Concetti Chiave
- Dopo l'assassinio di Domiziano, Nerva fu proclamato imperatore, segnando una discontinuità con l'epoca flavia e l'autocrazia tirannica.
- L'Età degli Antonini si caratterizzò per una stabilità politica e una collaborazione con il senato, insieme a riforme sociali e culturali significative.
- Traiano, noto per le sue conquiste, espanse l'impero riducendo la Dacia e conquistando l'Arabia Petreia, celebrando le vittorie con la colonna Traiana.
- Adriano modificò la politica espansionistica di Traiano, cedendo territori rischiosi e costruendo il Vallo di Adriano, promuovendo al contempo la cultura ellenistica.
- Commodo rappresentò una rottura con il passato, trascurando la difesa dell'impero e cercando il favore popolare, il che portò alla sua uccisione nel 192.
Transizione dopo Domiziano
Dopo l’assassinio di Domiziano nel 96 fu proclamato imperatore l’anziano senatore Nerva: si segnò quindi una discontinuità rispetto all’epoca flavia, soprattutto rispetto alla sua ultima fase autocratica e tirannica.
Si succedettero poi imperatori che non erano imparentati con i loro predecessori ma che erano stati adottati in quanto ritenuti idonei al governo dello Stato.
Qual è la politica degli imperatori Antonini?
L’Età degli Antonini mostra da un lato una relativa stabilità politica interna e dall’altro un’evidente tendenza all’espansione e al consolidamento dell’impero. Roma quindi visse in questo periodo una fase di equilibrio e prosperità.
Gli imperatori Antonini cercarono una forma di collaborazione con il senato, garantendo rispetto formale che altri imperatori gli avevano negato.
Riforme sociali e culturali
Per quanto concerne la politica sociale si promosse la nascita di organizzazioni collegiali a base professionale, si favorì un più ampio accesso alla cultura, tramite l’istituzione, per opera di Traiano, degli alimenta (prestiti erogati dallo Stato per l’istruzione).
Sotto i principi Antonini ci fu quindi una completa trasformazione dell’impero che consisteva anche nella progressiva riduzione delle distanze tra l’Italia e le province. La concessione della cittadinanza romana ai provinciali però fu ancora un fatto limitato: ad ogni modo l’impero stava diventando una realtà ecumenica (con l’aspirazione a diventare universale), unificata dalla lingua e dal diritto di Roma e aperta alle esperienza multiculturali.
Traiano e le sue conquiste
Dopo il breve principato di Nerva succedette a capo dell’impero Traiano: egli era di origine spagnola, fu adottato da Nerva qualche tempo prima della sua morte.
Egli instaurò una politica di pacificazione sociale fatta di rispetto del senato ma anche di aiuto ai ceti medi (alimenta) e di attenzione alle masse popolari; promosse inoltre grandi opere pubbliche, come la ristrutturazione del porto di Ostia e la costruzione del foro Traiano.
Egli è noto soprattutto per un’impressionante serie di vittorie militari che garantirono ai domini di Roma la massima espansione: le due guerre contro i Daci, con la conseguente riduzione della Dacia a provincia; la riduzione a provincia dell’Arabia Petreia; e le campagne contro i Parti.
Dopo la vittoria contro i Daci, Traiano fece erigere la colonna Traiana, le cui decorazioni illustrarono le imprese delle guerre daciche.
Adriano e la difesa dei confini
Il suo successore Adriano dovette modificare la politica espansionistica traianea per rafforzare la difesa dei confini: cedette territori su alcuni fronti troppo rischiosi come la Mesopotamia e l’Assiria e costruì in Britannia la celebre fortificazione Vallo di Adriano.
Adriano aveva una grande passione per la cultura ellenistica: visse per ben due anni ad Atene e fece costruire la Villa Adriana di Tivoli, nella quale fece riprodurre molti edifici greci.
Adriano, prima di morire, adottò l’italico Antonino Pio, che divenne il suo successore.
Egli perseverò la strategia adrianea della difesa dei confini, diede nuovo impulso alla politica traianea degli alimenta e fu molto tollerante nei confronti di religioni estranee.
Per garantirsi la successione adottò i nipoti Marco Aurelio e Lucio Vero.
Marco Aurelio e le sfide militari
Marco Aurelio, che nella prima parte del suo regno fu affiancato dal Fratello Lucio Vero, è ricordato come l’imperatore filosofo: educato alle lettere e alla filosofia stoica fu autore di una pregevole opera di meditazione (i Ricordi).
Durante il suo regno fu però costretto a fronteggiare i danni della peste e ad un costante impegno militare: sotto Marco Aurelio infatti si manifestarono, con le incursioni dei Parti e delle popolazioni germaniche nordiche (come i Quadi, i Marcomanni e gli Iazidi), i primi segni della vulnerabilità di questo impero.
Morì nei pressi di Vienna impegnato in azioni militari.
Commodo e la rottura con il passato
Successe a Marco Aurelio il figlio Commodo: il primo degli Antonini a non essere adottato dal suo predecessore.
La sua politica rappresentò una rottura clamorosa con il passato: venne frettolosamente ai patti con i nemici combattuti dal padre, mostrando scarsa cura per la difesa dell’impero; governò cercando il favore del popolo, offrendo donativi alla plebe e organizzando spettacoli e giochi; tentò di imporre la divinizzazione della propria persona.
Molte furono infatti le forme di opposizione nei suoi confronti, che culminarono in una congiura ai suoi danni nel 192, nella quale venne ucciso.
Influenze culturali e letterarie
Il clima politico conciliante ha senza dubbio favorito la cultura romana e la letteratura: pervase sia da tendenze “arcaiste”, intenzionate a recuperare la lingua e lo stile del latino delle epoche passate, sia da una inclinazione verso il mondo greco-ellenistico.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale discontinuità politica dopo l'assassinio di Domiziano?
- Quali furono le caratteristiche della politica degli imperatori Antonini?
- Quali riforme sociali e culturali furono promosse durante l'era degli Antonini?
- Come si distinse Adriano nella sua politica rispetto a Traiano?
- In che modo Commodo rappresentò una rottura con il passato?
Dopo l'assassinio di Domiziano nel 96, Nerva fu proclamato imperatore, segnando una discontinuità rispetto all'epoca flavia, caratterizzata da un'autocrazia tirannica.
Gli imperatori Antonini si distinsero per una stabilità politica interna e un'espansione dell'impero, cercando una collaborazione con il senato e garantendo un rispetto formale che era stato negato in precedenza.
Sotto i principi Antonini, si promosse la nascita di organizzazioni collegiali e un accesso più ampio alla cultura, con l'istituzione degli alimenta per l'istruzione, contribuendo a una trasformazione dell'impero verso una realtà ecumenica.
Adriano modificò la politica espansionistica di Traiano per rafforzare la difesa dei confini, cedendo territori rischiosi e costruendo il Vallo di Adriano, mentre promuoveva anche la cultura ellenistica.
Commodo, primo imperatore non adottato, mostrò una scarsa cura per la difesa dell'impero, cercando il favore del popolo con donativi e spettacoli, culminando in una congiura che portò alla sua morte nel 192.