Federico Bianchetti
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La classe in cui ci sono 21 alunni che parlano 20 lingue diverse articolo

Ester, di origini congolesi, parla ben quattro lingue; Adam si diletta tra l'arabo e il berbero mentre Angela insegna i vocaboli srilankesi ai suoi compagni di classe. In una scuola media di Padova c'è una classe prima composta da 21 studenti che parlano 20 lingue diverse.

Un ambiente multiculturale, dove la diversità linguistica è un valore aggiunto e contribuisce ad arricchire il bagaglio culturale dei piccoli scolari. Esattamente come l'istituto 'Iqbal Masih' di Poltiello, la scuola padovana tenta di educare i giovanissimi al rispetto del prossimo, incoraggiandoli a condividere e valorizzare le proprie origini.

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Un ambiente stimolante

Una classe davvero eterogenea, dove non mancano anche i dialetti regionali, tra cui il veneto e il romanesoco. Per relazionarsi gli alunni utilizzano diversi idiomi: dall'arabo al mandarino, passando – ovviamente – per l'italiano e l'inglese. L'importante alla fine è capirsi, e gli adolescenti in questo sanno ingegnarsi davvero bene. Perché come spiega la preside a 'Il Corriere del Veneto', “la lingua non è mai un ostacolo, anzi, è una ricchezza”. La diversità linguistica, inoltre, dà la possibilità di dare vita a veri e propri progetti scolastici.

 

Come, per esempio, quello sull'autobiografia: la realtà multilingue vissuta dagli studenti li stimola a condividere storie personali e familiari, creando un ambiente su misura per gli studenti e rispettoso delle esigenze di ognuno. Anche qui, infatti, ci sono studenti che stanno osservando il Ramadan. Come Adam che ha rivelato di svegliarsi alle 4:00 di mattina per pregare e mangiare, per poi tornare a dormire. Il tutto, senza recare il minimo danno all'apprendimento e alla didattica.

 

 

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