerazione delle nazioni.
Gériacault rappresenta la scena come una notizia giornalistica, dando il senso che l’umanità va irrimediabilmente verso la deriva, che i progetti dell’uomo sono destinati a naufragare.
L’intrecciarsi dei corpi rimanda al Giudizio Universale, specialmente alla barca infernale di Caronte, di Michelangelo, visto che Gériacault, tre anni prima di realizzare la sua opera, si trovava in Italia a studiare le opere dell’artista toscano.
Il volto vecchio in primo piano, invece, rimanda all’espressione di San Pietro nella Crocifissione del Caravaggio; per quanto riguarda la posa, ricorda Eraclito nella Scuola di Atene di Raffaello.
Il braccio del figlio rimanda a quello del Cristo nella Pietà del Michelangelo o nella Deposizione del Caravaggio.
Si può concludere affermando che La Zattera della Medusa da l’immagine psicologica della Francia dopo che la Rivoluzione Francese si era conclusa con il fallimento dell’Impero (In contrapposizione a ciò, il Giuramento degli Orazi era invece rappresentante della Francia prima della Rivoluzione).

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove