Commedia dell’Arte e Riforma

Il teatro tra il 1500 e il 1700 era basato sulla commedia dell’Arte e successivamente fu riformato da Ricco Bovi e da Goldoni. Gli attori della commedia dell'arte erano definiti attori di professione e avevano un capo comico che li doveva giudare. In quel periodo le opere teatrali venivano svolte all'aria aperta e il pubblico che vi partecipava era di bassa estrazione sociale.
Tra le caratteristiche e le novità della commedia dell’arte vi erano:
• CANOVACCIO: Gli attori non recitavano sulla base di un intero testo scritto, ma su canovacci, tessuti grezzi, in cui compariva un accenno di trama da seguire. Tutto si basava sulla capacità d’interpretazione degli attori, i quali attingevano a vecchie battute insieme alla loro creatività. L’improvvisazione degli attori sul palcoscenico risultava fondamentale. Infatti, questi dovevano essere bravi ed esperti.
• MASCHERE: Gli attori avevano delle maschere sul volto. Le maschere fisse in queste compagnie teatrali erano i due ZANNI, di cui uno rappresentava il servo astuto e furbo (proposto nella tradizione classica con Plauto e Terenzio), che manovrava lo svolgimento della vicenda, come Brighella, e l’altro rappresentava il servo stupido, come Arlecchino e Pulcinella (nel teatro napoletano). Altre maschere importanti erano i due MAGNIFICI, rappresentati in genere da Pantalone e dal Dottore. Anche questi due personaggi presentavano caratteristiche fisse, infatti, apparentemente erano molto seri. Tuttavia la superficialità era rappresentata dal personaggio del Dottore e dalla mancata serietà di Pantalone che risultava essere molto avaro e si innamorava sempre di una giovane fanciulla. Infine vi erano due personaggi secondari, una coppia di innamorati che riuscivano sempre a coronare il loro sogno d'amore.
• RECITAZIONE DELLE DONNE: Nella recitazione gli uomini erano affiancati dalle donne. L’introduzione della figura femminile non era gradita alla Chiesa, perché le donne fondavano la loro recitazione sul principio della bellezza, essendo anche provocanti sul palcoscenico. Questo suscitò le proteste della Chiesa ,poiché la donna non appariva più come “casta e pura”.
Ricco Boni iniziò la riforma del teatro, tentando di eliminare il canovaccio, sostituendolo con una trama completa. Egli cercò di eliminare le maschere, sostituendole con i caratteri, in modo tale da far emergere le caratteristiche individuali dei personaggi. Gli attori non erano più dei protagonisti sulla scena, iniziarono a perdere gradualmente la loro importanza, per cui tentarono di ostacolare il processo riforma iniziato da Boni. Anche il pubblico, abituato a riconoscere nel teatro il divertimento e l’evasione, ostacolò questa riforma. Pian piano però quest'ultimo iniziò ad abituarsi a questo nuovo tipo di spettacolo e la classe sociale borghese iniziava a riconoscersi nelle nuove rappresentazioni teatrali. Le opere teatrali di Goldoni ebbero successo e presto furono rappresentate anche nei teatri francesi e inglesi. La riforma del teatro era stata perseguita anche dal celebre autore, che divise la sua modalità di fare teatro in commedia di situazione e in commedia di carattere.
Era difficile inoltre portare avanti il processo di riforma, poiché vi furono anche degli autori, come Pietro Chiari, che sosteneva con forza il genere teatrale della "commedia dell'Arte".
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