Ominide 49 punti
Il teatro del 700
Teatro tragico e drammatico

Il personaggio del Teatro Tragico non è libero di scegliere. Esso aveva una funzione di catarsi ossia di purificazione.
Nasce dal conflitto di qualcosa che non si può risolvere.
Eroe che è costretto a compiere un'azione che deve fare, agisce da cose necessarie, libertà e necessità che cerca di superare.
Nel Teatro Tragico c'è la coincidenza tra libertà e destino, c'è già un Dio che per ragioni superiori, obbliga a compiere un'azione (questioni estreme/taboo). Non può fare diversamente.
Il personaggio del teatro drammatico è libero di scegliere, ha il destino in mano. Nessun Dio ha già scritto il suo destino, libertà, nessun Dio dietro di lui.
Amleto decide di uccidere lo zio ma non lo fa e nessun Dio lo ferma.
L'Eroe è chiamato a rispondere a se stesso. Conflitti interiori. Si assume le proprie responsabilità.
Inettitutidine incapace di agire di fronte a questioni risolvibili. Non sbaglia ma è incapace di risolvere qualcosa che ha messo in piedi.
William Shakespeare - 1564, 1616

Amleto

Storia di un giovane che vuole vendicare il padre, avvelenato dallo zio. Gli si presenta l'anima/fantasma del padre e gli dice che il padre è stato avvelenato dallo zio tramite del veleno iniettato nell'orecchio.
Inettitudine di Amleto: Amleto cerca delle prove (scientifiche) perché non crede ai fantasmi. La prova più forte è quando arriva una compagnia di Teatro per mettere in scena la morte del padre. Tramite questa voleva vedere la reazione dello zio con una prova sperimentale. Lo zio reagisce male (a dimostrazione che è il colpevole) ma ci sono degli ostacoli assurdi che impediscono ad Amleto di ucciderlo. Amleto è sfidato a duello con un altro cavaliere. Il cavaliere avvelena la spada ma tramite varie peripezie non muore. Solo Amleto e Orazio si salvano. Orazio è lo spettatore/aiutante del protagonista che vede tutta la scena e la narra in III^ persona.
Amleto non si vendica dello zio. L'uccisione è d'istinto. Uomo incapace di compiere un gesto banale (uccidere lo zio). eroe immobilizzato, inetto, incapace di agire.
Sono presenti anche due donne nel testo; la madre di Amleto, per la quale Amleto prova rabbia e gelosia perché sposò lo zio. Dopo due mesi della morte del padre, Amleto prende la madre per il collo ma lei non capisce in termini affettivi. Donna ingenua, senza colpe.
L'altra donna è Ofelia, amata da Amleto. Si protegge dalla verità con la follia. Bel personaggio. Buona donna ingenua. Follia che la protegge dalla verità.

Amleto è un eroe drammatico. La morte è il tema fondamentale.

Essere o non essere = vivere o non vivere

Atto I Scena II
Empietà = come bestemmiare [1 Re (Zio) = Amleto] -> Intestardirsi al lutto
La morte come destino divino <- Dio sceglie
Padre non racconta l'aldilà al figlio per non straziarlo/esiste l'aldilà (purgatorio)

Atto III Scena I
mano - logo = rivolto al pubblico
parlare da solo - verso il buio (platea)
Tutto quello che facciamo, lo facciamo subito perché dopo c'è la morte. Dormire = morte
Ipotesi -> se sogno, imbroglio! Incubo = inferno
Suicidio = risposta alla vita ma se morte = incubo, la vita sarà meglio, meglio vivere da vigliacchi con le mediocrità del Mondo per paura dell'aldilà.
Omicidio legato alla morte del padre.
Amleto ha paura della morte. Suicidio di Ofelia, donna soggetto fragile, "fragilità" il tuo nome è donna.

Reincarnazione = qualcosa che permane eternamente e cresce attraverso qualcosa di spirituale e lo si trova nei testi antichi legati alla nascita delle religioni orientali.

