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La letteratura nell’età napoleonica

Visione generale sul Neoclassicismo:

Il termine Neoclassicismo fu coniato solo verso la fine dell’Ottocento nelle “Lezioni di storia della letteratura” di Giuseppe Finzi.

In campo artistico, la tendenza dominante dell’età napoleonica è costituita dal Neoclassicismo, che si ispira ai modelli greci e romani, di cui vuole imitare i caratteri di equilibrio, proporzione, semplicità e armonia. Il suo intento originario è quello di opporsi agli eccessi decorativi del Barocco e soprattutto del Rococò, caratterizzato da forme curve e sinuose. Quindi facendo riferimento a una migliore conoscenza dell’arte classica, vi viene contrapposto un ritorno a forme più composte e severe, regolate da principi di simmetria.

Anche l’arte di altre età, in particolare quella di epoca umanistica e rinascimentale, si ispira al mondo classico, ma il classicismo settecentesco è caratterizzato da un senso di nostalgia, in quanto l’ammirazione per il modello di perfezione rappresentato dal passato è concepito come qualcosa di irraggiungibile.

Il Neoclassicismo archeologico:
Tra il 1760 e la fine degli anni Ottanta si afferma il cosiddetto Neoclassicismo archeologico, che trova la sua formulazione negli scritti dello storico dell’arte tedesco Winkelmann, che pubblica l’opera dal titolo “Storia dell’arte nell’antichità”. Egli teorizza la superiorità dell’arte greca su quella romana, dal momento che essa è espressione di un ideale di bellezza capace di fondere armonicamente lo sviluppo fisico e le esigenze spirituali, in nome di un dominio sulle passioni. Si sviluppa così il mito della Grecia classica, concepita come luogo e momento ideale, utopico.

Decisivo nella formulazione della nuova estetica neoclassica risulta anche il lavoro di Ephraim Lessing, che introduce un’importante distinzione tra arte, soprattutto scultorea, intesa come momento di quiete armoniosa, e letteratura, in particolare quella romanzesca, concepita come momento di trasformazione.

Centro culturale propulsore è in questi anni la Roma pontificia, in particolare sotto il papa Pio VI, definito come un papa neorinascimentale. Questi accoglie a Roma artisti come Jacques Louis e Antonio Canova, massimo esponente italiano della corrente, che nella sua prima opera intitolata “Teseo e il Minotauro”, vuole con forza applicare il principio di Winckelmann del controllo delle passioni. Il suo eroe è infatti raffigurato dopo il combattimento, senza che emergano la fatica e la tensione dopo la lotta.

Il Neoclassicismo repubblicano:

Proprio con Jacques David si consuma una decisiva trasformazione nel gusto neoclassico. Lontano dalla grazia misurata dell’arte greca, David si volge all’arte romana, con il suo senso del solenne e dell’eroico. Scompaiono i soggetti più leggeri, soprattutto quelli licenziosi, e oggetto dell’arte diventa la storia, interpretata come stimolo dei moderni atti di eroismo.

Nonostante la creazione di un autentico mito della Roma repubblicana, modello di virtù civili e di eroici sacrifici per la patria, il centro culturale più importante diventa Parigi. Infatti proprio per questo Roma perderà notevolmente di importanza e si avrà invece un maggior risalto di Milano.

Il Neoclassicismo imperiale:

Con l’affermarsi dell’assolutismo napoleonico, la grandiosa solennità del Neoclassicismo di David è messa al servizio della celebrazione dell’imperatore, con la realizzazione di numerosi ritratti. Alla celebrazione della Roma repubblicana si sostituisce quella della Roma augustea, nella ricerca di moduli espressivi grandiosi e spettacolari.

Il gusto artistico prevalente nell’età napoleonica è il cosiddetto stile impero, che fiorisce sia nelle arti figurative che nell’arredamento. Esso è caratterizzato da un classicismo più austero, grazie all’utilizzo di linee rigorose e di nuda semplicità.

Il Neoclassicismo letterario italiano:

Il Neoclassicismo letterario ha in Italia uno sviluppo ricco e complesso. Due sono le principali opzioni degli autori neoclassici in Italia. Da un lato ci si propone di vestire pensieri moderni di panni antichi, mentre dall’altro si riscontra spesso la tensione verso un’Ellade mitica, dai tratti stilizzati e spesso convenzionali, patria ideale di luce e di intatta armonia.

A parte la grande figura di Ugo Foscolo, fra i più significativi scrittori neoclassici figurano Ippolito Pidemonte, autore di opere che cantano un mondo di sogno e di armonia spirituale legata al passato e di una serie di tragedie di rigido impianto classicistico, e Alessandro Verri che nella sua opera dal titolo “Avventure di Saffo poetessa di Mitilene”, fonde la tensione verso il mondo antico con l’attenzione all’interiorità e al mondo delle emozioni.

