pexolo di pexolo
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Imperatore Adriano


A Traiano successe il cugino prescelto Adriano (117-138 d.C.), che capì perfettamente la difficoltà dell’Impero di continuare una politica espansionistica come quella avviata da Traiano, mentre si dedicò alla difesa dell’Impero, che condivise con il successore Antonino Pio (138-161 d.C.); quello di Adriano è un importante momento per quanto riguarda il rapporto tra l’Impero ed i popoli limitrofi, perché segnò l’epoca delle grandi fortificazioni difensive dislocate lungo il limes. L’esempio più significativo è dato dal Vallo di Adriano, in Scozia, che doveva difendere l’Impero dagli assalti delle popolazioni barbariche scozzesi; una tale opera difensiva, costituita da un muro di pietra alto circa 3 metri costruito con materiali anche meno imponenti della pietra, dalla costa Atlantica congiungeva quella del Mare del Nord e, ad intervalli regolari, era presieduto da torri di avvistamento, fonti di presidio. Esso doveva essere, più che altro, un segno dell’Impero, che ormai voleva difendersi e non più espandersi come un tempo, quando i confini erano determinati da fiumi e molte realtà favorivano l’osmosi, più che la divisione (contatti, scambi, relazioni). L’età degli Antonini (sebbene l’unico sovrano antonino sia stato l’ultimo, cioè Antonino Pio) indica un periodo, nella storia dell’Impero, contrassegnato da caratteristiche comuni: espansione territoriale e consolidamento dei confini, stabilità politica, sviluppo dei traffici, diffusione della cultura, scelta del migliore nella successione imperiale; non vigeva un’eredità diretta in forma dinastica, ma la proclamazione del principe perché migliore, attraverso un successore designato che veniva adottato dal predecessore come proprio figlio ed assumeva così il titolo di Cesare.
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