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La tazza di cioccolata

Parafrasi

vv. 125 -130. Già tutto ben pettinato, vedo entrare di nuovo il tuo valletto; egli ti chiede quale tu oggi preferisca bere (= sorbire), versate in tazze preziose, fra le bevande più usate;le tazze e le bevande sono merci esotiche, scegli fra di esse quella che desideri maggiormente.
vv. 130- 136. Se oggi credi che ti convenga di più porgere al stomaco bevande calde, si che il naturale calore arda nel tuo stomaco regolato con misura e faciliti la tua digestione, scegli il bruno cioccolato, di cui ti onorano gli abitanti del Guatemala e dei Caraibi che portano il capo decorato con piume barbare (= che mal si adattano a popoli di antiche civiltà)
vv. 137-143 se invece ti opprime una noiosa depressione e se il tuo leggiadro corpo è afflitto da un’eccedenza di grasso, onora le tue labbra scegliendo il caffè, una bevanda simile al nettare in cui tostato fuma ed arde il chicco proveniente da Aleppo e da Al Mukha che si dice diventi superba e popolata continuamente da mille navi.
vv. 144-157 Certamente fu necessario che la Spagna uscisse dalla sua antica sede che con coraggiose navi fra tempeste mai conosciute e nuovi mostri marini abitatori delle acque e timori e rischi ed immani fami, superasse i confine per tanto tempo inviolati (= le Colonne di Ercole); è fu veramente giusto se Cortes et Pizzarro non stimarono sangue umano quello che scorreva sulle membra di quei popoli di Oltre Oceano, per la cui convinzione, tuonando e fulminando con i cannoni e le armi da fuoco, riuscirono infine a distruggere i troni dei re messicani e quello dei generosi eroi Incas; poiché solo così tali nuove delizie riuscirono a giungere, o gemma degli eroi (= Giovin signore), fino al tuo palato.

Commento

Dopo il risveglio, nella tarda mattinata per il Giovin Signore è giunto il momento di fare una scelta molto ardua per la prima colazione: cioccolata o caffè, entrambe le bevande provenienti da paesi esotici e servite in tazze preziose. Probabilmente la scelta cade sulla cioccolata dato che il poeta si dilunga sui popoli dai quali è giunta questa bevanda in Europa. Riferendosi al valletto, l’appellativo damigello ben pettinato ci richiama l’appellativo di Omero quando definisce Ettore domatore di cavalli. Non è un modo di dare al componimento uno stampo più classico, bensì per introdurre l’ironia. La scelta del termine sorbire non è causale: un volgare bevanda si beve, mentre una bevanda rara, bevuta in una tazza preziosa si sorbisce.
L’aspetto più significato di questi versi è come il comune significato delle parole e delle frasi passi ad un significato diverso ed opposto, come si avesse una continua mescolanza fra verità ed ironia. Ecco un esempio: il poeta scrive che fu giusto (= ben fu dritto) massacrare i popoli del Nuovo Mondo affinché il suo Giovin Signore potesse gustare una tazza di cioccolato, una bevanda che nel Settecento era riservata solo agli eletti. In questa affermazione ci è facile decodificare la satira e leggiamo in essa il vero significato dei versi cioè che il comportamento degli Spagnoli nelle Americhe fu una vergogna ed un obbrobrio. La stessa cosa si può dire quando il poeta chiama il Giovin Signore gemma degli dei cioè il migliore fra tutta la cerchia dei nobili a cui appartiene; tuttavia in tale appellativo leggiamo facilmente il significato di parassita dei parassita, in contrapposizione ai generosi eroi Incas citati qualche verso prima. Si arriva quindi a collocare nel poema miti di un altro mondo molto lontano i re messicani, i re Incas) che diventano i veri e fieri protagonisti della descrizione, con la stessa statura degli eroi classici di fronte ai quali il Giovin Signore fa la figura di un essere inutile, rammollito e mancante di volontà
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