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Lo sviluppo della democrazia con Pericle

Secondo Tucidide, Atene fu minore una democrazia di nome , ma di fatto il governo del primo cittadino. La Costituzione di Clistene rimase in vigore , Pericle promosse alcune riforme. Una fu l'indebolimento dell'areopago che fu privato dei poteri politici, e alcuni vennero dati alla bulè e all'elièa. Pericle rese le cariche pubbliche accessibili ai cittadini meno abbienti. Pericle nel 461 a.C fece introdurre un' indennità giornaliera in denaro per chi veniva sorteggiato. Grazie a questa riforma i contadini o gli artigiani che vivevano del proprio lavoro potevano assumere incarichi pubblici (per un anno) senza essere danneggiati economicamente. Il denaro per pagarli venne ricavato dai tributi pagati dalle poleis.
Tutti i cittadini facevano parte dell'assemblea popolare , che discuteva e approvava le leggi. Questa assemblea si riuniva in uno spazio aperto sulla Pnice, una collina. Le sedute dovevano essere 40 all'anno e duravano dall'alba a mezzogiorno o a volte fino al tramonto. Iniziavano con il sacrificio rituale di Zeus , poi il presidente ( che veniva sorteggiato a ogni seduta, leggeva la relazione del consiglio dei 500 sulle proposte di legge da discutere e approvare. Ogni proposta veniva votata per alzata di mano, e se non c'era la maggioranza favorevole , il presidente apriva la discussione. Dopo aver ascoltato tutti, si trovava a votare a scrutinio segreto e se non si raggiungeva un accordo la seduta veniva rimandata al giorno successivo.

Dopo la pace di Callia e la tregua trentennale con Sparta,le persone che avevano combattuto nell'esercito o nella flotta rischiavano di rimanere disoccupati. Per risolverlo Pericle riuscì a far approvare all'assemblea progetti di edilizia. Furono completate le <lunghe mura>, che collegava il centro urbano al porto del Pireo. Furono ristrutturate l'agora e l'acropoli. In questo periodo le spese della polis servirono per abbellire la città, a rafforzarla militarmente e anche a dare lavoro a chi era più povero. Atene aveva una grande attività produttiva soprattutto di ceramica e facevano altre produzioni artigianali come la lavorazione del cuoio, del bronzo. Atene importava grano, legname, materie prime e schiavi. Esportava olio, vino, marmo e i prodotti artigianali. Le importazioni superavano le esportazioni ma Atene poteva contare sulle miniere d'argento del Laurio.

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