Scuola a settembre: per le superiori potrebbe continuare la DaD, i piccoli a scuola

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
scuola a settembre

L’anno scolastico 2019/2020 è ormai agli sgoccioli, manca meno di un mese alla sua conclusione, e ormai è sicuro che i ragazzi non vedranno le proprie aule se non a settembre. E proprio il rientro a scuola per il nuovo anno scolastico sta facendo parecchio discutere: come sarà? Quali modalità il Ministero sta prendendo in considerazione per riportare le scolaresche in classe? Per rispondere a queste domande è intervenuta la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani, che durante Sky TG24 ha chiarito alcuni punti fondamentali che riguardano proprio la riapertura delle scuole nel prossimo anno scolastico.
Scopriamo insieme le ultime novità del MI.



Ritorno a scuola, si lavora per elementari e medie in presenza


La viceministra Ascani, durante la trasmissione di Sky TG24, ha annunciato che al Ministero dell’Istruzione sono al lavoro per assicurare un rientro in sicurezza all’interno delle classi, previsto per l’inizio di settembre 2020, iniziando a parlare dei ragazzi più piccoli. Infatti secondo la viceministra i ragazzi di elementari e medie saranno i primi a tornare in classe in modo sistematico, abolendo quindi quasi del tutto le ore di didattica a distanza: “Insieme al comitato stiamo immaginando tre differenti scenari a seconda dell'andamento dell'epidemia. Tutti questi scenari tengono conto che gli ordini di scuola non sono tutti uguali, in particolare i bambini più piccoli hanno assolutamente bisogno di recuperare una relazione in presenza. Quindi nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, tradotto elementari e medie, noi immaginiamo di poter avere la scuola in presenza. Naturalmente riducendo i gruppi classe, - ha tenuto a precisare la viceministra - quindi per esempio facendo in modo che una classe sia divisa in due, ma moltiplicando le attività che si fanno, aggiungendo, cioè, ai curricula tradizionali più musica, arte, sport, creatività digitale e laboratori.



Istituti superiori, probabile l'uso di DaD anche nel nuovo anno scolastico


Quindi, se è quasi certo, epidemia permettendo, il rientro in classe fin da subito per i ragazzi delle elementari e delle media, altro discorso interessa gli studenti di licei ed istituti superiori, per i quali la didattica a distanza potrebbe non finire a giugno, ma essere solamente limitata e alternata con alcune lezioni in presenza: "Per quelli un po' più grandi - ha aggiunto dunque Ascani - che si gestiscono meglio anche da soli, prevediamo che una parte dell'attività sia comunque fatta in presenza, perché anche loro hanno bisogno di rientrare a scuola, però molto probabilmente in questo caso la didattica a distanza continuerà ad essere una parte del loro curriculum. L'attività in presenza sarà di meno rispetto al passato e sarà integrata con la didattica a distanza, che soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado ha funzionato meglio".
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