Presto tamponi rapidi a scuola: c'è l'ok del CTS

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
tamponi rapidi a scuola

Le scuole sono ormai aperte nella grande maggioranza delle Regioni Italiane. Questo rientro in aula non è certo stato dei più semplici, considerando anche che gli istituti scolastici hanno chiuso le loro porte a metà febbraio 2020, e che docenti e studenti hanno dovuto continuare l’anno scolastico 2019/2020 tramite la didattica a distanza.
Difficile quindi tornare in classe con tutte le misure di sicurezza raccomandate dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Comitato Tecnico scientifico, che ha recentemente rilasciato un’altra importante dichiarazione per alunni e professori: scopriamo la novità.

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Ebbene, a meno di un mese dalla ripresa dell’ attività didattica, il Comitato tecnico scientifico ha dato l’ok alla possibilità di effettuare tamponi rapidi nelle scuole. Infatti, solamente per l’attività di screening e di controllo su studenti e docenti, sarà permesso agli istituti di effettuare tamponi rapidi. Per rendere ufficiale questa comunicazione del CTS p è arrivata tempestivamente anche la circolare del Ministero dell’Istruzione.

Come funzionano i tamponi rapidi a scuola?


Dopo l’ok arrivato dal Ministero dell’Istruzione e dal Comitato Tecnico Scientifico, ora anche a scuola si potranno fare i tamponi rapidi: ma cosa sono esattamente e che differenza c’è con quelli tradizionali? Questa tipologia di test è basata sulla ricerca, nei campioni respiratori del paziente, delle proteine virali. Le modalità di raccolta del campione, però, sono del tutto analoghe a quelle dei test molecolari, ovvero del test del tampone naso-faringeo, i tempi di risposta tuttavia, sono molto più brevi: circa 15 minuti. E quindi ora partirà anche l’offerta pubblica per l’acquisto di oltre di 5 milioni di test rapidi da distribuire nelle scuole.

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In vista di un probabile ampliamento dell’esigenza di prevenire, attraverso l’effettuazione di test, l’incremento dei contagi, l’utilizzo dei test antigenici rapidi può essere utilmente esteso a contesti diversi rispetto a quello di porti e aeroporti”, si legge nella circolare firmata dal Dg della Prevenzione Giovanni Rezza, e riportata da quotidianosanità.it, che precisa come: “il test molecolare rimane tuttora il test di riferimento per la diagnosi di SARS-CoV-2”, ma come “i test antigenici rapidi su tampone naso-faringeo possono essere utili in determinati contesti, come lo screening rapido di numerose persone”. Non ci sono invece novità per quanto riguarda i test antigenici e molecolari su campioni di saliva, poiché, sempre Rezza puntualizza che: “allo stato attuale delle conoscenze, difficilmente si prestano allo screening rapido di numerose persone, in quanto richiedono un laboratorio attrezzato”.
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11 marzo 2021 ore 16:00

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