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L'origine delle popolazioni greche

Provenìenza:
I greci pensarono per tutta la loro esistenza di discendere tutti dagli elleni.
Questa teoria è stata mantenuta per molto tempo ma ora,secondo gli storici odierni, la popolazione greca si formò dalla migrazione di famiglie e contadini provenienti da Ucraina,Balcani e Turchia che cercavano un posto dove stare e terre da coltivare.
La popolazione greca, benchè non avesse vie di comunicazione, restò isolata per molto tempo e in questo tempo nacquero i primi gruppi linguistici: i dori che stavano nel sud del Peloponneso, gli joni che popolavano la pianura Attica,le isole egee e le coste turche, gli eoli che si stanziarono nella grecia continentale e i ciprioti che si trovavano a Cipro e a Arcadia.
Dove sorgevano le città micene prima della grande crisi, sorsero villaggi popolati da qualche centinaio di contadini che lavoravano sulle terre dei possidenti terrieri che divennero i nuovi nobili.

Il medioevo ellenico:
Il periodo compreso tra la distruzione del popolo miceno e l'VIII secolo a.C. è chiamato medioevo ellenico perché sta a significare un periodo rozzo e scuro dove la scritturo mancò per cinque secoli.
In questo periodo si ebbe modo di provare nuove forme sociali,politiche ed economiche dopo le quali sorsero numerosi villaggi che sarebbero diventati le nuove città.
Grazie alle nuove tecniche agricole provenienti dall'Asia occidentale, la popolazione cominciò ad aumentare.
I villaggi erano costituiti da una grande casa dove chiamata oikòs; dove i nobili si riunivano.
Verso l'VIII secolo a.C. alcuni villaggi cominciarono a unirsi per motivi di difesa o per culti comuni e così,intorno a un colle,nacque Atene.

Opportunità e problemi:
Nelle città c'erano pochi nobili, venivano chiamati basilèis che vuol dire “re” ma compandavano solo le loro famiglie e nulla di più.
Nelle città crebbe il numero di artigiani e quindi si cominciò a commerciare sull'Egeo e sorsero i primi empori sulle coste turche e siriane.
Si crearono anche dei problemi; il primo stava nel fatto che c'era una profonda divisione tra nobili e resto del popolo, il secondo fu la crescita demografica che indusse a cercare nuovi territori.
Nel 770 a.C. degli immigrati fondarono una città a Iscia e da li si formarono altre colonie; questo processo fu chiamato “magna grecia”.

I poemi omerici
All'inizio del VIII secolo, i greci di al-Mina, copiarono la scrittura fonetica fenicia e vi ci aggiunsero le loro vocali; così nacque il loro alfabeto.
A partire da questo periodo possiamo trovare fonti scritte dalla quale possiamo ricostruire abitudini e altro.

Le prime fonti scritte furono l'Odissea e l'Iliade che probabilmente vennero scritte per i nobili che desideravano sentire le storie della guerra di Troia avvenuta nell'XII secolo.
Queste storie erano narrate nei lunghi banchetti ma non erano semplici riunioni,dette anche “simposi” erano momenti in cui ci si identificava con gli eroi protagonisti dei racconti.
A recitare queste opere ai banchetti,erano gli Aedi che col tempo modificavano i racconti e li trasmettevano oralmente ai loro allievi; ma non appena fu inventata la scrittura, i poemi vennero trascritti.
Secondo gli antichi, l'autore di questi poemi fu Omero ma a detta degli storici è al quanto improbabile e dopo anni di ricerche e studi hanno abbandonato l'idea di identificare Omero.

Gli eserciti oplitici:
I racconti Omerici ricordavano ai nobili tempi che via via andavano scomparendo e dove anche la guerra era diversa.
Prima dell'VIII secolo solo i nobili possedevano la terra ma poi, a partire dall'VIII secolo vi furono altri piccoli proprietari terrieri, aprirono nuove botteghe, i porti cominciarono a essere colmi di mercanti e le persone a potersi permettere delle armi; in ferro aumentarono.
Gli eserciti non erano più formati da nobili ma da contadini pronti a battersi per difendere i propi terreni.
Questi contadini furono chiamati “opliti” e prendono il nome da “òpla” che vuol dire armi.
L'equipaggiamento di un contadino era composto a una spada, una lancia, un elmetto, protezioni per le gambe e uno scudo di ulivo chiamato òplon.
L'òplon era privo della parte destra perché era difesa dallo scudo del compagno accanto; quando attaccavano assumevano una formazione detta “falange” nella quale si coprivano l'uno con l'altro.

