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Concetti Chiave

  • Pericle, appartenente agli Alcmeonidi, divenne il leader politico di Atene nel 461 a.C. dopo la morte di Efialte, contribuendo a trasformare la città nel massimo splendore della Grecia.
  • Implementò riforme democratiche che permisero ai cittadini più poveri di partecipare attivamente alla vita politica, stabilendo un compenso per le cariche pubbliche.
  • Trasformò la Lega delio-attica in un impero ateniese, ottenendo pace con Sparta e avviando un programma di espansione pacifica con la fondazione di colonie.
  • La sua eredità culturale è segnata dalla promozione di un ideale di tolleranza e libertà, culminata nella costruzione di opere d'arte come il Partenone e nella creazione di uno stato culturale esemplare.
  • Nonostante i successi, affrontò sfide significative e tensioni interne, che portarono a un aumento dell'individualismo e alla crisi della morale civica ad Atene.

L'ascesa politica di Pericle

Atene raggiunse il massimo splendore con Pericle apparteneva alla famiglia aristocratica degli Alcmeonidi, era figlio di Santippo, comandante della flotta ateniese nella battaglia di Micale, e di Agariste, nipote di Clistene.

Nel conflitto instauratosi ad Atene tra il partito aristocratico - conservatore, guidato da Cimone e quello democratico, capeggiato da Efialte, Pericle si schierò con quest'ultimo.

La carriera politica di Pericle iniziò nel 460 con la nomina a stratego, e così nel 461 a.C., in seguito alla morte di Efialte, Pericle divenne la figura principale della scena politica ateniese. Egli governò con il sostegno del popolo e fece di Atene la più bella città della Grecia.

Riforme democratiche e imperialismo

Pericle attuò riforme che favorirono lo sviluppo della società ateniese verso una piena democrazia. Favorì la partecipazione dei poveri alla vita politica, stabilendo un compenso per i cittadini che ricoprivano cariche pubbliche. l’età di PericleNel 451 a.C. propose la legge per cui potevano diventare cittadini ateniesi solamente coloro i quali avessero entrambi i genitori con la cittadinanza. Tali modifiche sono state ripetutamente dibattute e contestate. Tuttavia queste riforme giovarono alla polis poiché, con i soldi della Lega, Atene finanziava la sua amministrazione.

Pericle trasformò la Lega delio - attica in una archè ateniese. La parola archè può essere tradotta con dominio, regno e anche impero. Il fatto che i membri della Lega delio - attica si fossero trasformati da alleati in sudditi di Atene, ha indotto gli storici ad affermare che con Pericle nacque un vero e proprio impero, la cosiddetta età di Pericle. Egli riuscì in seguito ad ottenere una pace con Sparta e a dare il via al suo programma di imperialismo pacifico, culminato nella fondazione delle colonie di Thurii e di Anfipoli.

Pericle morì nel 429 a.C. a causa di un’epidemia di peste, che falcidiò la popolazione di Atene e di cui cadde vittima anch’esso.

L'eredità culturale di Pericle

Fritz Schachermeyr (1895-1987) fu uno storico austriaco, professore all’ Università di Vienna.

Egli mise a paragone le due immagini di Pericle, per comprenderlo meglio. La prima è l’immagine del grande riflessivo “uomo classico” e ciò corrisponde di fatto alla sua natura. Si trovava in difficilissime condizioni politiche ed era ostacolato dall’ostilità persiana e dalla concorrenza con Sparta. Inizialmente fu spinto da Efialte verso una strada prevalentemente autoritaria e soprattutto sempre in conflitto con gli umori del popolo sovrano. Pericle riuscì non solo a donare ad Atene e al mondo il Partenone, i Propilei e altre magnifiche opere d’arte, ma riuscì anche a sviluppare con la sua idea esemplare lo stato culturale. Inoltre, egli proponeva l’unificazione di diverse religioni: da una parte vi era quella nella patria, nello stato e nei sui fondamenti storico culturali, dall’altra parte vi era un ideale senza limiti, libero da vincoli e che tendeva all’espansionismo. Questo ideale non doveva essere appoggiato con un atteggiamento indifferente ma bisognava recepirlo con animo tollerante.

