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Architettura gotica


Nella storia


Intorno alla metà del dodicesimo secolo in Francia e in Inghilterra le monarchie nazionali si consolidarono. Nel frattempo nel nord e centro Italia i Comuni conquistarono la loro autonomia e accentrarono il potere nelle mani di un signore, quindi dai Comuni si passò alle Signorie; invece al sud ci fu l’avvento di Federico II di Svevia.
In questo periodo nacquero gli ordini monastici dei mendicanti, in particolare i Francescani e i Dominicani. Tutto ciò giocò un ruolo importante nel favorire la nascita di un nuovo stile: il Gotico, usato per esprimere la forza e l’eleganza dei monarchi, dei signori e della ricca borghesia. Il termine “Gotico”, usato dalla metà del dodicesimo secolo al quindicesimo secolo, derivava dal nome del popolo barbaro dei “Goti”, inizialmente fu usato in maniera dispregiativa, poi fu rivalutato nell’Ottocento.
L’arte gotica iniziò da una precisa regione geografica, l’ile de France, nel nord della Francia, dove lo stile romanico si evolse in un nuovo stile, conferendo una forma diversa agli edifici.
Il primo esempio di gotico fu l’ Abbazia di Saint-Denis, essa era la sede dell’abbazia reale per eccellenza. L’abate Suger, con l’aiuto economico di sovrani, promosse la ristrutturazione dell’antica chiesa abbaziale, costruita nell’ottavo secolo. I lavori per la nuova abbazia vennero intrapresi tra il 1135 e il 1144. Inizialmente gli interventi dovevano riguardare la facciata e la parte est, successivamente furono sostituiti anche le altre parti. Saint-Denis seguiva uno schema preordinato, perché, attraverso le simmetrie architettoniche, le cattedrali dovevano esprimere un messaggio simbolico e religioso. La chiesa a tre navate è composta da cinque campate, sul lato sinistro si trovano cinque cappelle; sul corpo principale è inserito il transetto e su di esso si innesta il capocroce (la parte terminale della chiesa). Le grandi vetrate evidenziano l’importanza della superficie muraria come piano di chiusura.
Oltre all’architettura il Gotico interessò tutte le produzioni artistiche: dalla pittura alla scultura.


Tecniche costruttive e concezioni spaziali


L’arco utilizzato dallo stile gotico era a sesto acuto che conferiva maggiore verticalità alla struttura.
La ricerca di slancio delle cattedrali corrispondeva al desiderio di avvicinarsi simbolicamente a Dio, ciò però comportava dei rischi per la stabilità dell’edificio: per questo i pilastri esterni (contrafforti) vennero irrobustiti e alla loro sommità vennero collocati archi rampanti per sostenere le spinte laterali, abbelliti da cornici e rilievi scolpiti. L’esterno era decorato con elementi architettonici a cono o a piramide allungata detti pinnacoli (o guglie), posti sui contrafforti, lungo gli archi rampanti e sugli spioventi del tetto e contribuivano ad esaltare lo slancio verticale dell’edificio. All’incrocio tra la navata e il transetto c’era il tiburio che dava origine a un’alta torre che terminava con un pinnacolo. Sulla facciata si innalzavano due torri campanarie. L’ingresso principale era sovrastato da un grande rosone.
Tipico delle cattedrali gotiche era la presenza di grandi vetrate policrome al posto delle pareti esterne, la luce che entrava era l’espressione del divino.
Nella cattedrale Sainte Chapelle di Parigi il tessuto murario era quasi assente e le vetrate, separate da sottili pilastri, ricoprivano l’intera struttura. I muri, quindi, erano più sottili e leggeri rispetto a quelli degli edifici romanici; le pareti delle cattedrali dovevano sostenere il loro peso. Il materiale più usato era la pietra e le dimensioni dei blocchi di pietra erano ridotte per facilitarne il trasporto.
La copertura era una struttura molto leggera, formata da un’orditura portante lignea sopra la quale venivano fissate tavole di legno. Il manto era composto di lastre metalliche, in genere di piombo, fuse colate in forma di rena fine; le unioni laterali tra le due lastre avvenivano avvolgendo i margini dell’una sull’altra, invece i margini inferiori e superiori venivano fermati con staffe e chiodi all’impalcato.
Il romanico e il gotico
Non è facile individuare una linea che divide il romanico dal gotico. I due stili si distinguono per un diverso concetto spaziale ed essi esprimono due diversi tipi di società e religiosità. Infatti la religiosità di età romanica era l’anima di una comunità in via di formazione, che lottava per affermare libertà e autonomia politica ed economica rispetto al potere imperiale. Invece la religiosità del periodo gotico era quella di una società borghese consolidata, e in questo periodo la chiesa svolse solamente una funzione spirituale.
Il Gotico italiano
In Italia il Gotico si affermò più tardi rispetto ai Paesi del Nord, tra la fine del dodicesimo e il tredicesimo secolo e il suo avvento fu favorito soprattutto dall’attività dei monaci cistercensi che promossero la costruzione di molte abbazie, edificate sul modello di quelle realizzate in stile gotico in Francia.
La pianta delle abbazie italiane è a croce latina, suddivisa in tre navate. Le navate laterali sono più basse della maggiore centrale, la quale è illuminata dalle grandi finestre e dagli ampi rosoni della facciata principale.