Visione generale sul Preromanticismo:

Il contemporanea con l’affermazione del Neoclassicismo, si sviluppa in Europa una nuova tendenza indicata con il termine di Preromanticismo, che è stato coniato solo nel Novecento prima dalla critica tedesca e poi da Benedetto Croce. A differenza del Neoclassicismo, che ha le caratteristiche di molteplici scuole di pensiero, talvolta distinte tra loro, il Preromanticismo si presenta come un generico mutamento di gusto, privo di una chiara formulazione teorica.

La nuova corrente che si diffonde principalmente dalla Germania e dell’Inghilterra, anticipando le caratteristiche del Romanticismo adulto, ha in comune l’opposizione al classicismo e al razionalismo illuministico. Tuttavia occorre indicare come in più di uno scrittore aspetti preromantici e neoclassici si alternino, ad esempio nel Foscolo dei “Sepolcri”.

La sensibilità preromantica si concretizza soprattutto in una nuova rappresentazione della natura, vista non più in forme ordinate ed eleganti, ma con un aspetto primitivo e selvaggio, accompagnando le esperienze e le emozioni dell’uomo. Le radici d questo fenomeno sono state dai critici riconosciute nell’esaltazione del sentimento e della natura, già presenti nelle opere di Rousseau.

Il Preromanticismo tedesco:
Il Preromanticismo si impone in Germania, verso il 1770, con il gruppo dello Sturm und Drang, di cui fanno parte scrittori come Goethe ed Herder. Si tratta di un movimento di giovani animati da un violento spirito di polemica sociale contro il mondo contemporaneo, asservito al denaro e alla ragione.

L’insieme di tali tendenze confluisce, in età napoleonica, nel maturo Romanticismo, la cui origine viene fatta coincidere con la fondazione in Germania della rivista “Athenaum”.

Il Preromanticismo inglese:

In Gran Bretagna la nuova sensibilità trova una sua prima espressione nello scozzese Macpherson, che scrisse l’opera “Canti di Ossian”, fondamentale per la creazione del mito della poesia popolare. Ma è con la poesia sepolcrale, che ha i principali esponenti in Young e Gray, e con il romanzo gotico, che si incontrano i due momenti fondamentali di tale tradizione.

Young è famoso soprattutto per il poemetto intitolato “Pensieri notturni”, dove in un paesaggio notturno il poeta medita su una tomba a proposito della vanità dell’esistenza umana, mentre Gray è famoso per l’opera intitolata “ Elegia scritta in un cimitero di campagna”, da cui trarrà ispirazione anche Foscolo.
Nell’ambito della narrativa, l’invenzione del romanzo gotico, così definito per l’ambientazione medievale, viene generalmente attribuito a Horace Walpole, che riuscì ad avere un grande successo. In questo romanzo sono ormai delineate le caratteristiche del genere, infatti l’ambientazione è l’Italia medievale, la vicenda ha per protagonista un personaggio maschile malvagio e attraente, che tormenta in ambienti orridi una fanciulla innocente, e il romanzo termina sempre con la sconfitto dell’antagonista.

Ma il contributo più importante alla nascita del Romanticismo inglese è senza dubbio quello offerto dal teorico Edmund Burke, con l’opera “Indagine filosofica sull’origine delle nostre idee intorno al sublime e al bello“, dove egli attraverso un procedimento empirico ritiene che la contemplazione del sublime è capace di ispirare nell’uomo anche un senso di profondo mistero e tensione.

Il Preromanticismo italiano:

Le radici del Preromanticismo italiano sono da riconoscersi nelle traduzioni dei “Canti di Ossan” e dell’opera di Gray intitolata “Elegia scritta in un cimitero di campagna” ad opera di Melchiorre Cesarotti. Ma gli autori più significativi della tendenza sono Ippolito Pindemonte e Alessandro Verri.

Ippolito Pindemonte scrive il “Saggio di poesie campestri” e il “Saggio di prose campestri” dove vi è rappresentata una natura rasserenatrice, in una singolare fusione di elementi arcadici e preromantici. Di Alessandro Verri si segnalano soprattutto le “Notti romane al sepolcro de’Scipioni”. Esse costituiscono, per così dire, le esequie del Neoclassicismo, infatti i grandi eroi dell’antichità, Cesare, Pompeo, Ottaviano, ormai ridotti in polvere, chiamati a parlare tracciano un bilancio fallimentare della storia e della politica, presentate come luogo dell’irrazionalità. L’amarezza è mitigata, nella seconda edizione dell’opera, dalla constatazione delle condizioni meno drammatiche del mondo presente, di cui si da merito alla Chiesa.

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