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La sistemazione del Campidoglio

La sistemazione del Campidoglio II pontefice, deciso a risollevare Roma dall’affronto subito con il saccheggio del 1527, affidò a Michelangelo la sistemazione del Campidoglio, uno dei sette colli originari della capitale. L’area, dove sorgevano il Palazzo senatorio (sede delle istituzioni del comune) e il Palazzo dei conservatori (sede di una magistratura cittadina), rappresentava il cuore civile della città eterna fin dall’epoca romana, ma da secoli versava in uno stato di abbandono: basti pensare che popolarmente veniva chiamata “Monte Caprino” perché vi pascolavano le capre. Michelangelo immaginò un intervento urbanistico eccezionale, che cambiò letteralmente il volto di quella parte della città, rendendola grandiosa e monumentale. L'artista progetta una piazza a forma di trapezio rovesciato (il lato corto è quello d’ingresso) che si raggiunge da una magnifica scalinata e che ha come sfondo la mole del Palazzo senatorio. Per completare il disegno della piazza, delimitarne il perimetro e celare il fianco medievale della Chiesa di Santa Maria d’Aracoeli, decide di aggiungere sul lato sinistro il Palazzo nuovo. Per armonizzare le facciate dei due palazzi preesistenti, sorti in epoche diverse, e quella del nuovo edificio, Michelangelo sceglie un rivestimento marmoreo e l’ordine gigante, conferendo all’insieme un aspetto solenne a cui contribuisce lo scalone a doppia rampa posto sulla facciata del Palazzo senatorio. Al centro della piazza colloca su un piedistallo la statua equestre di Marco Aurelio (oggi sostituita da una copia), fino ad allora posta davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano. La piazza, erede della tradizione razionale quattrocentesca, è concepita in modo da creare un cannocchiale prospettico, mentre il disegno a forma di stella a dodici punte del selciato, che parte proprio dalla statua, origina un effetto di movimento e di espansione verso l’esterno. Di fatto, così realizzata, la piazza volta le spalle al Foro romano e si apre sulla città nuova, idealmente verso il suo cuore cristiano: San Pietro. I lavori, avviati nel 1538, terminarono solo molto tempo dopo la morte dell’artista.
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