La Basilica di San Francesco


La mescolanza tra elementi gotici e romanici si può avvertire nella chiesa di San Francesco ad Assisi, costruita nel 1228 dall’ordine francescano. È formata da due edifici sovrapposti l’uno all’altro, la parte inferiore è una cripta e una chiesa e sostiene la chiesa superiore che è una grande aula molto luminosa priva dei pilastri. In questo spazio coperto da volte, Giotto dipinse il ciclo di affreschi raffiguranti la vita di San Francesco.

Firenze: il Gotico del Rinascimento


In questo periodo fiorì l’architettura civile, furono costruite le torri merlate, imponenti palazzi e molti Palazzi pubblici (sede degli organi di governo della comunità). A Firenze, nell’architettura gotica, si avvertì la mentalità umanistica, come per la cupola di Brunelleschi, le chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.

Nell’Italia meridionale all’impostazione gotica e all’eredità romanica si sovrapposero gli influssi arabi e normanni (come il duomo di Cefalù). Si sviluppò soprattutto l’edilizia militare e vennero costruiti castelli come quello di Federico II ad Andria (Bari) caratterizzato da una struttura geometrica, massiccia e compatta, con una forma ottagonale.

La pittura


Lo stile gotico influenzò molto anche la pittura e, in particolare, in Italia gli artisti gotici ricercavano una forma espressiva più vicina alla realtà, una maggiore resa dello spazio e una descrizione dei sentimenti.
Il maggior esponente fiorentino fu Cimabue (metà 1200-1302), le sue opere erano cariche di umanità e mostravano una grande ricerca di movimento. Noto è il suo Crocifisso per la chiesa di Santa Croce a Firenze, alto quattro metri, presenta Cristo in una posa sinuosa; il chiaroscuro suggerisce una fonte di luce laterale e la tridimensionalità del corpo. Con l’alluvione del 4 novembre 1966 fu danneggiato.
La rappresentazione del volume, del movimento e delle espressioni venne sviluppata anche da un suo allievo: Giotto (1267-1337). Nei suoi dipinti, Giotto abbandonò il fondo oro (tipico della pittura bizantina) e riuscì a rappresentare lo spazio in profondità, attraverso la prospettiva degli elementi architettonici. Le rappresentazioni di Giotto erano realistiche. I suoi affreschi più importanti sono: sulla vita di San Francesco nella Basilica Superiore ad Assisi, e quello sulla vita di Cristo nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Con Giotto le figure non furono più schematiche, rigide o inespressive, ma avevano volumi ed atteggiamenti reali ed esprimevano emozioni.

Compianto sul Cristo morto (104-1306), Cappella degli Scrovegni, Padova


Questo affresco ha come tema la redenzione dell’umanità dal peccato; sulle pareti laterali, in trentasette riquadri, sono rappresentate le storie della Vergine e di Cristo, sulla controfacciata è affrescato un grande Giudizio Universale. Si avverte un forte senso dello spazio, nel quale le figure si dispongono con naturalezza su diversi piani di profondità. I colori sono brillanti e sul fondo c’è il cielo azzurro. Tutti i personaggi esprimono dolore umano e composto, solo gli angeli in cielo si disperano. Il paesaggio sembra partecipare alla scena nella sua aridità.
Questo affresco testimonia la grande rivoluzione operata da Giotto in campo pittorico.
Giotto introdusse l’utilizzo della sinopia, un disegno fatto con il carboncino e con una terra rossa sulla parete da affrescare, che poi viene colorata.
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