Monti


Poesia di immaginazione. È piena di immagini mitologiche. Era molto incoerente, perché si adattava ed esaltava ogni sovrano del tempo.
Per il Monti bisognava guardare solo alla tradizione letteraria del '300 (Petrarca, Boccaccio) ma a tutta la tradizione letteraria precedente. Dunque non era un Purista.
Ci ha lasciato un'ottima traduzione dell'Iliade.
Poesia fredda, perché gli mancava l'ispirazione, però aveva buon gusto, raffinatezza, da molta importanza alla bellezza, ed è molto scenografico.
Nelle sue opere il Monti sulla politica si comporta un po' come una banderuola, questo non perché sia privo di dignità e coerenza, ma perché l'immaginazione gli scaturiva dal desiderio si una poesia classica di uno stile decoroso che esalti le forme e il ritmo dei versi, e non dagli avvenimenti.
Per Monti la letteratura era molto importante, ma non lo erano gli avvenimenti politici, che erano tutt'al più un pretesto per scrivere un'opera poetica, oppure un fastidio da superare al meglio, e cioè adattandosi ad ogni avvenimento.
C'è chi dice che Monti è un “non – poeta”, perché privo di immaginazione, di passione e di fantasia e soprattutto di sentimento, come invece lo era Foscolo. Ciò è vero se quel “sentimento” è inteso comunemente, cioè sentimento per la morale, la politica la religione ecc.....
Invece il sentimento del Monti è ben diverso da ciò, è un sentimento letterario e artistico, e cioè, le sue opere vertono esclusivamente (tranne che per i “pensieri d'amore”) sulla politica, ma non è tanto questo l'argomento che più gli preme, quanto lo stile con il quale viene scritta, le raffigurazioni mitologiche, il ritmo dei versi e i vocaboli da usare.
Anche se tutto ciò giustifica parzialmente l'agire poco coerente di Monti, ciò però non toglie che il suo pensiero sia molto superficiale perché l'unica realtà da lui veramente sentita e vissuta era il mondo della poesia con la sua eleganza formale, la bellezza esteriore della composizione. Proprio per questo motivo, l'opera più riuscita fu senza dubbio la versione dell'Iliade, che appunto gli consentì di trovarsi nel suo elemento naturale; anche se poco esperto di lingua greca, riuscì bene, perché studiando i classici aveva acquisita moltissime grecità.
Per questo motivo Monti si opponeva al romanticismo perché escludendo la mitologia dalla poesia, non era più in grado di comporre “opere poetiche”. Contrariamente a questo, però in Monti ci sono dei passi, delle sue opere, di gusto preromantico; come per esempio nei “pensieri d'amore”, dove introduce sentimenti che non solo riguardano la poesia ma sentimenti per le cose reali, come il ricordo della donna amata in una notte nuvolosa, che però non sembra sia stato ispirato da un fatto personale ma bensì da una suggestione letteraria.
Preromantici inoltre, sono i temi che affronta, come quello della notte, credendo che sia capace di placare i ricordi tempestosi, le passioni, e invece le fa rinascere ancora più forti.
Il tema della caducità di tutte le cose umane, che poi riprenderà Leopardi, che però Monti non essendo un romantico, questo tema rimane alla superficie, cioè non viene approfondito come in Foscolo e in Leopardi, è evidentemente un pensiero immediato e senza profondità e, probabilmente di poca importanza per Monti.
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