La scelta del migliore
L’ultimo dei Flavi, l’imperatore Domiziano fu ucciso nel 96. L’atto scaturì da una congiura e diede nuovo vigore al progetto politico delle maggiori famiglie aristocratiche romane: fare del Senato la fonte del potere imperiale. Il giorno successivo all’assassinio furono infatti i senatori a scegliere il nuovo imperatore, il loro anziano e prestigioso collega Cocceio Nerva (96-98), che fu alla guida dell’impero per soli due anni.Con la scelta di Nerva iniziò il regno dei cosiddetti “imperatori adottivi”, figure designate come princeps secondo il criterio della scelta del migliore e formalmente adottate dall’imperatore regnante.
Gli imperatori che succedettero a Nerva nel II secolo non costituirono una vera dinastia, perché nessuno di loro apparteneva alla stessa famiglia, tuttavia è convenzione chiamarli “Antonini”, in riferimento a uno di loro, Antonino Pio.
Attraverso il metodo della trasmissione della carica imperiale al migliore salirono in effetti al potere figure di grandi capacità e cultura. Iniziò il periodo più florido e pacifico della vita dell’impero, durante il quale il rapporto fra Senato e imperatore assunse la forma di una proficua collaborazione.
L’ottimo Traiano
Non appena nominato imperatore, Nerva si affretto a indicare come proprio successore il più prestigioso generale dell’epoca, Ulpio Traiano, adottandolo e dichiarandolo suo erede. Traiano (98-117) si insedio alla morte di Nerva, e regno fino al 117.Era nato in Spagna da una influente famiglia aristocratica: era dunque il primo imperatore di estrazione provinciale, non proveniva ne dall’aristocrazia dell’Urbe ne da una famiglia italica. Governo in modo cosi attento alle prerogative e agli interessi della nobiltà senatoria da indurre il Senato a conferirgli il titolo onorifico di “Ottimo”.
Seppe peraltro conquistare il generale consenso della popolazione. Alla plebe di Roma piacquero le distribuzioni di cibo, gli spettacoli che fece allestire e i grandi monumenti con cui adorno la capitale.
Gli uomini di cultura ottennero sostegno e protezione; i soldati e gli abitanti di tutto l’impero apprezzarono le sue capacita militari e la decisione di riprendere, dopo molto tempo, la politica delle conquiste. Fra il 101 e il 106 Traiano allargo i confini oltre il Danubio.
Tuttavia, presto una gigantesca rivolta delle comunità ebraiche investi l’Egitto e tutte le province orientali, costringendolo ad arrestare le sue iniziative militari e il suo sogno di emulare le imprese di Alessandro Magno.