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L'impero Romano d'Oriente


La città più importante d'Oriente è Costantinopoli; nel 476 ad est c’è l'imperatore Zenone e l’impero d’Oriente resiste rispetto all'Occidente perché:
• avevano l'esercito più potente;
• una vita cittadina molto fiorente;
• un commercio molto sviluppato con India, Cina e Persia;
• aveva una struttura burocratica solida, il cuore dell'organizzazione era il sacro palazzo dove risiedeva l'imperatore chiamato "Basileus", che e aveva un potere assoluto: era considerato difensore dello Stato e protettore della religione.
L’imperatore poteva nominare i vescovi ed interveniva nelle questioni religiose; l'autorità civile e quella religiosa erano riunite nella figura dell'imperatore. Questo rapporto tra sfera civile e sfera religiosa prende il nome di Cesaropapismo.
L'imperatore più importante in questo tempo fu Giustiniano (527-565) egli aveva ereditato il suo potere da suo zio Giustino e si circonda di vari collaboratori tra cui sua moglie, l’imperatrice Teodora.
Lui decide di riordinare l'amministrazione dello Stato: rinnova il sistema giuridico, istituisce una commissione di giuristi a cui viene dato il compito di raccogliere le leggi esistenti e riunirle in un'unica opera chiamata Corpus Iuris Civilis che viene pubblicato tra il 533-534.

L’Impero Romano si era sempre considerato universale; per questo motivo i sovrani dei regni romano-barbarici non potevano chiamarsi “re dei Romani”. Questi sovrani erano considerati usurpatori; per questo motivo dovevano essere sconfitti.
1. Il primo obiettivo era riconquistare l'Africa settentrionale dove c'erano i Vandali questa missione fu affidata a Belisario (un comandante) che porta a termine la spedizione con una vittoria nel 532.
2. Il secondo obiettivo era la Spagna dove c'erano i Visigoti; anche la Spagna venne conquistata, ma l'obiettivo principale era l'Italia dove erano presenti gli Ostrogoti.
In Italia il potere è in mano ad Odoacre che però era solo un funzionario dell'imperatore d'Oriente, nel 488 viene mandato Teodorico (barbaro vissuto a Costantinopoli) come sovrano. Con l’invio di Teodorico in Italia al posto di Odoacre l’Imperatore d’Oriente perseguiva due obiettivi: da un lato teneva sotto controllo il maggiore pericolo; dall’altro consolidava il controllo sull’Italia. Teodorico sconfigge Odoacre che si rifugiò a Ravenna fino a 493 e nel 494Teodorico prende il potere e stabilisce la capitale a Ravenna. Lui divide il potere tra Romani e Goti: ai Goti affida il controllo dell'esercito, mentre ai Romani affida l'amministrazione.
I barbari e romani erano due unità distinte, ci furono due tipi di problemi: il primo riguardava i Goti che volevano avere dei diritti politici; il secondo riguardava le religioni poiché i barbari erano ariani.

Nel 526 Teodorico muore e gli succede Atalarico (suo nipote), ma aveva solo 10 anni e quindi viene aiutato dalla madre Amalasunta (figlia di Teodorico) che cerca di proseguire la politica di suo padre, ma prende accordi segreti con Giustiniano per tutelarsi.

Nel 534 Atalarico muore e la madre si sposa con suo cugino Teodato, ma lui la fa uccidere. L'impero d'Oriente interviene perché hanno ucciso una sua alleata e per conquistare l'Italia.
Belisario va in Italia; nel 536 Teodato fu deposto e ucciso da Vitige, che si proclamò re. Per questo si scatena la guerra gotica nel 536 fino al 553, Belisario conquista Roma e Ravenna, cattura Vitige. gli Ostrogoti resistono e la guerra si protrae per 13 anni, la vittoria decisiva viene ottenuta nel 553, quando Belisario muore e arriva Narsete che uccide Totila (organizzatore dei barbari), a questo punto l'impero riprende il controllo dell'Italia e si ristabiliscono delle regole.
Nel 554 Giustiniano emana un editto, la "Prammatica Sanzione", che aveva l’obiettivo di ristabilire l’ordine in Italia e prevedeva diversi punti:
• gli schiavi e le terre conquistate dai barbari dovevano essere restituiti ai Romani;
• il governatore imperiale doveva risiedere a Ravenna per un maggior controllo;
• l'Italia viene divisa in distretti controllati da uno iudex (giudice), mentre l'esercito era controllato dal Dux (comandante);
• stabiliva anche l'aumento delle tasse.
C'è un problema sul fronte orientale: i Persiani vogliono espandersi nei territori romani. Dato che il re persiano Cosroe aveva manifestato mire espansionistiche, nel 553 Giustiniano decide di stipulare con lui una pace eterna; questo patto venne accettato solo in cambio di una tassa molto elevata.

Nel 540 Cosroe invade e distrugge Antiochia allo stesso tempo l'impero viene minacciato dagli Slavi e Bulgari.
Nel 565 Giustiniano muore, lascia l'impero in crisi e ci sono due problemi principali:
1. problema economico= le imprese militari hanno prosciugato le casse dello Stato
2. problema militare= non era in grado di proteggersi
I Persiani arrivano a saccheggiare Gerusalemme e riescono a prendere la Vera Croce, una scatola contenente un frammento di legno della croce di Gesù.
Eraclio era un generale di origini africane che viene nominato imperatore e cerca di sistemare la situazione; riesce a fermare i Persiani e riprende la vera croce tra il 626/ 630.


Per rafforzare l'esercito ordina ai contadini di prestare servizio militare in cambio di terre; decide di dividere l'impero in distretti chiamati "Temi", a capo di ogni tema viene posto uno stratego, che era un magistrato o funzionario imperiale, veniva scelto dall'imperatore e comandava il tema sia dal punto di vista politico che militare.
Al confine c'era il problema degli Slavi e dei Bulgari ed Eraclio adotta due tipi di atteggiamenti:
• da una parte inizia la politica del terrore (stragi e vittime)
• dall'altra attivo la politica di evangelizzazione perché voleva convertire i due popoli al cristianesimo per integrarli al meglio, le persone che propinavano la religione erano chiamati i missionari; i principali sono Cirillo e Metodio.
Nel 641 Eraclio muore.

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