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Alarico, durante l’invasione di Roma fra i prigionieri cattura Galla Placidia, figlia di Teodosio e sorella di Onorio. Dopo il sacco, A. scende a Sud con i suoi uomini: vuole arrivare in Calabria, allora Bruzio, per passare in Sicilia e poi in Africa. Lo storico dei Goti Giordane racconta però che giunto lì si è ammalato ed è morto. I Visigoti essendo egli morto vicino a un fiumicello, il Busenzo, zona di Cosenza, avrebbero deviato temporaneamente il corso di questo per seppellirlo assieme ad un tesoro nel letto del fiume, lasciato poi nuovamente scorrere. Ad Alarico succede alla reggenza dei Visigoti Ataulfo. Questo, verificato che la Calabria era priva di risorse, nel 411 torna n Liguria con l’intenzione di puntare alla Gallia, dove giungono nella primavera del 412. Trovano una situazione caotica perché, oltre alla Bacaude c’era il regno di Costantino III. La zona più a sud è desolata e devastata ma i proprietari latini, quando arrivano i Visigoti gioiscono perché non c’era nulla di più terribile del fiscalismo Romano.

Li accolgono anche sperando nella difesa dei Vandali. Per Onorio e per il governo imperiale di Ravenna, l’imperio di Costantino III è un problema: chiede a un comandante Illirico, Costanzo, gloriandolo con il titolo più alto, quello di Patrizio dell’occidente di sbarcare in Gallia, espugnare Arelate, capitale del regno di C.III e ucciderlo. Costanzo, oltre che un eccellente guerriero era anche un ottimo politico e capisce una cosa: Alani, Burgundi e altre tribù che erano entrate con i Vandali erano molto meno refrattarie ad assimilare la cultura Romana. C. cerca l’alleanza con loro per combattere i Visigoti e i Vandali. Contatta gli Alani e gli propone che se avesse liberato l’Aquitania, appoggiando i Latini in battaglia sarebbe stato a loro donato il territorio fra l’alto corso del Reno e il Rodano. Questa porzione prende infatti il nome di Burgundia. Viene stilata una nuova forma dell’ Hospitalitas. Il 412 vede il riconoscimento da parte della corte di Ravenna dei primi regni Romano-Germanici. il territorio sottomesso a questi re barbarici resta sottomesso all’impero Romano. Il re ha il comando dell’esercito interamente composto da barbari e gli abitanti latini di quelle terre diventano sudditi del re barbaro, non devono più pagare tasse all’impero romano ma cedere un terzo delle loro terre agli ufficiali invasori. Continuano ad esser amministrati a livello civile secondo Roma, mentre i barbari continuano a praticare i loro costumi. Grazie all’alleanza con Alani e Burgundi Costanzo riesce a reprimere e contenere molto le scorrerie di Vandali e Visigoti. Questi ultimi in particolare sono in difficoltà e Ataulfo, che aveva compreso che era il caso di trovare una nuova alleanza con l’impero chiedere a Galla Placidia di sposarlo. Lei accetta. Le nozze vengono celebrate con rito Romano a Narbon nel 414. I romani ora non possono fargli guerra. Ataulfo volendo dimostrare all’imperatore di Ravenna che non ha cattive intenzioni scende in Spagna, nella zona di Barcellona dove nasce il loro primo figlio. Nello stesso 415 Ataulfo però muore. Galla è in una situazione difficile, perché pur essendo vedova ha contro tutti gli ufficiali. Il loro capo è Vallia, il quale porta avanti l’idea originaria. Cerca l’accordo con Costanzo: Galla in cambio del permesso di insediamento secondo l’Hospitalitas nella parte occidentale della Gallia Narbonense. Nell’autunno 416 Galla viene consegnata e i Visigoti vanno ad insediarsi.

Costanzo gli ha riconosciuto il diritto di farlo, e in quanto ottimo politico chiede ad Onorio che gli dia in moglie Galla. 4 anni dopo il primo matrimonio fa il secondo a Ravenna. La posizione di Costanzo si rafforza e nasce Valentiniano III, che richiama la politica di Teodosio e lascia di fatto il controllo nelle mani di Costanzo e Galla. Intanto Vallia caccia gli Alani allargandosi fino all’oceano. Gli Alani si spostano dunque nel nord del Portogallo, allora Lusitania. Era riuscito ad eliminare le bacaude e anche i Vandali tendevano a scendere verso sud. Nel 418 Onorio riconosce il regno dei Visigoti con capitale Tolosa come tipico regno Romano-Germanico. Nei territori occupati da loro però prendono due terzi dei proprietari latini che sono ugualmente contenti.

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