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Claude Monet, donne in giardino


Nel 1867 Claude Monet dipinse il suo primo quadro interamente all’aperto. Uno degli iniziatori dell’impressionismo, ritrae un angolo di giardino meravigliosamente fiorito, la luce fa da padrona illuminando i rami giocosi dell’albero intorno al quale, quattro donne sono disposte armoniosamente. Gli ampi abiti e i volti delle donne sono stati copiati da una rivista di moda del tempo, rendendo il quadro estremamente verosimile. Date le grandi dimensioni de quadro, l’artista fu costretto a creare una sorta di trincea nella quale calava la tela con un ingegnoso sistema di carrucole. Così facendo, poteva attendere l’illuminazione ideale per poter cogliere nei minimi dettagli l’ambiente che voleva dipingere. La luce solare, infatti, ha un ruolo unificatore nel dipinto, creando un’atmosfera calma e rilassante, tipica dei quadri di Monet. Le ombre danzano sulle tonalità del violetto e dell’azzurro, le varie sfumature di verde dell’albero si diversificano in base alla luce che le investe. L’armonia della natura è colta nel complesso delle creature che ritrae, ridando la serenità gioiosa attraverso la comunione che lega tutte le cose.

Edouard Manet, Emile Zola


Inconsueto ritrarre un soggetto come lo scrittore Emile Zola, ma troviamo ancora più interessante i numerosi dettagli che circondano il soggetto. Notiamo però l’importanza che ebbe lo scrittore in difesa delle opere di Manet, in quanto questo quadro è un regalo di ringraziamento. Emile Zola era un influente critico d’arte e redasse uno scritto in difesa dell’artista rivolto ai giurati della famosa mostra dei Salon, dopo che questi rifiutarono di esporre i capolavori del pittore. Dunque Manet decise di ritrarre lo scrittore, le pose avvennero nello studio del pittore e la composizione del quadro risente dell’ambiente poco luminoso dell’abitazione. I colori sono molto scuri e l’oggetto più illuminato è il libro che lo scrittore pensieroso tiene in mano. Notiamo la riproduzione di numerosi altri quadri come Olympia, molto cari sia all’artista che a Zola. L’artista si concentra sull’aspetto psicologico del personaggio e rappresenta vari elementi che rimandano alla professione e alla personalità di Zola.



Pierre-Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette


I quadri impressionisti hanno la capacità indiscutibile di trasmettere letizia e tranquillità, anche se questi rappresentano una grande folla o un ambiente burrascoso. L’evento che Renoir illustra nel dipinto è le Moulin de la Galette, un ritrovo popolare tipicamente parigino in cui ci si ritrova a discutere serenamente o si può danzare sulle vivaci note della polka. Il protagonista del quadro è decisamente il colore, in quanto non segue le regole della prospettiva, ma attraverso il colore ed alcune linee guida indispensabili ridà la spazialità di un ambiente discretamente esteso. L’artista guida il nostro occhio nei punti in cui si poserebbe con minor facilità. Il tavolino, le sedie in primo piano, sono elementi che contribuiscono a riequilibrare la composizione e attraverso l'uso delle medesime intensità dei toni in tutto il dipinto, Renoir gli conferisce una straordinaria nitidezza. Ancor più accorti sono gli accostamenti cromatici, tra i quali prevalgono i toni del verde e dell’azzurro, accompagnati da colori più luminosi come il giallo e l’arancio. Crea una vasta gamma di sfumature, con pennellate più dense e rarefatte, ma niente riesce a turbare la purezza del colore.

Eugène Manet all’isola di Wight, Berthe Morisot


Berthe Morisot è una nota pittrice francese, cresciuta in un ambiente colto e raffinato che le permise di iniziare la sua produzione artistica in età giovanile. Dal 1866 inizia ad esporre le sue opere al Salon, avvenimento che le diede la possibilità di conoscere Edouard Monet di cui sposò il fratello Eugène nel 1874. E’ proprio suo marito, infatti, il soggetto di uno dei suoi quadri più celebri chiamato ” Eugène Manet all’isola di Wight”. Il quadro si distingue per la freschezza e la spontaneità, in particolar modo l’uso dei colori più chiari e le sfumature. Notiamo che non insiste sul distacco tra l’ambiente esterno e quello interno, divisi dalla finestra che si confonde con la recinzione così come i fiori sul davanzale e quelli del giardino. La luce illumina omogeneamente e con leggere trasparenze l’ambiente interno e quello esterno, le pennellate sono veloci e sfuggenti e si plasmano in una voluta bidimensionalità. La posizione dell’uomo, che segue l’occhio dello spettatore, suggerisce una linea di fuga realizzata senza la prospettiva, ma attraverso i colori e le figure l’artista riesce a dare l’impressione che l’uomo veda quel che vediamo noi.

A cura di Veronica.
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