Maturità 2020, il 21 maggio i maturandi scioperano dalle videolezioni

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Lo sciopero dei maturandi indetto per il 21 maggio 2020

Attraverso la pagina Instagram @nomaturita2k20 che conta più di 43mila followers, i maturandi italiani hanno annunciato uno sciopero nazionale per giovedì 21 maggio. Lo sciopero consisterà nel non presentarsi durante le videolezioni della didattica a distanza in segno di protesta per la mancanza di ascolto da parte della ministra dell’Istruzione Azzolina dopo la petizione che ha raccolto 55mila firme, lanciata per annullare la Maturità 2020.


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I motivi dello sciopero dei maturandi del 21 maggio

Quello che quindi gli amministratori della pagina lamentano è il totale disinteresse del Ministero ad ascoltare la voce proprio di coloro che sono chiamati a sostenere un esame di cui non si sentono partecipi: “Gli studenti devono essere necessariamente considerati come interlocutori nella discussione volta a definire le modalità d’esame. Devono essere partecipi del loro futuro”.
Nonostante le ripetute richieste di confronto che la Ministra dell’Istruzione non ha mai accolto, i maturandi si sentono infatti estromessi dalle decisioni che si sono prese riguardo all’esame che tra meno di un mese dovranno affrontare.
I promotori dello sciopero hanno dunque stilato una lista di dieci motivi per cui ritengono giusta la protesta di cui si sono fatti portavoce:
    1. Mancanza di ascolto e considerazione da parte della Ministra dell’Istruzione;
    2. Il diritto all’istruzione non è stato garantito nonostante la Dad;
    3. Il 33,8% delle famiglie italiane non possiede strumenti tecnologici in grado di supportare la Dad;
    4. Mancanza di chiarezza nelle modalità di esame;
    5. Responsabilità eccessive che ricadono su presidi e docenti;
    6. Il maxi-orale è un surrogato dell’Esame di Maturità e per questo non può sostituire le prove scritte annullate;
    7. I privatisti non potranno fare l’esame a giugno;
    8. Le norme igienico-sanitarie previste non sono sufficienti: le autocertificazioni non sostituiscono i tamponi che invece non saranno fatti né alle commissioni né agli studenti;
    9. Anche il personale scolastico non è favorevole a questo tipo di esame;
    10. L’esame appare come un test per verificare la fattibilità di un possibile rientro a settembre, rendendo di fatto studenti e commissioni come cavie.

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3 giugno 2020 ore 16:00

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