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La zattera della medusa

Si tratta di un olio su tela realizzato tra il 1818 e il 1819 dall'artista romantico Géricault e conservato presso il Museo di Louvre a Parigi.
Questo dipinto rappresenta un fatto di cronaca, e già questa è una novità perché mai fino a quel momento, un fatto di cronaca era stato rappresentato in un dipinto.
Con quest’opera si allontana dal neoclassicismo avvicinando al romanticismo e arrivando addirittura a preannunciare il realismo.
Vengono rappresentati i pochi sopravvissuti al naufragio della zattera della medusa, nel momento in cui vedono in lontananza la nave che li salverà.
Sotto il cielo plumbeo, gli uomini si ammassano sull’ultimo pezzo di zattera rimasto.
Possiamo notare che vengono a formarsi due piramidi visive.
L'artista si rifà a Michelangelo (cappella sistina), per la torsione del corpo.

I corpi sembrano vere e proprie statue, e sono resi ancora più solidi dalla luce.
In primo piano troviamo i cadaveri a dimostrare la sofferenza che hanno provato, in fondo invece i sopravvissuti sono rivolti verso la nave della salvezza con le braccia sollevate a chiedere soccorso.
Il cadavere in basso a destra è coperto da un drappo che richiama il lenzuolo funebre di Cristo.
Un vecchio ammantato di rosso diventa quasi un personaggio omerico, perché sorregge un giovane morto.

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