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L’antirazionalismo diviene anticlassicismo come opposizione della “poesia di natura” alla “poesia d’arte”, del phatos e dell’espressione sentimentali; ma anche come opposizione del moderno e del vero. Per cui la letteratura romantica di identificherà con l’espressione immediata e spontanea dell’io e con la ricerca di un’arte realistica, moderna e popolare.

Andando dagli ultimi anni del Settecento al primo trentennio circa dell’Ottocento, il movimento conosce una lunga fase di gestazione nel pieno del XVIII secolo accanto all’Illuminismo e al Neoclassicismo. Si potrebbe distinguere in tal senso un “preromanticismo” inteso come presenza di elementi romantici ante litteram ed un proto romanticismo da individuare in vere e proprie correnti e tendenze della letteratura del secondo Settecento. I prodromi del pensiero romantico si possono dar risalire a Giambattista Vico, con l’individuazione di un’età più incline alla fantasia e alla poesia. La stessa personalità di Jean-Jacques Rousseau, pur inserendosi nella corrente illuministica presenta vari aspetti preromantici. Nel pensiero di Rousseau sono infatti presenti due aspetti fondamentali del futuro pensiero romantico: l’individualismo e il cosiddetto “primitivismo”. La centralità dell’io emerge con evidenza programmatica sin dalla prima pagina delle Confessioni. A Rousseau inoltre si deve l’introduzione di aspetti del gusto letterario romantico: le Confessioni, così come il romanzo epistolare La nuova Eloisa.

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