Dpcm 3 dicembre, cosa succede per la scuola

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
dpcm 3 dicembre scuola

Ieri è arrivata la firma del Premier Conte a uno dei decreti più attesi di sempre, quello che regola il periodo natalizio. Ma all’interno di questo nuovo Dpcm non vi sono solamente le misure da adottare durante i giorni a ridosso del Natale, è presente anche un’importante notizia per tutti gli studenti e le studentesse degli istituti superiori di tutta Italia.
Stiamo ovviamente parlando della data e della modalità del loro rientro in classe; scopriamo insieme le novità per gli studenti delle superiori, ma non solo, anche per i ragazzi universitari e per tutti coloro che stanno aspettando l'esito del concorso straordinario docenti.





Quando riapriranno le scuole?


La domanda che ha tenuto in sospeso migliaia di studenti, e le loro famiglie, in tutta Italia ha finalmente trovato risposta, ovviamente stiamo parlando del quesito che accompagna i ragazzi delle superiori da quando sono state chiuse le loro scuole: quando riapriranno gli istituti superiori? Secondo il testo del nuovo Dpcm in vigore da oggi, 4 dicembre 2020, gli studenti delle superiori varcheranno nuovamente la soglia scolastica a partire dal 7 gennaio 2021. Quindi questo 2020 si concluderà senza che i ragazzi possano rivedersi in presenza. Ma non sono finite qui le novità.

Ritorno a scuola dal 7 gennaio: in che modalità?


Dopo aver fugato ogni ragionevole dubbio sulla possibilità di un rientro in classe prima della fine del 2020, ufficialmente slittato al 7 gennaio 2021, è bene approfondire e capire come sarà effettivamente questo rientro a scuola. Prendendo sempre come riferimento, ovviamente, il testo del nuovo Dpcm, riportiamo le esatte parole firmate ieri dal Premier Conte: “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 7 gennaio 2021, al 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza”. Dunque non sarà un rientro al 100%, ma il Governo ha predisposto un piano di ritorno in classe graduale, e si auspica che presto possa essere un ripristino della presenza a pieno regime.

Rientro a scuola: tutte le disposizioni del nuovo Dpcm


Ma oltre alle novità, alcune misure restano invariate, infatti, ad esempio rimane garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Inoltre è segnalato nel Dpcm che le scuole a partire da quella per l’Infanzia fino agli istituti superiori di primo grado (le scuole medie) proseguiranno la loro didattica in presenza. Altra precisazione importante contenuta nel testo è quella legata alle mascherine: obbligatorie per tutti i ragazzi a partire dai sei anni in su.

Nuovo tavolo di coordinamento per gestire la presenza scolastica


Va poi evidenziato l’istituzione di un nuovo tavolo di coordinamento volto a tenere sotto controllo la situazione: “È istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Università: quando si tornerà in aula?


Qual è invece la situazione nelle Università? Ebbene, le Università, anche durante questa pandemia, secondo le indicazioni del Ministero dell’Università e della Ricerca, presieduto dal Ministro Manfredi, hanno sempre conservato la loro autonomia decisionale su come e in che modalità far frequentare le aule ai propri studenti. Il nuovo Dpcm cambia queste regole? In parte: “Le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all'andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari che tengono conto delle esigenze formative e dell'evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria”. Dunque come si svolgono le lezioni?Le attività formative e curricolari si svolgono a distanza”, ma ci sono dei casi in cui è permessa la presenza, ovvero: “Possono svolgersi in presenza le sole attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero rivolte a classi con ridotto numero di studenti, quelle dei laboratori, nonché le altre attività curriculari, anche non relative agli insegnamenti del primo anno, quali esami, prove e sedute di laurea”. Consigliamo quindi a tutti gli universitari all'ascolto di informarsi direttamente tramite il proprio ateneo per verificare l'eventuale presenza di laboratori o corsi per le matricole.

Concorso straordinario docenti: cosa succede?


Molti gli interrogativi anche per quanto riguarda il concorso straordinario docenti, che era stato sospeso a causa dell’aggravarsi della situazione epidemiologica del Paese. Tuttavia sembra non essere cambiata di molta la situazione sotto questo punto di vista, infatti, almeno fino al 15 gennaio 2021, giorno in cui questo nuovo Dpcm arriverà a scadenza, il concorso rimarrà sospeso, come si legge nello stesso Dpcm: “è sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica.
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11 marzo 2021 ore 16:00

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