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il romanzo e l’autobiografia: Goldoni, Alfieri, Rousseau e Byron


Il romanzo nel 700


Era nato nel 600, in Spagna con il Don Chisciotte di Cervantes
Si rivolgeva a un pubblico di massa, prevalentemente borghese
Ebbe molto successo in Francia e Inghilterra, dove la borghesia aveva molto potere ed era abbastanza alfabetizzata
Ebbe poco successo in Italia e Spagna, dove mancavano le basi sociali per permetterne la diffusione.
Era antiletterario (non seguiva modelli), sperimentale (univa più stili), era caratterizzato dal patto narrativo ed era rivolto a un pubblico vasto e vario
Nasce il romanzo di consumo e intrattenimento
Nasce l’autobiografia moderna, un romanzo-confessione
In Inghilterra i fondatori del romanzo moderno sono Defoe (robinson Crusoe-1719), Richardson (Pamela or virtue Rewarded- 1740) e Swift (I viaggi di Gulliver – 1726). In questi romanzi sono esaltati i valori borghesi
In Francia hanno successo Rousseau (Confessioni – 1765) e Voltaire (candido o l’Ottimismo – 1756)
In Italia l’accademia dell’Arcadia rifiuta il genere del romanzo, considerato basso e comico. Solo ugo Foscolo con Lettere di jacopo ortis usa questo genere letterario.
L’autobiografia nel 700
Prima era scritta sotto forma di memorie, un racconto di eventi accaduti.
Concepita come difesa e orgogliosa rivendicazione del proprio valore, non riconosciuto dal mondo
L’autobiografia moderna nasce con Le Confessioni di Jean-Jacques Rousseau (1765)
In Italia si utilizza ancora il modello delle Memorie, con Goldoni (Memoires), Casanova (histoire de ma vie) e Alfieri (vita di Alfieri)
In Rousseau c’è la ricerca della propria identità profonda e il valore umano che si trova nei sentimenti
In Italia c’è la ricerca del proprio destino come definizione di identità
L’autobiografia moderna è la confessione di un anima non più a Dio ma a un pubblico, l’autore scrive di sé per far capire l’autenticità e unicità del proprio io
Diventa un genere molto importante nel 700, perché nasce la curiosità nei confronti dell’avventura vissuta, sia che sia vera (autobiografia) che sia inventata (romanzo) es. casanova, Crusoe

Rousseau


E’ considerato il fondatore dell’autobiografia moderna
E’ stato uno dei Philosophes più importanti del 700
Ha scritto il libro più importante per la psicologia dell’infanzia nell’800, Emilio o dell’educazione
Ha scritto Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini, Contratto sociale, Julie o la nuova eloisa, confessioni

Le Confessioni - Rousseau (1765)


E’ un opera scritta in 12 libri, tra il 1765 e il 1771 e pubblicata in seguito alla morte dell’autore tra 1782 e 1789.
Il titolo riprende le famose Confessioni di sant’Agostino
L’autore non rievoca solo le sue memorie, ma fa una coraggiosa e talvolta provocatoria confessione
Questa autobiografia mette a nudo anche i dettagli più intimi e sgradevoli della vita privata dell’autore e del suo io: il senso di inferiorità di vendetta, l’autocommiserazione, i comportamenti sessuali deviati
Esigenza di ricercare nei lati nascosti della personalità la propria identità
Racconto degli episodi anche più trascurabili a che possono aiutare a comprendere la personalità subconscia dell’autore
Il valore dell’uomo si trova nella ricchezza della sua interiorità e nei suoi valori, sentimenti e ideali
Svolta: il racconto degli episodi privati di una persona non titolata diventano degno oggetto di un’opera letteraria (esperienze del poeta e personalità). Inizio di varie autobiografie sia destinati all’umanità (Pietro Verri) che a scopo familiare (libri di famiglia)

Vittorio Alfieri


Nato ad Asti nel 1749, vive l’infanzia a casa del patrigno
Nel 1758 entra nella Reale Accademia di Torino finché non decide di abbandonare la carriera militare
Tra 1766 e 1772 compie una serie di viaggi in Italia e in Europa, Alfieri ha un carattere ribelle, ama l’avventura e il rischio e per questo non ama le soste prolungate nello stesso posto
Tornato a Torino nel 1772 fonda l’Accademia Anticonformista e scrive L’Esquisse de Jugement Universel, una satira sui potenti e sugli artisti torinesi
Nel 1775 scrive 14 tragedie, tra cui il Saul e inizia un rigoroso studio della lingua italiana, migliorato da alcuni viaggi in Toscana
A causa di uno scandalo si trasferisce a Parigi dove compone le ultime 5 tragedie e la propria Autobiografia, poi in Inghilterra e a Bruxelles.
Dal 1792 vive a Firenze dove compone sei commedie, parte delle satire e delle Rime
Muore a Firenze nel 1806
Vita di Vittorio Alfieri da asti scritta da esso
(1806)
Fu composta sotto l’influenza delle confessioni di Rousseau e delle Memoires di Goldoni
Dopo la prima stesura nel 1790 l’opera subì molte modifiche e uscì successivamente alla morte dell’autore nel 1806
Il tema dell’opera è la rievocazione delle tappe che gli hanno permesso di diventare scrittore.
La conversione letteraria viene rapportata alla ricerca della propria identità, mostrando come un giovane ozioso può arrivare a affermare la propria superiorità intellettuale e morale in campo artistico.
L’opera è divisa in 5 epoche: Puerizia (l’infanzia mostra alcune caratteristiche della personalità di alfieri, la malinconia, la ribellione, il carattere passionale e il desiderio di gloria), Adolescenza (il trauma dell’allontanamento dalla famiglia e il disprezzo per la pessima educazione), Giovinezza (i viaggi e gli incontri con persone interessanti come Pietro Metastasio), Virilità (la carriera letteraria e lo studio della lingua italiana) e Continuazione della quarta epoca (la continuazione della sua conversione letteraria).