I combattenti si allenavano duramente prima delle battaglie e anche se un elemento si feriva, doveva restare in riga per non mettere a rischio i compagno accanto che copriva con la parte di scudo.

LA pòlis:
Dopo l'VIII secolo i contadini cominciarono a voler parlare sempre di più alle assemblee e così nacque un nuovo tipo di città, detta pòlis.
La parola “pòlis” ha assunto più significati nel corso della storia e per questo non è possibile tradurla ma sappiamo con certezza che era una struttura politico sociale diversa dalle altre.

La pòlis e le sue leggi

Fra il VII e VI secolo a.C. sorsero in tutta la Grecia un sacco di pòlis.
Le pòlis erano comandate da magistrati che non mettevano in atto le loro decisioni, ma quelle del consiglio i quali componenti venivano ammessi secondo criteri diversi da pòlis a pòlis e in cui le donne,gli schiavi e gli stranieri erano sempre esclusi.
Le decisioni del consiglio venivano discusse all'assemblea che veniva svolta nell'agorà,la piazza principale della pòlis, insieme a tutti i cittadini e dopo l'approvazione; il magistrato le emanava ufficialmente.
Anche i componenti delle assemblee variavano da pòlis a pòlis; per esempio ad Atene facevano parte dell'assemblea solo coloro che potevano pagarsi le armi.
La legge, una volta approvata, veniva incisa su una tavoletta di marmo poi affissa in un luogo pubblico o scritta su foglio di papiro e conservata negli archivi.

La Costituzione:
La pòlis era una struttura economica sociale nuova che gli storici hanno paragonato a una “società per azioni” in cui i cittadini sono gli azionisti.
Sorse il bisogno di un nuovo tipo di legge, una legge generale che non trattava di argomenti singoli, una “regola delle regole”.

Noi la conosciamo come costituzione, questa fu inventata nelle pòlis e al popolo venne fatto credere che venne mandata da un dio.


La cultura unifica i greci

La disunificazione delle pòlèis greche:
Le pòleis non furono mai capaci di unirsi sotto un unico regno e di creare federazioni perché spesso erano in conflitto fra loro. Secondo gli storici; la causa dei conflitti era dovuta dalla conformazione fisica del territorio che offriva poche vie di comunicazione, dalle idee politiche differenti e dalla gelosia per la propria indipendenza.
Altre cause dei conflitti erano dovuti ai fatti di pirateria e in oltre a discussioni sui confini e a luoghi dove far sorgere colonie; in più non esistevano tribunali internazionali.
C'era il rischio di guerre generalizzate a tutte le pòleis; ma i greci riuscirono a non farle scoppiare bloccando ogni sorta di conflitto con giochi, oracoli, santuari e feste.
Con queste pratiche ci si sentiva un popolo unito e che parlava la stessa lingua, mentre chi non ne era capace era un “barbaro”.

La religione :
Secondo i greci, gli dei erano da per tutto: nei fiumi,nelle sorgenti e in generale nella natura. Avevano molti dei che raffiguravano con sembianze umane e i quali vivevano la loro vita immortale sul monte Olimpo. I greci gli rendevano omaggio tramite sacrifici di animali e donazione di gioielli,tesori e stoffe preziose.

I giochi:
I giochi olimpici greci iniziarono nel 776 a.C e si svolsero regolarmente ogni quattro anni presso il santuario di Zeus e Olimpia. I giochi avevano un forte valore per i greci tanto che il loro calendario era basato su questi.
Gli atleti dei giochi erano uomini liberi provenienti da tutte le pòlis che gareggiavano in varie discipline.

Il vincitore tornava nella sua terra natale come il vincitore di una battaglia militare.
Durate i giochi c'era una tregua di tutti i conflitti.

I santuari:
Ogni pòlis aveva una divinità protettrice a cui erigeva un santuario ma erano presenti svariati luoghi di culto disseminati a giro.
Secondo i greci i santuari erano i luoghi dove un dio stava fisicamente e quindi vi si recavano in pellegrinaggio dopo una battaglia o un impresa importante e vi portavano le armi dei nemici uccisi, che venivano fuse per creare statue, o elmi che venivano custoditi. A Olimpia furono ritrovati 100.000 elmi di bronzo portati in dono.

