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La zattera della medusa


Quando Géricault dipinge questa tela (1818-1819) , il mito napoleonico è ormai crollato e sul trono di Francia sono ritornati i Borboni. La genesi della tela è data da un viaggio in Italia, durante il quale il pittore ha l’occasione di ammirare gli affreschi nella Capella Sistina di Michelangelo. Decide, allora, di rappresentare la realtà del momento e il risultato è una tela di 35 metri quadrati, che è esposta al Louvre.
Il quadro riproduce un episodio successo nel 1816: la fregata francese “Méduse” era naufragata al largo delle coste africane e soltanto un piccolo gruppo di uomini sia salvato su di una zattera, lasciata in balia delle onde per 12 giorni in mezzo a terribili sofferenze. Fra l’altro, sembra che per salvarsi, gli uomini si siano cibati di carne umana. All’epoca, l’episodio fece scalpore anche erché l’opposizione al governo incolpò dell’accaduto i Borboni. E’ per questo che, quando la tela fu esposta nel Salon del \1819, suscitò violente polemiche sia artistiche che politiche che opponevano i conservatori e i giovani romantici che sostenevano l’innovazione. Ecco perché la tela è diventata il simbolo del movimento romantico appena nascente e nel contempo ha acquisito un significato politico. Poiché il quadro non ebbe molto successo in Francia, Géricault decise di organizzare una tournée in Inghilterra per farlo ammirare; l’iniziativa ebbe un enorme successo e ciò permise al pittore di guadagnare molto denaro.
Il quadro, pur annunciando il Romanticismo, è classico e romantico contemporaneamente: esprime un senso di disperazione, ma anche di speranza, due sentimenti contrastanti, tipici dell’epoca.
Esamineremo ora gli aspetti classici e gli aspetti romantici dell’opera.
Aspetti classici:
1) La composizione piramidale che termina con il personaggio centrale in piedi che, tuttavia, invece di essere statico, sembra essere in movimento.
2) L’atteggiamento pensieroso del vecchio seduto, a sinistra dello spettatore. Sembra che sia rassegnato al dramma, quasi con una forma di fatalismo, il quale, però sconvolge tutti gli altri. Sostiene il corpo di un giovane morto per evitare che scivoli nell’acqua.
3) La bellezza dei nudi ci fa pensare alle sculture di Michelangelo anche se, nell’insieme, i corpi sono collocati in disordine
Aspetti romantici:
1) Il movimento
• La zattera si solleva da un lato e la velasi gonfia, a causa del vento, nella direzione opposta
• Un corpo è collocato in equilibrio sul bordo della zattera; immaginiamo che, fra poco, scivolerà nell’acqua e sarà inghiottito dai flutti. Questo è il simbolo della disperazione
• Due uomini in piedi agitano una bandiera perché all’orizzonte hanno scorto la sagoma di una nave che tuttavia si riesce a indovinare con molta difficoltà. La nave in lontananza è il simbolo della speranza.
• Dualismo fra rassegnazione/disperazione e speranza., fra la morte e il desiderio di aggrapparsi a qualcosa che tuttavia ha un aspetto indefinito e poco chiaro. Se tracciamo una diagonale, notiamo che i naufragi che continuano a sperare e a lottare per la sopravvivenza occupano la parte superiore e tendono tutti le braccia o lo sguardo verso coloro che stanno agitando un pezzo di tessuto. Invece, coloro che sono rassegnati al loro destino o sono già morti occupano la parte inferiore.
2) I colori
I colori sono molto scuri e i corpi sono illuminati da una luce livida e questo rende la scena ancor più macabra e ne accentua la drammaticità
La tela ha qualcosa di epico, ma non per la grandezza della vittoria come succede nelle opere classiche, bensì per l’immensità della disgrazia.
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