Reminiscenze infantili – vita di Alfieri


Alfieri parla di quei pochi episodi dell’infanzia che ricorda. Ricorda gli stivali a tromba dalla scarpa quadrata dello zio, che prima di morire lo accarezzava e gli donava dei confetti. Ricorda di quando, a cinque anni a causa delle dissenteria era in punto di morte, e non sapendo cosa significasse la desiderava per mettere fine ai suoi dolori in quanto gli avevano detto che il fratellino minore morendo era diventato un angelo. Ricorda di quando si trasferisce dal patrigno e i suoi prima figli e soprattutto la sorella Giulia se ne vanno in Monastero, abbandonandolo e lasciandolo solo. Questa sensazione di dolore l’ha ricollegata a quando abbandonava una donna o un vero amico, deducendo che l’amore umano h sempre la stessa origine. Infine ricorda che una volta rimasto solo, viene affidato a un prete un po’ ignorante che gli insegna a scrivere e leggere fino alla quarta. Anche i parenti erano ignoranti e dicevano che un signore non ha bisogno di essere un dottore. Infine scopre la sua inclinazione allo studio, dovuta al fatto che la solitudine gli dava malinconia e raccoglimento.
Analisi
i ricordi di Alfieri sono raccontati in modo da ricollegarsi all’inclinazione letteraria dell’autore, presente già da piccolo
Alfieri ha pochi ricordi della sua infanzia
Più che i ricordi, dell’infanzia Alfieri ricorda le sensazioni, che gli tornano in mente compiendo determinate azioni o vedendo certi gesti
Alfieri definisce alcuni ricordi come poco importanti, ma chiaramente non lo sono, dato che gli hanno lasciato delle sensazioni che si ricorda anche dopo tanti anni
Carlo Goldoni
Nasce a Venezia nel 1707, studia prima a Perugia dove il padre è medico poi a Rimini
Nel 1723 viene ammesso al Collegio Ghisleri di pavia ma viene cacciato per aver scritto una satira conto le donne della cttà
Si trasferisce a Feltre e inizia a scrivere per il carnevale degli intermezzi di teatro. A Venezia si trasferisce e si laurea in legge a Padova.
Nel 1737 a Venezia inizia a dirigere il teatro San Giovanni crisostomo, dove rappresenta alcune sue opere innovative, cioè usando in alcune parti il copione
Nel 1747 inizia un intenso periodo di produzione, otto commedie all’anno senza perdere mai la qualità tra cui anche La Locandiera (1752)
Nel 1762 si trasferisce a Parigi per dirigere la Comedie Italienne, un famoso teatro locale e scrive alcuni grandi capolavori prima di lasciare Venezia
Dal 1765 lavora come insegnante di italiano a Versailles, prima per le figlie e poi per le sorelle di re Luigi XV
Nel 1780 con una ricca pensione regia inizia i Memoires, pubblicati poi nel 1787. Nel 1788 vengono pubblicate tutte le sue opere teatrali
Muore nel 1793 semipovero, perché la rivoluzione gli aveva toto il vitalizio

La riforma teatrale di Goldoni


Prima di Goldoni il teatro era basato su personaggi fissi che recitavano improvvisando, basandosi solo su un canovaccio
Il rischio dell’improvvisazione sono le situazioni e le battute banali e ripetitive
Data la crisi del commercio, molte imprese investivano in attività alternative, come il teatro. Nel 700 nacquero le prime imprese teatrali
Il teatro si allarga anche alle classi popolari, che preferivano però il melodramma e la commedia a un genere impegnato come la tragedia
Goldoni vuole metterei personaggi in un epoca, per dare un senso realistico e contemporaneo al teatro
Utilizza l’uso integrale del copione per evitare il degrado del teatro
Il realismo è dato specialmente dai dialoghi, che danno voce alle classi inferiori: finalmente non sono più solo osservatori esterni ma possono calarsi all’interno della loro realtà

Le memorie di Goldoni


Goldoni aveva già inserito narrazioni della sua vita nella Prefazione e in alcune opere
Le Memoires vengono pubblicate nel 1787 in francese
Sono la narrazione delle tappe che hanno portato Goldoni a diventare autore di teatro, concentrandosi sulla sua vocazione precoce e sulla sua missione di riformare il teatro 8compiuta9
Della sua vita viene preso in considerazione in modo lineare il processo che l’ha portato a contrapporsi alla commedia dell’arte per rinnovare la tradizione, senza prendere in considerazione i dettagli irrilevanti per questo processo
Le Memoires hanno una Dimensione Leggendaria, Goldoni è considerato nei suoi due aspetti, il genio riformatore e l’uomo socievole e pacifico, che si presentano nella continuità tra la sua indole e l’ottimismo del suo teatro
Goldoni non parla delle sue tendenze negative (ipocondriaco, depressione, relazioni con attrici e scandali) utilizzando l’Understatement, cioè minimizzando quegli aspetti
Manca in Goldoni la visione introspettiva, Goldoni è l’anti-Rousseau, la sua narrazione non parla del suo io e di un io unico ma di un uomo che ha messo la sua vita e il suo talento a disposizione del teatro, realizzandosi.
C’è più dialogo con altri che con se stesso
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