Gli oracoli:
Presso i santuari ci si recava anche prima di prendere decisioni importanti. Qui gli oracoli ascoltavano i fedeli e davano le loro risposte che venivano interpretate dai sacerdoti, che poi le trasmettevano agli ambasciatori delle pòlis.
Le domande degli ambasciatori erano quesiti sulla politica interna e quindi potrebbe sembrare ingenua la richiesta di tali domande, ma visto che tutti si recavano a Delfi per domande del genere, i sacerdoti conoscevano la politica internazionale e potevano dirigere le spedizioni in modo opportuno.
L'oracolo assicurava la pace internazionale visto che assecondava i più forti.
I greci consideravano Delfi l'ombelico della terra.


I problemi delle pòlis:
Seppure l'economia e il benessere delle polìs nel VII e VI secolo fosse elevato,c'erano numerosi problemi sociali. Questi problemi erano dovuti alle disparità tra contadini e nobili; i nobili prestavano spesso denaro a contadini ma lì dove qualcuno non poteva pagare, questi intervenivano per renderli schiavi o per sottrarre loro la terra.
C'erano poi moltissimi artigiani e mercanti che contribuivano all'aumento delle truppe oplitiche ma rivendicavano un adeguata rappresentanza politica.
Grazie alla colonizzazione questi problemi diminuirono ma ci furono svariate guerre sociali. I greci chiamavano questo periodo stais.

Le tirannidi:
Per arginare i vari problemi, nel VI secolo, nelle pòlis si provò a usare le tirannidi. Il tiranno era un nobile che si impadroniva di tutto il potere però senza modificare la costituzione. Il funzionamento delle assemblee e dei consigli rimase invariato ma i cittadini non poterono più scegliere i magistrati.
I tiranni servivano ad eliminare e/o marginare i problemi di una polis e potevano anche eliminare famiglie di nobili ostili alla polis stessa e in oltre aiutavano i poveri con doni e sussidi.
le tirannidi furono molto importanti per proteggere le arti e la religione e durante il loro periodo vennero realizzati numerosi lavori pubblici.

Sparta:
Sparta non conobbe mai le tirannidi per due motivi, il primo era che il territorio spartano,cioè la Laconia, era un territorio molto vasto e coltivabile, il secondo era che l'organizzazione sociale di questa città era molto ben strutturata e resero questa pòlis famosa ancora oggi.
Secondo gli spartani,il re discendente da Zeus, conquistò la pianura greca ma a parte la leggenda ci fu veramente una guerra nel VIII secolo per conquistare la Messenia, gli spartani conquistarono questo luogo e gli abitanti e quindi ebbero 10000 kmq di territorio,tra l'altro il più coltivabile.
Durante la guerra dell'VIII secolo venne elaborata la costituzione spartana che questi attribuirono ad apollo, questa costituzione rese sparta una macchina da guerra.

Le divisioni sociali:
La popolazione spartana era divisa in molte caste.
Gli spartiati erano cittadini liberi, in genere proprietari terrieri o soldati, i quali se ne contavano 9000 nel V secolo ma andavano riducendosi col trascorrere delle guerre.
L'assemblea degli spartiati si chiamava Apella e si svolgeva in campagna, qui si discuteva delle decisioni prese al consiglio degli anziani, chiamato gherusia, e in seguito le decisioni erano applicate dal re. Nel frattempo cinque efori verificavano che tutto si svolgesse secondo la costituzione.
Il problema di sparta era la sproporzione tra spartiati e resto della popolazione che contava oltre 200000 individui.
Di questi 200000 individui facevano parte i pericei che provenivano da altre polis ed erano liberi ma non godevano di diritti.
Però, la maggior parte del popolo era costituito dagli iloti che erano i discendenti dei messeni; questi erano contadini che venivano trattati come animali.
Visto che erano numerosi, facevano paura al resto di Sparta e quindi ogni segno di rivolta era soppresso violentemente, addirittura erano presenti squadre di giovani incaricati a dare la caccia ai ribelli.

Le virtù spartane:
Per gli spartani la salute fisica era molto importante, quindi i bambini non adatti a lavorare e ad allenarsi venivano abbandonati su una rupe.
Una volta cresciuti venivano tolti dalle famiglie e da cominciavano ad allenarsi duramente, questi imparavano a sopportare freddo e fame e a combattere, a fine addestramento erano dei soldati temuti in tutto il mondo greco e non solo .