Atene non doveva soltanto recepire il libero ideale agendo dall’esterno, ma doveva prenderne parte attiva: l’Attica doveva divenire rifugio dello spirito ricreativo. Tale impresa era molto complicata ma Pericle volle affrontare questo rischio nella cosiddetta età di Pericle. L’ideale di uno stato di cultura e della sua libertà religiosa avvenne dapprima nella democrazia attica e poi nella monarchia ellenistica e romana. Ciò avvenne in un momento in cui lo stile dell’età classica aurea era diventato maturo. Solo così l’opera periclea ottenne la sua consacrazione e Pericle era considerato l’uomo giusto per l’età classica.

Il simbolismo di Atene e la crisi

Atene è il simbolo di ogni stato e città di cultura. L’età classica ebbe delle aspirazioni troppo elevate che non potevano essere a lungo tempo tollerate. Vi fu un breve periodo di pausa ma vennero stimolate le forze del disordine,come ribellioni. Ciò ha rappresento un momento di pace, ma successivamente questo ha generato il contrario, in quanto l’idea della tolleranza non era ancora formata. Le forze che insorsero erano molto differenti ma furono tutte accumunate e animate da un atteggiamento distruttivo e dall’aspirazione alle novità. Questa forma di protesta fece perdere ad Atene il comportamento civico statale e accrebbe l’individualismo e l’egoismo edonistico. Pericle capì che l’idea statale attica era in pericolo e si irrigidì cercando di difendersi. Il suo improvviso cambiamento diede vita alla seconda immagine di Pericle: quella del combattente disperato in lotta contro le forze avversarie. Quando crollò la morale civica egli ricorse alla guerra. Pericle sperava di provocare una rigenerazione degli animi, ma riuscì solo a peggiorare la situazione, anche se questa era l’unica via di uscita, cercando di salvarsi con mezzi non opportuni e lui stesso lo divenne.

Le due immagini di Pericle

Anche se le due immagini di Pericle sono differenti si riscontra in esse lo stesso ethos, ovvero le capacità morali, e il suo altruismo. Sottovalutò i pericoli a cui andava in contro ospitando ad Atene i suoi amici Anassagora, Aspasia, e Fidia che poi furono condannati, per motivi differenti, e furono allontanati da Atene. Pericle non si fece intimorire dal fallimento personale che la guerra poteva dargli, e per questo morì. Egli diventò un mediatore del passato e del futuro. Il passato era caratterizzato dalla fede verso gli Dei, dalla creatività artistica e dall’ideale democratico, il futuro, invece, dal pensiero razionale e da una libertà fondata sulla tolleranza. Ricordiamo la città di Atene non per le opere militari e organizzative, ma bensì per la politica culturale periclea che non si fondava sugli aspetti spirituali ma su quelli culturali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Pericle nella transizione verso la democrazia ad Atene?
  2. Pericle ha attuato riforme che hanno favorito la partecipazione dei poveri alla vita politica, stabilendo compensi per le cariche pubbliche, contribuendo così allo sviluppo di una piena democrazia ad Atene.

  3. Come ha trasformato Pericle la Lega delio-attica?
  4. Pericle ha trasformato la Lega delio-attica in un'archè ateniese, facendo sì che i membri passassero da alleati a sudditi di Atene, segnando l'inizio di un vero impero durante la sua età.

  5. Quali sono le due immagini di Pericle descritte da Fritz Schachermeyr?
  6. Le due immagini di Pericle sono quella del "grande riflessivo uomo classico" e quella del "combattente disperato", entrambe caratterizzate da un ethos morale e altruista, ma con approcci diversi alle sfide politiche.

  7. In che modo Pericle ha contribuito alla cultura e all'arte di Atene?
  8. Pericle ha donato ad Atene opere magnifiche come il Partenone e i Propilei, sviluppando un'idea esemplare di stato culturale che ha influenzato la democrazia attica e le future monarchie ellenistiche e romane.

  9. Quali sono state le conseguenze della crisi morale ad Atene durante il governo di Pericle?
  10. La crisi morale ha portato a ribellioni e a un aumento dell'individualismo e dell'egoismo, costringendo Pericle a ricorrere alla guerra nel tentativo di rigenerare gli animi, ma peggiorando ulteriormente la situazione.

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