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Il gotico in Italia - Nascita e caratteristiche


In Italia il gotico si sviluppa successivamente rispetto al resto d’Europa. Il gotico non viene accolto subito poiché questa nuova forma artistica non viene “capita” e apprezzata dagli italiani, che possiedono una tradizione diversa. Si prediligeva affrescare le pareti anziché decorarle con rosoni ben elaborati. In Italia cominciava a nascere una società artistica che si stava avviando verso l’Umanesimo. Tra la fine del ‘200 e l’inizio del ‘300 importanti letterati come Dante, Petrarca e Boccaccio, riuscirono a rivalutare le antiche lingue classiche: il greco ed il latino. Il gotico si sviluppa in Italia intorno al XIII secolo,Questa diffusione fu opera dei monaci cistercensi, presenti nel settentrione e nel centro d’Italia. Qui il gotico si manifestò con forme più pacate e contenute. La prima testimonianza di arte gotica in Italia è il Duomo di Milano (Santa Maria Nascente). Esso presenta una facciata a capanna, mentre gli altri duomi presentano una facciata a salienti. La costruzione del Duomo di Milano è stata più volte arrestata e ripresa. Questo si può notare dalle finestre: infatti si possono notare archi di Leonardo e, più in alto, archi di Michelangelo. Inoltre sono presenti i timpani (elemento architettonico tipico del periodo Greco). Ciò ci fa capire che in questa architettura vi sono influenze Rinascimentali, periodo in cui viene rivalutata l’arte e la cultura antica.

La pittura


In molte Chiese gotiche non vengono più utilizzate l’arte musiva o gli affreschi; bensì finestre decorate con immagini che insieme costituivano una storia, e ciò aveva due scopi: fornire elementi didascalici ed avvicinarsi a Dio. In questo periodo nacque la pittura su tavola, che consente un facile trasporto. Agli artisti stranieri venivano chieste opere da produrre in Italia, così essi utilizzavano delle tavole (stagionate almeno dieci anni e composte da legni particolari) che erano facili da trasportare.


Giotto


Giotto fu il primo artista a rappresentare lo spazio nelle sue opere. Infatti è proprio con lui che nasce la tridimensionalità. In questo modo si dà risalto alle ombre, alla luce e ai rigori spaziali (gli oggetti più lontani son più piccoli, mentre quelli più vicini sono più grandi). Durante questo periodo, il XIII secolo, si dipinge su tavola per rendere possibile il trasporto delle opere d’arte. Giotto introduce nelle sue opere l’aspetto umano, in quanto ha umanizzato la figura umana. Con i colori Giotto risalta la profondità, sconvolgendo in questo modo l’iconografia perché l’immagine viene naturalizzata. Giotto introduce pure la casualità nella rappresentazione delle scene, come se l’immagine fosse un’istantanea, infatti con lui si ha un definitivo distacco dall’arte bizantina in quanto non viene più data importanza alla simmetria, perché Giotto vuole rendere le figure il più naturale possibile. Egli si interessa inoltre allo studio dell’anatomia, dando molta importanza ai moti dell’anima, l’insieme di tutte quelle emozioni (gioia, dispiacere, dolore, felicità) che si possono leggere su un volto. Giotto rende alcune scene drammatiche: l’immagine parla da sé, infatti la resa drammatica della scena permette di comprendere tutto ciò che è dietro di essa.
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