La fondazione di Atene

Nel V secolo a.c., gli ateniesi si inventarono di essere “autoctoni” cioè di essere nati proprio nell'Attica,una regione che sostenevano essere stata causa di guerra tra Atena e Poseidone ma in realtà questa polis si formò in seguito a un processo di sinecismo.
All'inizio ci fu un re che governò Atene insieme a dei nobili ma col tempo il potere andò ai nobili stessi che eleggevano una magistratura a vita formata da 9 arconti.
Nel 692 a.c la magistratura divenne annuale per far girare il potere verso tutte le famiglie di nobili.
Quando gli arconti cessavano la loro attività di magistratura entravano a far parte del aeropago cioè un consiglio degli anziani.

La legislazione di Dracone:
Col passare del tempo nacquero molti conflitti sociali che fecero cadere Atene nella stasis. Cilone era un nobile che cercò di diventare tiranno ma venne ucciso e dopo la sua morte vennero compiute altre vendette.
A riportare l'ordine intervenne Dracone che instituì una democrazia che funzionò bene ma era sanguinosa e inflessibile.

La riforma di solone:
Solone era un legislatore colto e saggio che fu nominato arconte e l'assemblea ateniese gli conferì pieni poteri.
Solone soddisfece parzialmente i nobili, lasciandogli le terre, e parzialmente i contadini, annullando i loro debiti.
La sua democrazia non fu egualitaria ma seppe riportare l'ordine in città.
Quest'ordine fu portato anche dalla divisione che Solone fece; divise il popolo in pentacosiomedinmi, la parte più ricca della popolazione, in hippeis che erano militari a cavallo, in zeugiti che costituivano la fanteria e in teti che erano formati da contadini e dalla parte povera del popolo.
Le prime 2 classi potevano nominare gli arconti ,gli zeugiti avevano incarichi minori e potevano entrare nei tribunali e i teti potevano partecipare all'ekklesia cioè l'assemblea del popolo.
Gli argomenti discussi all'ecclesia erano preparati nella bulè e infine esisteva l'Eliea che era un tribunale dove si faceva ricorso per i delitti di sangue.

Pisistrato:
La stasis continuò a esistere quindi intervenne Pisistrato con un esercito e si nominò tiranno, fu molto bravo e seppe portare la pace.
Grazie a lui i commerci aumentarono e quindi creò una nuova monete (la dracma) e diede inizio a un imponente opera di edilizia.
Organizzò le feste panatenaiche che erano delle feste nella quale gareggiavano poeti e atleti.
I poemi omerici, ricopiati più volte vennero aboliti e ne fu scritta una copia definitiva sotto ordine di pisistrato.
Venne celebrata la prima festa di primavera in onore del dio Dioniso nella quale si svolgevano concorsi teatrali.
Una volta morto Pisistrato, suo figlio Ippia prese il suo posto ma non era ben visto, soprattutto dagli aristocratici che complottarono contro di lui.
Gli aristocratici si rivolsero a Sparta e nel 510 a.c. l'esercito spartano abbatté la tirannide.

Clistene:
Dopo il 510 a.c. gli spartani vollero immettersi negli affari politici degli atenesi e si ricadde in crisi.
Si decise di riscrivere la costituzione e questo compito venne dato a Clistene . Secondo Clistene la causa della crisi erano le tribù di nobili che erano 4 ma le fece diventare dieci. L'attica era divisa in 140 distretti chiamati demi e a questi demi vennero accorpate le tribù che avevano il compito di eleggere 10 rappresentanti per la boulè. In pratica ogni tribù fu divisa nelle trittie ognuna composta da demi ciascuna di natura diversa.
Ogni tribù doveva fornire dei soldati pronti ad eventuali guerre.

La seconda riforma di Clistene fu una riforma democratica, infatti i rappresentanti eletti per andare alla boulè erano 500,troppi,quindi venivano nominati mensilmente 50 consiglieri e alla fine dell'anno di dieci mesi tutti i rappresentanti potevano fare parte del consiglio. Il gruppo di consiglieri era chiamato “pritania” e ogni giorno si eleggeva a sorte il presidente della boulè, questo metodo dava garanzie che la tirannia non si presentasse.
Nacque l'ostracismo che era un metodo con la quale degli individui pericolosi verso la democrazia venivano esiliati tramite voto segreto espresso su dei cocci. Questo metodo però era un arma a doppio taglio perché gruppi di persone potevano scegliere di votare una persona per farla esiliare.

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