Genius 19212 punti

Baretti – La Frusta letteraria

Giuseppe Baretti si colloca a metà strada fra l’Illuminismo e le tendenza conservatrici. Nato a Torino, il suo spirito avventuroso lo portò a compiere numerosi viaggi che gli permisero di conoscere le civiltà più progredite d’Europa e di distaccarsi dall’ambiente retrogrado del Piemonte. Nonostante questo partecipò alla battaglia per il rinnovamento letterario italiano senza però mai arrivare agli eccessi degli aderenti dell’Accademia dei Pugni, anzi prese con chiarezza le distanze da tutte quelle proposte degli Illuministi che considerava irrealizzabili o troppo superficiali. Come scrittore visse molto tempo in Inghilterra e ritornà in Italia solo nel 1763, a 44 anni, e a Venezia, con lo pseudonimo di Aristanco Scannabue inizio la pubblicazione de La Frusta letteraria, un periodico il cui scopo era di dare informazioni sulla recente produzione letteraria. Costretto dal governo veneziano a interrompere la pubblicazione, ne continuò per qualche tempo la stampa ad Ancona, poi convinto che in Italia la professione di scrittore non fosse possibile ritorno in Inghilterra, dove rimase molto attivo fino alla morte avvenuta nel 1789. La Frusta letteraria è l’opera di critica più importante del XVIII secolo, anche essa non è condotta con un criterio scientifico molto rigoroso, né tanto meno parte da un concetto di estetica originale. I giudizi espressi a volte sono azzardati ed arbitrari, come del resto succedeva al tempo dell’ Illuminismo. L’opera è importante si scaglia contro la falsa letteratura, contro la pedanteria senza alcun scopo, contro l’erudizione fine a se stessa, contro la poesia superficiale e contro la lirica insulsa e leziosa dell’ Arcadia. Aristanco, un vecchio soldato burbero, vestito alla turca, esperto di uomini e di avventure, è il simbolo del nuovo critico letterario, antiletterato per eccellenza e lo stile a cui ricorre il Baretti gli si conviene perché è impetuoso, spontaneo, ironico e a volte aggressivo.
Baretti è anche l’autore delle Lettere familiari ai fratelli in cui egli descrive il suo ritorno in Italia attraverso la Spagna, il Portogallo e la Francia. Negli ultimi anni della sua vita compose anche Discours su Shakespeare et sur monsieur de Voltaire in cui si pone in polemica con Voltaire prendendo le difese di Shakespeare, precorrendo una nuova sensibilità – il Romanticismo - che qualche decennio dopo avrebbe posto lo scrittore inglese al pari di Omero e di Dante
Hai bisogno di aiuto in Autori e opere 700?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email