Amleto (1600) = idea della natura come organismo e non come simbolo del divino, come materia che si ricombina in infiniti modi.
La morte dei vecchi = bene se non sarebbe carestia e non ordine di equilibrio. La morte va pensata come riordino di un ciclo naturale.
Ogni dramma/tragedia se non si conclude con la morte, manca di qualcosa.


Il teatro moderno in Italia

Il Dramma moderno/ Barocco conserva le unità Artistiche Aristoteliche.
Tutto si svolge tramite le unità Aristoteliche di SPAZIO, TEMPO, AZIONE. Non si vedono come nel cinema, lo si viene a sapere ma non lo vediamo, si svolge lì, in quel momento, non c'è azione. Unità che vengono mantenute fino ai primi dell' '800.
Teatro Religioso = Teatro edificante e pedagogico (Vita dei Santi, Morale Cristiana molto forte). Produrre un effetto catartico, psicologico - funzione pedagogica. Esempio morale da cui trarre modelli da imitare. Ha il lieto fine.

La Commedia Dell'Arte

Genere che appartiene al comico e che è legato a elementi carnevaleschi e giullareschi (personaggi mutuati dal Carnevale che giravano tra le corti).
Manca un testo/partitura scritta in questo teatro. C'è un canovaccio e si recita a soggetto, non esiste né un testo di partenza né un copione, i personaggi improvvisano. Nel canovaccio ci sono delle indicazioni generali dentro le quali la singola compagnia costruisce i dettagli. Il Capocomico scrive qualcosa di preciso. Creatività ed improvvisazione.
Con Carlo Goldoni si toglierà l'improvvisazione perché l'autore scrive tutto. "Si recita a soggetto" = si improvvisa, l'autore in base alla maschera dell'opera improvvisa. Autori che creano degli stereotipi (riproduzione), il pubblico va per vedere il lazzo, la battuta e l'autore, i dazi (battute divertenti/scambio di battute) perché lo spettatore sa già la storia. Essi non sono proprietà privata, si possono riutilizzare in più opere - rubare le battute.
Arte: sta ad indicare la "professione" - detto da Goldoni.

La riforma di Goldoni

Nel Teatro Goldoniano, ciò che accade nella scena è sostenuto dalla Recitazione.
- Sottolineare il realismo, la realtà rappresentata, la realtà del periodo.
Vedere qualcosa di realistico per garantire l'esperienza del fatto.
- Per Goldoni la commedia è un testo scritto, nessun canovaccio.
- Interazione didattica pedagogica - educazione, non vuole solo divertire ma anche insegnare (come in Manzoni successivamente). Intenzione morale. Educare il pubblico (es. Nella Locandiera dove c'è una donna sensibile, colta, furba, Goldoni vuole insegnare all'uomo cosa succede se ci s'innamora di una donna con simili caratteristiche).
- Goldoni è un conservatore che ha paura del cambiamento, conservazione dei valori tradizionali.
Donna che diventa protagonista per un periodo del '700, donna che diventa soggetto ma secondo Goldoni dovrebbe stare a casa.
- Pubblico del '700 = vario, composto da varie classi sociali.

Goldoni scrive per un pubblico borghese un po' grezzo, che seguendo le sue opere si "forma". Pubblico ben preciso, si rivolge ai suoi simili, cioè la borghesia, benestante economicamente ma povera culturalmente (che non ha un modello. l'Autore vuole insegnargli quel modello). Commedie misurate per perone che si riconoscono nelle scene, con valori ben precisi.

Dal '700 in poi, la Borghesia diventa sempre più protagonista della storia e della cultura, sviluppo tramite la tecnologia, ha potere ma culturalmente non ha modelli (al borghese non interessa andare a cavallo ecc. come gli esempi del tempo), il borghese lavora e il lavoro è una virtù, se non lavora non vale niente (idea attuale). Tutti quelli che lavorano non hanno una cultura (perché non hanno tempo). Valori che vengono riconosciuti dentro l'opera: lavoro, denaro, religione, dovere, famiglia. l'Artista conservatore ritiene validi questi valori, li insegna al pubblico (successivamente il "non-conservatore" li criticherà).

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario 700?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email